Autore Topic: videogiochi cult  (Letto 1800 volte)

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Offline Sidvicious85

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videogiochi cult
« il: Giugno, 06, 2017, 18:31 »
mi piacerebbe ragionare con voi su cosa definireste un videogioco cult, e su quali videogiochi possano avere questo statuts.

"Cult" è un termine cui, per me, è abbastanza difficile dare definizione, ma quando ho davanti un gioco/film/disco cult, lo so riconoscere. Per me, in ambito vg, il prodotto cult quintessenziale è earthbound. Quello che mi fa dire che è roba di culto è il fatto che, appunto, ha creato un culto negli anni. Questo non basta. Stranamente un videogioco cult è difficilmente accessibile alla "massa", ma quando uno entra dentro quel mondo, difficilmente ne esce. Impari battute a memoria, ti riconosci subito con un altro cultista da qualche citazione oscura etc. E' diverso da Zelda o Mario, che sono più facilmente accessibili e hanno un seguito molto più vasto. Inoltre uno degli aspetti che mi colpisce nei videogiochi cult è che ti segnano a vita. Magari puoi perdere di vista una serie (a me è capitato con Zelda) o cambiare idea su alcuni titoli "epocali" (mi è capitato con OOT), ma un vg cult non invecchia, e una volta che ci sei dentro ci sei dentro.

Ovviamente non è necessario si tratti di una serie intera, si parla di titoli cult. Altro vg cult secondo me è super smash bros melee. Seguito folle, che cresce con gli anni, nonostante nuovi titoli della stessa serie. Ovviamente, siccome non ho le idee chiare sul concetto applicato in materia videoludica, mi piacerebbe confrontarmi con voi.

p.s. non so se sia la sezione giusta per discuterne, ma, che cazzo, ad aprirla in master forum avevo paura si riempisse di utenti 12enni che martellano con final fantasy xv.
« Ultima modifica: Giugno, 06, 2017, 18:43 da Sidvicious85 »

Offline Zanzegù

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Re:videogiochi cult
« Risposta #1 il: Giugno, 06, 2017, 20:00 »
Earthbound è sicuramente il videogioco cult per eccellenza, almeno in ambito Nintendo.
Secondo me i requisiti essenziali per essere un cult sono questi: avere un seguito non troppo nutrito, ma neanche minuscolo, e moooolto dedicato (in questo Mother in generale è proprio invincibile). Non essere quasi mai tra i primi titoli che ti vengono citati quando uno pensa ai videogiochi. Essere comunque di una certa qualità. Ed essere "iconico". Questa è difficile da definire, però forse è la cosa a cui fai più caso.
Ad esempio Earthbound ormai l'ho proprio interiorizzato, e quando mi capita di passeggiare per qualche città in delle belle giornate di sole mi viene istintivamente da canticchiare la musica di Onett. Oppure quando faccio manovre azzardate con la macchina mi scappa un "ehi, marciapiede, levati di mezzo!" :laughing7: Non lo so, ha molte scene che sono proprio adatte.

Tra gli altri cult Nintendo, citerei:
-sicuramente Melee, sì, che ha una scena enorme che cresce a dispetto dei nuovi episodi e una sfilza di terminologie tutte sue tipo il wavedash e poi boh, anche "esteticamente" è lo Smash più memorabile, con quei WARNING! CHALLENGER APPROACHING!, i modi assurdi per sbloccare Luigi e Mewtwo, i trofei e tutte queste cosette qua che negli Smash successivi hanno inevitabilmente perso magia. Boh, è roba che ti rimane impressa.
-Mother 3 e Mother 1, che forse si percepiscono un po' meno "fuori dal tempo" rispetto ad Earthbound, ma insomma a livello di cult siamo lì...
-Majora's Mask. Assolutamente. Nonostante sia uno Zelda. E' un po' la "pecora nera" (in senso positivo) sia stilisticamente che come meccaniche, ha prodotto citazioni come "Dawn of the first day" o "You have met with a terrible fate, haven't you?", e insomma, ha un seguito un po' isolato rispetto a quello di Zelda nel complesso.
-Super Metroid/Metroid Prime/Metroid in generale. Forse definirla cult è un po' eccessivo, ma ormai la serie ha i suoi anni ed è clinicamente morta. I fan sono rimasti relativamente pochi ma accanitissimi. Lo stile è tutto suo.

In misura minore:
-Starfox 64. Se l'hai finito sai tutte le frasette a memoria, pochi cazzi. Quotabilissimo.
-F-Zero GX: chi l'ha giocato sa benissimo che è il gioco di corse più bello della storia. "Difficile come F-Zero" può essere un modo di dire. I piloti/fenomeni da baraccone sono memorabilissimi. Purtroppo tutte queste cose belle le conosciamo in quattro gatti.

...e anche basta direi, almeno per quanto riguarda Nintendo. Non me ne verrebbero in mente altri.
Fuori da Nintendo direi Undertale, che in effetti è pesantemente ispirato da Mother :2mdknie:


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Offline Zanzegù

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Re:videogiochi cult
« Risposta #2 il: Giugno, 06, 2017, 23:27 »
Dimenticavo il cult dei cult: il primo Pokèmon Stadium per il Nintendo 64.
In particolare, l'annunciatore. Con quell'intonazione vocale stranissima, i nomi dei pokèmon pronunciati TUTTI SBAGLIATI e la 30ina di frasi in croce. Se te ne esci con una citazione dell'annunciatore è molto probabile che qualcuno seguirà a ruota. O almeno, mi è capitato più di una volta.

"Eccoti servito! IPER-RAGGIO!"
"Oooooh, mancato!"
"I pokèmon a disposizione sono trè a uno. L'esito è ormai prevedibile."
"OOOOOOH, CHE MEGABOTTA!"
"Il pokèmon sta aspettando istruzioni dall'allenatore!"
"...che succede, allenatore?"
"Peccato! Dopo una lotta così dura!"
"Ecco a voi... Blastùas! Ciarmelèon! Dragoniiiite! Picàciu! Sandeshreu! Miuciù!" :happy2: :happy2:


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Offline Diddy Kong

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Re:videogiochi cult
« Risposta #3 il: Giugno, 07, 2017, 14:14 »
Diciamo che non è detto che un gioco NON debba essere un successo commerciale per essere definito cult. Un esempio di gioco cult che mi viene in mente è Doom: fu una killer application in quel periodo, immise nell'industria videoludica un tipo di estetica particolare, tematiche aliene miste a Gore e musica Rock/Metal, gameplay in prima persona e grafica tridimensionale (ma non ancora V E R O  T R E D D Ì ).
Oltre all'impatto commerciale la community di Doom è vastissima, esiste tuttora e ogni anno vengono rilasciate mod su mod (fanno anche gli Award per le mod migliori).

Un altro esempio potrebbe essere Minecraft. Nonostante in verità non mi piaccia tanto, è stato uno dei primi titoli indie a spopolare e anche qui c'è un'estetica e un gameplay riconoscibilissimi, e anche qui una community molto nutrita.
Oh via su internet scrive chiunque pure frate indovino. che ci sia un sito dove si dice che perché ha vinto rutte ha vinto la paura, mentre la democrazia vinceva solo qualora avesse prevalso quell'impomatato in stile wolf of wall stress, non mi scandalizza molto.
Lasciamoli scrivere, il loro candidato "crociato" l'ha preso in culo e allora cercano di dare un senso più grande e meno degradante alla loro sconfitta, che invece si giustifica col semplice fatto che sono solo dei poveri dementi, votati da altri poveracci con la bava alla bocca: per fortuna in Olanda non sono molti, visto che il tanto odiato  "sistema" ha portato benessere, lavoro, rum e cocaina a tutti.

Offline Giotto 100

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Re:videogiochi cult
« Risposta #4 il: Giugno, 07, 2017, 15:19 »
Ci ho pensato un po'. E nel caso del panorama videoludico è bene distinguere due cose: il videogioco cult e l'elemento cult (che fa parte dell'industria videoludica).
Per videogioco cult, intendo appunto un videogioco vero e proprio che diventa un culto negli anni.
L'elemento cult (che non trovo sia il termine più adatto questo è troppo generalizzato), è quello che aiuta all'industria ad espandersi in termini culturali per poi diventare culto.

Per videogioco cult mi vengono in mente:
1) Earthbound (la cosa che mi scioccò è la famigerata proposta di matrimonio, pazzesca)
2) Space Invaders/PacMan: hanno influito la concezione stessa di videogioco basandosi sull'idea di Callois per cui un gioco deve avere quattro caratteristiche (la competizione, il pericolo, l'illusione e la ricerca della vertigine). Sono stati i primi videogiochi che hanno applicato nell'elettronica questo concetto basando la sfida con una CPU. Dal loro design, nasce anche un'idea generica di videogioco (la navicella, i suoni elettronici che vengono utilizzati nelle pubblicità) che per generazioni più vecchie è diventata un vero e proprio culto.
3) Monkey Island: le avventure di Gillbert hanno un umorismo che rimane impresso nella mente di chi gioca. Monkey Island penso sia il simbolo di tutto ciò e direi che con il terzo capitolo anche senza il suo creatore, continua bene su questa scia ("hai una prenotazione?"). Di fatto ci sono tantissimi elementi assurdi che citati colpiscono sempre chi li ha giocati.
4) Majora Mask: l'universo di Majora è completo, ciclico e folle. E' impossibile non rimanerne coinvolti e impressi da tutti gli elementi che ti propone.
5) StarFox64: Cercare "Do a barrell roll" su Google, sarà pure un semplice easter egg, ma più culto di così si muore, almeno per chi ha scritto quella pagina e per Google che l'ha permesso.
6) Minecraft: ora, in tanti ce l'hanno contro questo gioco accusandolo che stia creando una generazione di ragazzi infetti da autismo; personalmente non sono mai stato d'accordo: per le nuove generazioni questo gioco è un punto di partenza il cui design con gli anni sarà un punto di riferimento sia in termini estetici che di gioco; in alcuni casi molto avanzati sta pure influendo nell'educazione. Per quanto ci freghi cazzi, Minecraft forse non è un culto, ma è destinato a diventare dal punto di vista culturale un riferimento davvero importante.


Per videogiochi a primo impatto mi vengono in mente questi, probabilmente per le generazioni che li hanno giocati, aggiungerei Conker, Melee, F-Zero GX, Metal Gear Solid (melodrammatico quanto volete, ma ai giovincelli di cui se ne sbattevano la minchia di queste cose, ancora oggi provano qualcosa pensando alla tortura di Meryl) e Metroid in generale.

Invece per elementi cult ci sarebbe tantissimo da scrivere e per esprimermi meglio passo direttamente a degli esempi:
1) Pixel-Art: è diventata un elemento cult, ci sono tantissimi sviluppatori e game designer che sognano di poter trasmettere dei messaggi di un certo tipo tramite questa. E' il fulcro per gli indie game e in generale di un'industria che vuole crescere basandosi non sul realismo ma sulla realtà, perché è con questa concezione di gioco che si è cresciuti. Spesso mal sfruttata in maniera generica e banale in termini commerciali, ma per tanti giocatori è un elemento ancora in grado di trasmettere sensazioni anche con una sola immagine o gif, neanche con un gioco. Ed è uno stile che nasce dal videogioco.
2) A Hideo Kojima Game: ora, in tanti sanno quanto con gli anni ho un po' rotto le palle contro Kojima; con gli anni ho cambiato il giudizio in meglio su di lui, anche se su certe cose rimango un po' scettico. Ma quella scritta, con gli anni è diventata un culto per i giocatori. Quando Konami l'ha cancellata dai suoi giochi per cacciarlo ha fatto insorgere tantissimi giocatori incazzati e questo mi ha fatto parecchio riflettere a tal punto da convincermi di rigiocare alcuni giochi del buon Hideo per capire perché. Sono arrivato a questa conclusione: Kojima, oltre ad un ottimo game design, a prescindere se lo raggiunga o meno sempre, punta anche nel trasmettere un certo tipo di sentimenti che se toccano il giocatore, creano in qualche modo una sincronia con questa scritta che c'è in ogni suo gioco; lui punta poi ad un certo tipo di eccentricità e trolla un bel po', ma le urla per Death Stranding di tutta la sala alla scorsa conferenza E3, sono probabilmente le urla più sincere che abbia sentito in una conferenza dai tempi di Miyamoto che esce con spada e scudo per la presentazione di Twilight Princess.
Un altra cosa che mi aveva colpito è stato ascoltare su Youtube un live di Morricone del 2007 a Venezia e per "Here's to You" e al 90% ci sono solamente commenti che si riferiscono a Metal Gear Solid V e a Kojima. 
3) Il simbolismo di Zelda: Mettere un gioco di Zelda come videogioco cult, è impossibile (appunto l'eccezione si chiama Majora Mask), ma ha una miriade di elementi, da quelli sacri a quelli di game design che sono diventati un elemento di culto per milioni di giocatori. Penso che la cosa sia iniziata a crescere da A Link to the Past, perché l'incontro con la Triforza, nel finale, cambia completamente la concezione di avventura della saga. Tant'è che poi OOT si evolve tantissimo e come ho scritto da altre parti, rispetto al passato, mette nella formula di game design, ancora più al centro rispetto al passato, la Morfologia della Fiaba di Propp, perché la narrativa è molto più completa. Senza questi due giochi (aggiungiamo anche Link's Awakening) e questo approccio, non avremo community come quella di Lost Woods.
4) Il metascore di OOT: ecco, non vorrei mettere quest'elemento, ma visto il bigottismo generale della rete per cui BotW non poteva superare OOT in questa classifica ho dovuto aprire gli occhi. Il MetaScore di OOT a quanto pare non si tocca, rimarrà qualcosa di insuperabile nella mente dei giocatori. E questo ormai è concepito come il record imbattibile dell'industria. Sia da chi ama ma anche da chi odia Zelda in generale.
5) La colonna sonora di Banjo Kazooie: ora, non me ne vogliano i fan del gioco perché non è nei videogiochi, ma Banjo ha probabilmente la colonna sonora più orecchiabile della storia dell'industria. Colpisce talmente tanto che coinvolge anche chi non lo gioca ma lo sta semplicemente osservando. Tra vent'anni probabilmente se ci chiedessero "Hey, questa canzone la conosci?" e parte Click Clock Wood, probabilmente la fischieremo e la sentiremo in testa tutta la giornata.

Riflettendoci bene e pensando al panorama, sono arrivato a queste conclusioni. Magari dovrei definirle e chiarirle un po' meglio, ma come ragionamento e pensando alle tante chiacchierate fatte parlando di videogiochi mi viene naturale pensarla in questo modo.
Invece Mario vista la sua popolarità e la sua concezione di utilizzare la saga come se fossero dei piccoli attori di teatro, sperimentando all'inverosimile, mi viene difficile inserirlo in una discussione del genere. Probabilmente alcuni elementi sono diventati un culto (da poco ci hanno fatto un bar a tema Super Mario), ma videogioco e saga in generale mi viene molto difficile considerarli in questo contesto, nonostante come saga per me è il perno dell'innovazione videoludica.
« Ultima modifica: Giugno, 07, 2017, 16:08 da Giotto 100 »
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

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Offline WaluigiRacer

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Re:videogiochi cult
« Risposta #5 il: Giugno, 08, 2017, 00:04 »
Bellissimo topic, molto interessante.

Mi accodo pur'io dicendo intanto EarthBound, perché -boia- ha davvero un sacco di trovate strambe e assurde (mi viene in mente che i Runaway Five sono 6 persone) ma senza cadere nel demenziale o nel forzato, incredibile come resti così coerente (non so nemmeno se è la parola adatta) con sé stesso. Itoi genio folle e potente. Per certi versi spero non escano altri Mother, non so se la "magia" possa riproporsi nuovamente.

Poi, Super Mario Bros. (il primo, per NES) non lo cita nessuno? Non ci sono molti videogiochi più iconici di questo, a mio parere. Il gameplay è tutta un'altra cosa rispetto ai suoi contemporanei, senza contare naturalmente una colonna sonora granitica e, perché no, pure una cit abbastanza memorabile:
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Il NES ha salvato il mondo dei videogames dalla crisi anche grazie al buon vecchio SMB :2mdknie:

Ancora, la prima gen di Pokémon, un fottuto cult per noi :glasses1: Millenials :glasses1: senza sé e senza ma. Saranno stati pure dei giochi mediocri e buggati, ma hanno riempito pomeriggi, notti e formato amicizie di centinaia di migliaia di giovini, che poi era anche lo spirito di questi giochi, andato ahimé perso con l'avvento dei servizi online di scambio e, in minor parte, pure con le lotte. I primi 151 mostri sono qualcosa di marchiato a fuoco nell'immaginario di fin troppe persone, personalmente io credo di ricordarne anche i rispettivi versi e, addirittura, li so anche riproporre (più o meno) a voce. Forse pure la seconda gen potrebbe entrare nell'olimpo dei cult (in fondo parliamo della versione bella di Rosso/Blu).

Concordo su Minecraft.

Oh, mi verrebbe da dire pure Dark Souls, che ha (circa) creato un genere, ma non l'ho ancora terminato e quindi non saprei argomentare decentemente. Sicuramente si è scavato una bella nicchia di esaltati che pregano il Sole (e il resto della serie), più tutta la storia della lore da scoprire non fa altro che contribuire alla definizione di videogioco cult.

Concludo dicendo che pure Shovel Knight ha parecchi elementi cult (per riprendere la terminologia di Giotto), in questi ultimi tempi l'ho giocato e rigiocato, e devo dire che dalle parti di Yacht Club Games sicuramente non manca lo stile e l'inventiva. La Pixel art poi è sublime, fantastici soprattutto i colori. Plausi anche per il sonoro, non ci sarà David Wise dietro ma sicuramente ha molto da dire. Veramente un indie eccellente.

Anzi, un'ultimissima cosa, manca un altro gioco.
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Re:videogiochi cult
« Risposta #6 il: Giugno, 08, 2017, 11:12 »
Poi, Super Mario Bros. (il primo, per NES) non lo cita nessuno? Non ci sono molti videogiochi più iconici di questo, a mio parere. Il gameplay è tutta un'altra cosa rispetto ai suoi contemporanei, senza contare naturalmente una colonna sonora granitica e, perché no, pure una cit abbastanza memorabile:
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Il NES ha salvato il mondo dei videogames dalla crisi anche grazie al buon vecchio SMB :2mdknie:

Super Mario Bros è il gioco più popolare della storia, ma non un vero e proprio culto; forse qualcosa che di questo gioco è diventato un culto (almeno, per le aziende che lanciano prodotti sul mercato) è il primo livello 1-1. Ha talmente influenzato il mondo in tanti settori su come fare un prodotto che è stato davvero un big bang per il mondo.

Ancora, la prima gen di Pokémon, un fottuto cult per noi :glasses1: Millenials :glasses1: senza sé e senza ma. Saranno stati pure dei giochi mediocri e buggati, ma hanno riempito pomeriggi, notti e formato amicizie di centinaia di migliaia di giovini, che poi era anche lo spirito di questi giochi, andato ahimé perso con l'avvento dei servizi online di scambio e, in minor parte, pure con le lotte. I primi 151 mostri sono qualcosa di marchiato a fuoco nell'immaginario di fin troppe persone, personalmente io credo di ricordarne anche i rispettivi versi e, addirittura, li so anche riproporre (più o meno) a voce. Forse pure la seconda gen potrebbe entrare nell'olimpo dei cult (in fondo parliamo della versione bella di Rosso/Blu).

Ecco, anche qui più che un gioco della saga cercherei un elemento che è diventato imprescindibile, ovvero la scelta tra Bulbasaur, Charmander e Squirtle.


Comunque in 'sto topic se quagliamo un poco possiamo davvero trovare tantissima roba!
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

Alla fine quest'anno niente Oscar, devo accontentarmi di questo:


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Offline WaluigiRacer

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Re:videogiochi cult
« Risposta #7 il: Giugno, 13, 2017, 19:32 »
Beh, dopo questo E3 ho pensato che (almeno) un titolo di Metroid DEVE potersi fregiare del titolo di cult. L'internet intero ha eiaculato alla notizia di Prime 4 in cantiere. Chiaro segnale di elemento cult.

La domanda è quindi... Super o Prime (o entrambi)?
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Re:videogiochi cult
« Risposta #8 il: Giugno, 13, 2017, 19:34 »
Direi entrambi, ma la mia preferenza va a Prime (intesa come trilogia) per motivi che altri, tipo Arles, hanno esposto come io non sarei mai in grado di fare

Offline Zanzegù

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Re:videogiochi cult
« Risposta #9 il: Giugno, 13, 2017, 19:59 »
Beh, dopo questo E3 ho pensato che (almeno) un titolo di Metroid DEVE potersi fregiare del titolo di cult. L'internet intero ha eiaculato alla notizia di Prime 4 in cantiere. Chiaro segnale di elemento cult.

La domanda è quindi... Super o Prime (o entrambi)?

Entrambi, forse Super un pochino di più.
Io li citai :P


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Re:videogiochi cult
« Risposta #10 il: Giugno, 13, 2017, 20:44 »
Più che un gioco mi viene in mente un aspetto specifico di una saga videoludica.


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Re:videogiochi cult
« Risposta #11 il: Settembre, 02, 2017, 21:49 »
-Starfox 64. Se l'hai finito sai tutte le frasette a memoria, pochi cazzi. Quotabilissimo.

rifinito da poco starfox 64, tenendo a mente quanto detto da Zanze, effettivamente capisco perché le frasette meritino lo status di cult, i dialoghi sono sempre over-the-top. Star wars si ispirava ai film di combattimenti aerei ww2 nel pacifico degli anni 50, Star Fox si ispira a Star Wars; se i film anni 50 erano a 10, star wars è a 60, star fox è a 100. A parte la stupidità di quello che dicono, la recitazione è folle.

Altro gioco cult che sto iniziando adesso è The Snatcher di Hideo Kojima (1988). Non so ancora se proprio di cult si possa parlare, ma ho visto che ha un bel seguito su internet, e, considerato che in inglese è uscito solo su mega cd (sega cd negli USA) nel 94, immagino che già il fatto che sia conosciuto da qualcuno sia un gran risultato. Si tratta di un'avventura testuale cyber punk, ambientata in un futuro distopico ispirato sia a Blade Runner che a Terminator (ma direi più a blade runner). In cinema si tratterebbe di tech noir: impermeabiloni, neon, pioggia battente. Oggi sembra strano, ma a fine anni 80 il problema grosso non era l'effetto serra ma le piogge acide, il buco nell'ozono e l'ascesa a potenza economica del Giappone. La storia tratta di questa specie di replicanti con le fattezza del T800 che scuoiano le persone per prenderne l'aspetto e integrarsi nella società. Il protagonista Gillian fhksdfhshfkdhf è un detcstetstivs che deve trovare questi replicanti ("snatcher") e prenderli a cazzotti nei denti con l'ausilio di una pistola laser  :confused2: :confused2: :confused2: e di un ROBOT  :headbang: :headbang: :glasses1: che si chiama, guarda un po', metal gear. Una delle cose più strane del gioco, appunto, sono i continui rimandi alla serie metal gear, specialmente (pare) nel terzo capitolo (si è diviso in capitoli come Terranigma e Mother 3), ma di questo so poco perché ho appena iniziato. Se non vi rode il culo a fare acrobazie per giocarci (ma neanche tanto, ultimamente dovrebbe essere diventato molto più accessibile wink wink) ve lo consiglio, non fosse altro
- per la storia e la cura ai dettagli maniacale tipica di Kojima
- le illustrazioni anime, davvero eccezionali
- la musica jazz e i dialoghi recitati, anche questi abbastanza over-the-top.


Offline Zanzegù

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Re:videogiochi cult
« Risposta #12 il: Settembre, 02, 2017, 22:28 »
La cosa più assurda di Starfox 64 è che, anche a distanza di anni, se vai a leggerti gli scambi scritti da qualche parte, tipo qui, ti ricordi l'intonazione e la cadenza esatte di ogni frase:

Citazione
Slippy Toad: Why are ships coming out of the base?
ROB 64: A bomb has been planted at the base.
Fox McCloud: Jeez! Can anyone take care of it?
Wolf O'Donnell: Can't let you do that, Star Fox!
Leon Powalski: Andross has ordered us to take you down.
Pigma Dengar: Peppy! Long time no see!
Andrew Oikonny: Andross' enemy is MY enemy.
Fox McCloud: Just what I needed to see. Star Wolf. Let's take care of these guys first.

Bellissimo. E' come se per ogni frase avessero scelto il modo più memorabile di esprimerla in 1-20 parole, e poi come ciliegina sulla torta avessero trovato il modo più allucinante di recitarla. E poi ne hanno messe in fila due o tre centinaia.

Altre favorite: Andross che si rompe e rimane solo un cervello, e commenta prontamente con "Only I have the brains to rule Lylat." detta in modo distaccatissimo :laughing4:
"MY EMPEROOORRRR... II'VE FAAAAAAILED YOOOOOOOU!!!!!!!"
E ogni volta che Wolf apre bocca.


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Re:videogiochi cult
« Risposta #13 il: Settembre, 03, 2017, 10:53 »

Offline Lord Ridley

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Re:videogiochi cult
« Risposta #14 il: Settembre, 03, 2017, 10:56 »
«Who are you guys?!»
«We're STAR FOX!»
«YOU'LL NEVER DEFEAT AAAANDROOOOOOOOOOSS!!!» *BOOOOOM!*
Citazione da: Masahiro Sakurai
Remember, no matter how big you may be, there is always someone bigger.

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La mia ludoteca

I miei livelli di Super Mario Maker

 

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