Secondo me è l'esatto opposto. Rispetto anche solo a come vivevano i nostri genitori (o meglio, i nostri nonni), viviamo in ambienti che brulicano di qualunque cosa, ci ritroviamo in una realtà labirintica in cui non si sa dove girarsi e che strada seguire, nè si capisce a fondo cosa si vuole. Già soltanto l'esplosione dei media è uno stimolo pressante e continuo (ok, si può obiettare che lo stimolo indotto dalla televisione è più uno stimolo peristaltico che uno stimolo vero e proprio, ma è un altro discorso), e abbiamo accesso a praticamente qualunque fonte d'intrattenimento.
Per come la vedo io, questa overdose di input ci porta in fretta all'assuefazione delle emozioni. Arriviamo a 14 anni che abbiamo già provato praticamente tutto, e con il passare degli anni siamo sempre più abituati ad avere e a provare che le cose che riescono ad accendere in noi una scintilla sono sempre meno, e sempre meno efficaci. Non ci sorprendiamo più, e siamo sempre combattuti tra il desiderare esperienze nuove e il rifugiarci nelle nostre certezze. Viviamo in una sorta di opulenza emozionale che ci lascia perennemente insoddisfatti, e spesso cerchiamo relazioni umane o sentimentali con l'unico scopo inconscio di condividere con qualcun altro questa insoddisfazione.
Più o meno mi sento di condividere. Però penso che questa enorme varietà di input ci releghi sempre in un ruolo molto passivo, in cui riceviamo molto, ma non creiamo niente o cmq non siamo stimolati a elaborare quello che riceviamo per ricavarne una crescita personale, ed è qui che sta il vero problema: per carità, c'è chi nonostante tutto riesce a farlo, e chi semplicemente è talmente assuefatto alla passività che la trova il massimo della vita.
E' questo che mi fa sentire "castrato", vedo gli altri che si divertono tantissimo, ma non riescono a vedere "oltre" il divertimento fine a se stesso. Non penso di averlo spiegato molto bene e non credo di essere capace di farlo meglio di così...
Non riesco a divertirmi nel modo in cui si divertono gli altri, il problema è qui. Ho fatto finta per un po' e credevo di riuscire a farlo, ma non è vero.
E ora lasciatemi affogare un po' nel languore

Mi manca tanto la mia vecchia band... lì per lì sembrava disastrosa: i live li facevamo solo se eravamo noi a pagare, il pubblico più grosso che abbiamo avuto sarà stato di 20 persone che tra l' altro ci prendevano per il culo, ai contest arrivavamo sempre tra gli ultimi e parecchie delle cose che abbiamo registrato a risentirle ora non sono belle come ci sembravano. Ma eravamo alle prime armi... quei pomeriggi passati in garage con quei tre sbandati dei miei migliori amici, a suonare, inventare e cazzeggiare, tirando fuori idee, confrontandoci e facendoci ascoltare a vicenda il "gruppo musicale con cui mi sono fissato questo mese", nella speranza che al prossimo, agognato live, qualcuno ci avrebbe cagati è stato il periodo più divertente della mia vita. Peccato che è finito proprio mentre stavamo ingranando :(
Con la nuova band in teoria dovrei avere molte più soddisfazioni perché ci guardano sempre in un centinaio o più, suoniamo nei locali più frequentati della zona, tutti sono soddisfatti, abbiamo un bel seguito e incassiamo anche qualche dindo, però... non c'è la magia. O almeno, non per me. Scusate la lunghissima e poco interessante, immagino, deriva personale
