Quindi secondo i vostri studi se i media oggi dicessero che non c'è il problema della disoccupazione, riuscirebbero a distorcere la percezione delle persone al punto da far sparire questo tema dall'agenda pubblica?
E soprattutto, quello che dite comporta che l'informazione è così accentrata (il che significa che gli interessi in un paese sono accentrati) che non si dispone di strumenti alternativi di informazione? Declinate questo discorso su 20 anni si governo. Vi ricordo che negli ultimi 20 anni Berlusconi è stato eletto 3 volte, ma non lo è stato per due e in due circostanze i suoi governi sono caduti prima della fine della legislatura e nel periodo di maggiore stabilità (2000-2005) ci sono stati comunque rimpasti. Altra cosa: una fonte di informazione che si comporta nel modo che dite voi quanto può restare una fonte di informazione? I cittadini si rivolgono a un giornale o a una tv per avere informazioni, ma se l'interesse del giornale è solo politico il servizio che svolge è lo stesso di un partito e la sua funzione scade. Perché le vendite di Repubblica negli ultimi due anni sono crollate verticalmente? Perché è successa la stessa cosa al tg1? O le persone hanno avuto un'impennata di coscienza comportandosi in modo anomalo rispetto al condizionamento dei media o più semplicemente hanno scartato fonti inaffidabili per rivolgersi altrove (corriere, la7 o altri tg). La vostra teoria per funzionare dovrebbe disporre di un sistema in cui a) l'informazione è completamente accentrata nelle mani di un solo gruppo di interessi (cosa che non è mai successa in Italia, neanche durante il fascismo) e/o b) il consumo di informazione è inelastico rispetto al contenuto dell'informazione, cioè se un media da informazioni false o gonfiate, le persone non possono accorgersene e continuano a farsi manipolare. Tipo l'arma finale del dr. Goebbels di sturmtruppen. Se non è così, i media sono uno degli attori nella formazione dell'agenda e un mezzo che è sensibile come tutti gli altri mezzi al dibattito pubblico, che direi essere un pelo più complesso rispetto a come lo presentate voi.
Per la verita' non mi sembra di aver detto che la situazione e' cosi' accentrata o che vi sia un solo gruppo di interessi. Il fatto che io scriva i media costruiscono un'agenda - condizionando o essendo condizionati dalla politica a seconda dei casi - non significa che questi media remino tutti nella stessa direzione o costruiscano tutti la medesima agenda.
Io dico semplicemente che quello che i media mettono in agenda crea poi, effettivamente, la percezione della realta' nell'opinione pubblica e che molto spesso, in particolare quando vi e' contaminazione tra partito e mezzo, la politica ha stretto interesse a indirizzare l'agenda media.
Ovviamente con la diffusione di internet lo scenario e' in rapida evoluzione, ma riferendosi ad un contesto classico nel quale l'informazione e' sostanzialmente affidata a radio/tv e giornal, l'analisi e' a mio avviso corretta...ed in Italia la situazione e' stata particolarmente pericolosa visto che in caso di governo di destra, vi era una sola corrente politica con in mano l'80% del mercato televisivo, assumendo come assodato che i giornali toccano ogni giorno pochi milioni di lettori (3 al massimo se non sbaglio, tra i quali ci sono anche i 500.000 della gazzetta).
Inoltre, a tal proposito, mi sembra che 3 vittorie elettorali nell'arco di 17 anni non siano affatto poche, considerando che quella del 2006 sarebbe una mezza vittoria piuttosto che una sconfitta, e soprattutto tenendo a mente i risultati effettivi dei rispettivi governi. Per quanto riguarda invece il perseverare di notizie tendenziose generate dall'agenda media, basta dare un'occhiata al rapporto inversamente proporzionale tra il numero dei reati comuni e quello della percezione di sicurezza (
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/11/22/istat-insicurezza.html).
Sulla questione della parzialita' delle fonti di informazione, direi che tutte lo sono in maniera maggiore o minore - dal tg4 che enfatizza le tasse del governo Monti al corriere che le nasconde - il punto di rottura di casi come il Tg1 o Repubblica avviene nel momento in cui il mezzo prende esplicitamente posizione (con un editoriale, con un giudizio di valore). Mi spiego. Il potere che hanno i media consiste nella scelta delle notizie e nel modo di trattarle, occultando o meno un particolare, scegliendo o meno un certo registro linguistico. Ovvero fanno della politica in maniera mascherata. Quando il tg5 attacca con un servizio che dice "Imprenditore si impicca a catania per la morsa dei debiti", esplicitamente fa cronaca, ma implicitamente dice al cittadino che il governo sta mettendo la gente alla canna del gas. E la prova di questa volonta' politica sta nel fatto che simili notizie spuntano come funghi solo in questo determinato momento storico, nel quale in realta' i suicidi hanno meno incidenza che nel passato, mentre qualche hanno fa non sarebbero mai entrate in agenda.
Minzolini invece, quando in un editoriale dice esplicitamente di difendere il comportamento del presidente del consiglio, esce allo scoperto come direttore di un tg esplicitamente parziale. Per questo motivo si avvicina piu' a Fede e a una fetta di pubblico molto piu' ristretta di quella, chesso', del TG5, che ha le stesse identiche idee politiche ma che le porta avanti in maniera implicita.
Per Gig: onestamente non penso di sopravvalutare il Marketing. Avendo lavorato nel settore penso sia semplicemente qualcosa di mostruoso, irrazionale e incomprensibile. Ho visto vendere "grandi iniziative ecologiche" o a favore della "biodiversita", che nella realta' costavano piu' co2 e carta di un concerto di Vasco rossi.
Il punto e' che il consumatore ritiene valido un prodotto, come dici tu, in virtu' del marketing stesso, non perche' il prodotto e' buono. Le persone non comprano Nike perche' fa scarpe buone. Le comprano perche' sono Nike.
Ho seguito in universita' (due anni e mezzo fa ormai), un seminario sul nuovo spot di coca cola per coca cola zero (quello con la lingua e l'occhio). Alla fine delle lezioni ho posto ai docenti la domanda se - al di la' del logo, del packaging, dello spot di 30', di tutte le seghe di cui s'era parlato - vi era una qualche differenza tra coca cola light e coca cola zero. Indovina la risposta.
Se ci pensi anche solo un secondo il principio della pubblicita' e' esso stesso troppo irrazionale per essere vero. Un'azienda mette un annuncio a pagamento per dire "faccio dei prodotti eccellenti" . Ha un senso? E' come se io dicessi di me stesso "Sono un gran figo", o un presidente del consiglio dicesse che e' "il migliore degli ultimi 150 anni". Cos'e' sta roba? autocertificazione? Razionalmente, perche' mai qualcuno dovrebbe credervi?
Poi concordo che l'universo economico e' un tantino piu' complesso del vendere scarpe o merendine. Chi "lavora" nel "lavoro" (ovvero, non il consumatore finale, ma il livello produttivo) e' molto piu' attento alla realta' materiale e qualitativa di un prodotto che non al suo logo o a come viene comunicato.