Autore Topic: 25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming  (Letto 6600 volte)

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Rob

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25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« il: Aprile, 22, 2014, 07:40 »
Questa discussione raccoglie i commenti per l'articolo 25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming

Offline Caribe

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #1 il: Aprile, 22, 2014, 08:04 »
Nella storia della tecnologia è successo diverse volte che qualcuno è stato fin troppo in anticipo sui tempi proponendo una nuova soluzione che magari ha avuto un certo successo, ma non tanto da diventare mainstream. Nel senso che si trova una soluzione per una nicchia che però non colpisce la massa perché è ancora troppo acerba o la tecnologia è ancora troppo limitante.

Poi ad un certo punto quella stessa soluzione viene rivista da altri, che magari hanno esperienza anche in altri settori, ed ha un successo strepitoso. Contemporaneamente però l'inventore iniziale, rimanendo troppo legato all'idea iniziale, rimane indietro.

Il GameBoy è stato un prodotto rivoluzionario, ma anche il 3DS rimane ancora legato a all'idea di console portatile che fa solo quello. Nel frattempo sono arrivati gli smartphone e la concorrenza si fa sentire. Poi per fortuna uno smartphone non è comodo come un 3DS, però fa molte cose in più.

Stesso discorso per la socialità dei Pokémon. Finché non c'era internet era una figata, poi però, rimanendo il gioco confinato dentro sé stesso, non è in grado di dispiegare tutte le potenzialità che avrebbe oggi.
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Offline Rin

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #2 il: Aprile, 22, 2014, 10:42 »
Più che un elogio al game boy sembra un elogio ai pokemon.

Offline Giotto 100

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #3 il: Aprile, 22, 2014, 11:11 »
Più che un elogio al game boy sembra un elogio ai pokemon.
Per tante generazioni Gameboy è stato sinonimo di Pokémon, la serie con cui si inizia a giocare, non a caso ho parlato di seconda vita per questa console!  :thumbsup:

Ma la chiave di successo dei Pokémon è che iniziava ad entrare nel mercato in una buona base installata di un prodotto accessibile a tutti, per cui i meriti del Gameboy in questo caso sono tantissimi, semplicemente mi sono concentrato sui Pokémon perché è l'esempio che ancora oggi è il più facile da attualizzare e far capire la grandiosità di questa console! :)
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

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Offline Felian

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #4 il: Aprile, 22, 2014, 11:48 »
veramente la killer application del GB è stata tetris!  ;)

non so se mi credete, ma secondo me, quando ci si scambiava i pkmn solo di persona, era molto meglio! Ora ha completamente perso di senso il fare 2 versioni differenti del gioco...




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Offline Giotto 100

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #5 il: Aprile, 22, 2014, 12:15 »
veramente la killer application del GB è stata tetris!  ;)

Stavo pensando un articolo da fare su Tetris, visto che è stata una mia vera droga adolescenziale! :occasion14:

non so se mi credete, ma secondo me, quando ci si scambiava i pkmn solo di persona, era molto meglio! Ora ha completamente perso di senso il fare 2 versioni differenti del gioco...
Lo Streetpass comunque esiste perché il multiplayer non venga concepito solo come online ma anche come locale, paradossalmente oggi è ancora più facile scambiare Pokémon oppure fare tornei con persone. Solo che bisogna organizzarsi, gli Streetpass Meeting servono anche a questo. Personalmente vivendo a Cagliari ho sempre pensato che i fan Nintendo fossero inesistenti, da quando organizzo gli Streetpass Meeting mi sono ricreduto, in genere arriva una media di una 30ina di persone, con una media superiore ai 20 anni e il bello di tutto ciò è che questo concetto non si basa più sui Pokémon, ma sulla console e su tantissimi giochi. Per un ambiente orientato a farti crescere per dire "tanto dai 18 anni non giocherai più ai videogiochi" direi anche che è una bella vittoria per chi è veramente appassionato!
Secondo me giocare a Pokémon oggi è meno bello di prima perché richiede invece molta meno spensieratezza, è un gioco la cui sfida si è fatta molto più impegnativa e concorrenziale. Nulla di male, ma è improntato di più a tenere saldo un zoccolo duro di chi è veramente affezionato alla saga piuttosto che far avvicinare una nuova utenza oppure chi ci vuole giocare semplicemente per divertirsi!
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

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Offline Shandon

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #6 il: Aprile, 23, 2014, 14:03 »
Tetris è stato un titolo importantissimo per GB, una pietra miliare. Però è rimasto legato al primo storico Gameboy, quello grigio entrato nella cultura popolare come "il gameboy".

Per il Gameboy come marchio, Pokemon è stata una serie molto più importante, tanto da proseguire con enorme successo, oltreché su altri modelli di GB(color, advance, SP) anche fuori da questa console, quando si è passati al DS.


Per le stesse ragioni enunciate da Carive, credo che nintendo sia ad un bivio col mercato portatile, a lei storicamente caro e di somma importanza per ammortizzare eventuali flop delle console casalinghe (e ce ne sono stati: VB, in parte N64, in parte GC...al momento Wii U).
Credo che il marchio DS, contro ogni pronostico, abbia bissato o addirittura superato l'enorme successo del GB. Tuttavia non penso che la prossima versione di un portatile nintendo possa ignorare quanto avvenuto in questi anni...ovvero che gli attuali smartphone non sono tipo l'Ngage, ma ben altra roba e che quindi bisognerà inventarsi qualcosa di unico e nuovo fondato sulla filosofia del giocare( l'ipotesi di un device "smart", sulla scia agli attuali colossi del mercato, credo sarebbe perdente al 100%)


Offline Giotto 100

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #7 il: Aprile, 23, 2014, 14:39 »
Bisogna però capire come Nintendo abbia in mente di sfruttare i propri brand, perché attualmente le vie di comunicazione utilizzate sono un disastro rispetto al passato.

Il Gameboy in ogni sua versione nuova cambiava il nome adattandolo alla caratteristica principale garantendo un successo immediato, perché si capiva di avere davanti un prodotto nuovo. Uno dei problemi iniziali che ha caratterizzato il flop del 3DS invece è stato che non si capiva fosse completamente una nuova console. Perché il nome stesso non te lo fa capire, fa intendere che sia un DS normale con schermo 3D. Si è dovuto aspettare un anno pubblicando giochi nuovi e facendo capire alla gente che fosse una console nuova.
Wii con Wii U è ancora un nome più astratto, poco chiaro e comprensibile solamente per chi ha un pochino di esperienza con slang anglofono, si esclude a questa comprensione una buona fetta d'Europa. E solo ora si capisce che sia una nuova console ma rimane non allettante perché povera di grandissime novità.
DS rimane un marchio che ha venduto più del Gameboy e che soprattutto è stato il precursore della generazione touch, ben prima degli smartphone che in campo ludico non riescono ancora a creare un successo importante per il multitouch, ciò significa che pure il DS ha cambiato il mercato, anzi è stata la prima grande intuizione di Iwata come presidente che successivamente è riuscito a creare progetti con lo scopo di "migliorare" il mondo (Brain Training è concettualmente geniale).
Ma il Gameboy soprattutto con i Pokémon ha creato un rapporto tra consumatore-oggetto-altriconsumatori che prima non esisteva, ha reso la console portatile come qualcosa di personale (anche in negativo, come quando ci lamentiamo che giochiamo con i giochi portatili più a casa che fuori) ma che dipende anche da qualcun altro. Di fatto è lo stesso concetto quotidiano che viviamo tutti i giorni: un cellulare o un modernissimo smartphone è un mezzo estremamente personale, ci sono i nostri messaggi, i nostri giochi e adesso anche i dati personali, ma tutto questo dipende dall'interazione con qualcun altro. Sono ovviamente elementi molto più forti e importanti di qualche mostro portatile da catturare/scambiare, ma all'abituarsi anche da questi concetti di progresso, per molte generazioni c'è stato dietro un allenamento ludico non indifferente, per questo ho parlato di una cosa che può essere anche vista come inquietante.
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

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Offline Joe-N64-

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #8 il: Aprile, 23, 2014, 16:20 »
Secondo me la confusione dei nomi fatta tra DS/3DS/2DS e Wii/WiiU deriva comunque dall'utenza attuale di Nintendo, ovvero i casual gamer, che non si interessano ad approfondire cosa sia veramente questa console e si limitano a pensare che sia semplicemente la stessa console ma con un aggiunta in più.
GURETO \(^o^)/ DAZE

Offline Shandon

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Re:25 anni di Gameboy e preistoria di social gaming
« Risposta #9 il: Aprile, 28, 2014, 20:22 »
Secondo me il nome conta veramente poco. E' parte vincente di una strategia che è già vincente, ma da solo non basta a cambiar le cose. Non a caso il naming è solo una piccola parte del brand management.

Anche Wii era un nome strambo e passibile di accuse di anglicismo ("Wii" per "We"), però la console è andata bene. Idem il DS. Mentre invece Nintendo 64 diceva chiaro e forte la novità nel nome, così come il Virtual Boy, ma non sono certo console riuscite.
Quindi il futuro del mercato portatile Nintendo passa relativamente dal "nome" della prossima console, quanto dalla capacità di creare un qualcosa di nuovo che non interessi ai soliti 100.000 bischeri fissati con Mario e Yoshi, o ai soliti marmocchi. Brain Training ha avuto successo perchè si è mosso in questo senso. I giochi di cucina che poi sono proliferati come funghi idem. Poi è chiaro che il peggior casual che compra la console per fare l'esercizio mnemonico magari a natale compra anche NSMB.
Tuttavia la vera sfida rispetto al passato è creare qualcosa di unico che NON sia fruibile anche su smartphone, nel momento in cui TUTTI hanno uno smarthphone.
Voglio dire: se brain training o Nintendogs fossero usciti in un momento in cui Iphone, galaxy etc erano già lo standard (come è oggi in italia, visto che oltre metà della popolazione ha un smartphone)...ci sarebbe stato qualche fesso che avrebbe comprato DS e cartuccia originali (prezzo: 200/250 euro) quando, tempo 5 giorni, sarebbe stata messa in circolo una versione similare e semi-gratuita dello stesso gioco per smartphone?

Il problema del 3DS (se di problema si può parlare, visto che il 3DS ha venduto 45 mln di pezzi in 3 anni. Il DS, che sicuramente non sarà bissato, ha fatto le sue migliori vendite dopo 4 anni sul mercato) è che ormai non compete più con una console sony da 500 carte, ma con ruzzle e mille varie "scempiaggini" per smartphone che costano una cifra ridicola, girano su un supporto che tutti hanno senza doverlo comprare, e  hanno una velocità di ricambio mostruosa (non c'è più bisogno di aspettare l'uscita, comprare la cartuccia, è un continuo bombardamento).
Quindi, ripeto, o si trova un qualcosa che mantiene caratteristiche di unicità tali da giustificare l'acquisto di un aggeggio specifico e dei relativi giochi, oppure si diventa di nicchia o peggio si sparisce dal mercato.

Potrebbe succedere la medesima cosa, al momento non in atto, il giorno in cui le smart tv saranno lo standard, tutti svilupperanno su esse e si potranno scaricare direttamente giochi complessi senza acquistare una home console (anche se un contro è sviluppare ruzzle per smartphone, un altro è creare un equivalente di halo)


 

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