Autore Topic: Social Justice Warriors & censura nei videogiochi  (Letto 1121 volte)

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Offline Sidvicious85

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Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« il: Novembre, 08, 2018, 08:15 »
apro questo topic per aprire un dibattito su questo tema. Per chi non sapesse a cosa mi riferisco, da qualche anno a questa parte (dal 2012 circa) è sorto negli USA una sorta di movimento collettivo (grassroot) che viene definito, da chi lo osserva, SJWs - social justice warriors. Queste persone si fanno carico di problemi sociali dovuti a discriminazione basate su genere, sesso, razza e cultura, o almeno così dicono. L'idea di fondo è che la sfera culturale sia pregna di simboli che creano discriminazione, e quindi si debba intervenire "promuovendo" un linguaggio e contenuti che non siano discriminatori verso dette minoranze. Tale discriminazione è altresì vista con favore quando è "positiva", cioè serva a mettere su un piede d'uguaglianza (sostanziale) i membri di tali gruppi discriminati con la società in generale, controllata dai "maschi bianchi." Due esempi recenti (di ieri)

1) Super Smash Bros Ultimate: alcuni membri del forum RESETERA si accorgono che mr Game and Watch ha un'animazione (smash avanti) in cui è raffigurato come un nativo americano (un "pellerossa") che usa una torcia. Quest'animazione è presa da un vecchio videogioco in cui il protagonista era un soldato americano che doveva difendere un fortino dall'assalto di alcuni guerrieri nativi americani che volevano incendiare il fortino stesso. Tale rappresentazione è vista come discriminatoria nei confronti dei nativi ed è stato chiesto a nintendo di rimuovere il frame in questione. Nintendo ha accettato.

2) Red Dead Redemption 2: nel gioco sono presenti dei personaggi che fanno parte del movimento suffragista, le prime femministe che lottavano per il suffragio universale femminile (diritto di voto alle donne). Una di queste fa campagna in un angolo di strada in una città presente nel gioco. Uno youtuber carica un video in cui detta suffragetta viene presa a pugni, catturata col lazo, caricata sul cavallo, portata in una palude e data in pasto ad un alligatore. Youtube, ieri notte, rimuove il video e banna l'utente per i contenuti violenti del video stesso. Il giorno prima alcuni commentatori, su riviste online, si erano lamentati del fatto che nel gioco non sia possibile uccidere bambini ma la violenza sulle femministe è accettata. (EDIT: ora il canale è stato sbloccato e il ban revocato)

Che ne pensate, sia di questi episodi che delle richieste dei SJWs in generale?
« Ultima modifica: Novembre, 08, 2018, 09:06 da Sidvicious85 »

Offline Lord Ridley

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #1 il: Novembre, 08, 2018, 10:49 »
*grabs pop-corn*
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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #2 il: Novembre, 08, 2018, 11:20 »
Questa censura di Smash Bros mi ha triggerato male. Due frame in croce ritenuti offensivi la cui funzionalità è ben altra mi sembra assurda.

Quello che detesto più di tutti è la disonestà intellettuale con cui si usufruisce della parola simbolismo. E' totalmente decontestualizzata per portare avanti una propria ideologia senza poi accettare alcun contraddittorio. Per arrivare inoltre alla censura sbandierando progresso.

Più leggo 'ste notizie, più sono fiero di non aver censurato "il bel culetto provocante di Samus" nelle immagini di testata del sito.
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

Alla fine quest'anno niente Oscar, devo accontentarmi di questo:


Qual è il mio destino Drago palla? :bonjons0:

sei del novecento VECCHIO! Fatti una postapay e rendi il tuo Radio mobile terminale ricetrasmittente per la comunicazione in radiotelefonia sull'interfaccia radio di accesso di una rete cellulare un protagonista della contemporaneità  :angry4:

Offline Diddy Kong

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #3 il: Novembre, 08, 2018, 14:25 »
Nel caso di Red Dead in realtà penso che chi si è lamentato abbia le proprie ragioni. Un conto è criticare un elemento ritenuto offensivo ma che magari non lo è intenzionalmente (è a questo che si appellano i SJW), un conto è usare una possibilità che ti dà il gioco (ammazzare chi vuoi) per trasmettere un messaggio che alla fine è offensivo. Nulla a che vedere con Mario col sombrero che balla o Mr. Game&Watch vestito da nativo.
Oh via su internet scrive chiunque pure frate indovino. che ci sia un sito dove si dice che perché ha vinto rutte ha vinto la paura, mentre la democrazia vinceva solo qualora avesse prevalso quell'impomatato in stile wolf of wall stress, non mi scandalizza molto.
Lasciamoli scrivere, il loro candidato "crociato" l'ha preso in culo e allora cercano di dare un senso più grande e meno degradante alla loro sconfitta, che invece si giustifica col semplice fatto che sono solo dei poveri dementi, votati da altri poveracci con la bava alla bocca: per fortuna in Olanda non sono molti, visto che il tanto odiato  "sistema" ha portato benessere, lavoro, rum e cocaina a tutti.

Offline capitan stalfoss

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #4 il: Novembre, 08, 2018, 15:39 »
visto che ultimamente non si puo più usare simboli indiani per "ragioni" non dovrebbero prima di queste censure rompere le palle sulla festa del rigraziamento ? a già quella che il simbolo cardine non si tocca perchè gli da un giorno extra di ferie

Offline Shandon

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #5 il: Novembre, 08, 2018, 17:24 »
Io vorrei dire alcune cose:

1) Questi sedicenti SJW, perche' li chiamiamo con questo lungo nome inglese - che richiede pure un acronimo - e non, come sempre fatto, ovvero "cacacazzo"?

2) Io sono contro questi figuri (i cacacazzo) per il seguente motivo: a un'opera artistica non bisogna rompere le palle col politicamente corretto, perche' altrimenti possiamo comprarci il sussidiario per bambini delle scuole elementari e leggere quello. A me gira i coglioni che ora levino Apu dai simpson perche' e' uno stereotipo indiano. Ma andate affanculo! Sara' uno stereotipo ma se un indiano se la piglia per una roba simile e si sente discriminato allora non solo e' un indiano (gia' un grosso svantaggio): E' pure un cretino. Io sono italiano, ma non vado a chiedere che i Soprano non siano mafiosi o il padrino non lo sia. Ci faccio una risata e ciao, sapendo che quello stereotipo comunque ha avuto un fondo di verita'-
Purtroppo essendo molte delle situazioni descritte non tanto artistiche, ma anche e soprattutto commerciali, col tema del boicottaggio le aziende spesso cedono perche' camminano sulle uova, e sanno che e' meglio levare un po' di pepe al tutto e dormire tranquilli.
Pero' per dire mi sono girati davvero i coglioni quando, da posizioni femministe, mi hanno criticato Neruda e hanno detto che "non andava letto" perche' aveva scritto una poesia intitolata "Mujer me gusta cuando callas". In primo luogo perche' interpretare quella poesia come di violenza psicologica era da rincoglioniti, in secondo luogo perche' fare dell'ideologia del cazzo (anti-patriarcato) su una poesia significa non aver ben chiaro cosa sia l'arte, che e' significante (tekne) oltre che significato. Come criticare il dipinto di Leda e il Cigno perche' rappresenta una violenza sessuale sodomitica (?!).

3) Stalfoss, io non ho mica tanto capito il tuo parallelo sul giorno di ringraziamento, i simboli indiani e le ferie!!
« Ultima modifica: Novembre, 08, 2018, 17:26 da Shandon »


Offline capitan stalfoss

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #6 il: Novembre, 08, 2018, 17:38 »
scelgo la versione  che preferisco che si basa sul ringraziamento

Offline ERap320

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #7 il: Novembre, 08, 2018, 19:18 »
Il mio parare sulla questione è che da un paio d'anni a questa parte stiamo andando sempre di più verso una situazione di caccia alle streghe, in cui qualsiasi tizio X offeso da questione a cazzo Y può puntare il dito e avere tutto il supporto del mondo.

Finiremo sicuramente per vedere situazioni del genere:
"Come vi è saltato in mente di mettere degli NPC con dei vestiti gialli nel vostro gioco? Questo è l'ennesimo caso di cultural appropriation. Lo sanno tutti che i vestiti gialli sono tipici della mia gente e facendoli indossare a personaggi chiaramente caucasici mi urtate nel profondo."
 a cui seguirà una risposta ufficiosa dei produttori:
"Ci scusiamo per la nostra svista, rimuoveremo al più presto i contenuti offensivi e licenzieremo subito chiunque li abbia realizzati"
solamente per non subire una rottura di balle sui social network dagli altri SJW che per qualche motivo si sentono in dovere di unirsi a qualsiasi causa gli passi sotto il naso (Per quale motivo poi? Magari pensano di salvare il mondo, boh).

L'unica spiegazione plausibile è che siano diventati tutti scemi in un batter d'occhio.Oppure che non ci sono più abbastanza problemi veri e devono trovare per forza qualcosa di cui discutere.

FUN FACT: Questo post avrà triggerato almeno 5 SJW, per almeno 5 ragioni diverse.
:shucky:
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Offline Lord Ridley

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #8 il: Novembre, 08, 2018, 21:42 »
1) Questi sedicenti SJW, perche' li chiamiamo con questo lungo nome inglese - che richiede pure un acronimo - e non, come sempre fatto, ovvero "cacacazzo"?



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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #9 il: Novembre, 08, 2018, 22:08 »
1) Questi sedicenti SJW, perche' li chiamiamo con questo lungo nome inglese - che richiede pure un acronimo - e non, come sempre fatto, ovvero "cacacazzo"?
Penso il topic possa essere chiuso qui, non credo richieda altro.
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Offline Sidvicious85

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #10 il: Novembre, 08, 2018, 22:36 »
1) Questi sedicenti SJW, perche' li chiamiamo con questo lungo nome inglese - che richiede pure un acronimo - e non, come sempre fatto, ovvero "cacacazzo"?

perché non sono più solo dei cacacazzo. Lo sarebbero, se non avessero potere. Ma col fatto che riescono a fare licenziare persone, censurare videogiochi e opere d'arte, dettare leggi (vedi in Canada), questi hanno passato da un pezzo la soglia dei cacacazzo. Sono o dei criminali organizzati o dei teocrati mentecatti. E hanno potere sia sociale che istituzionale. Capisco lo spirito della battuta, ma sono convinto che siano da prendere sul serio, anche perché ho visto come agiscono, in prima persona, in ambienti istituzionali (grazie al cielo non in Italia). Questo non è neanche semplice politically correct. Non ho mai visto, in vita mia, una cappa di conformismo come quella che si respira in certi ambienti politici statunitensi e britannici. E non riesco a fare a meno di pensare che stiano creando una reazione contraria forse peggiore.
Cosa c'entra questo coi videogiochi? Io la penso così: questa censura serve a dimostrare che quelle idee hanno potere sociale. Fintanto che ottengono effetti reali nel mondo, quelle idee esistono; è come un semaforo: se tutti si fermano, rosso significa "stop". Se tutti smettessero di fermarsi, un semaforo sarebbe solo una lampadina che si accende a intermittenza. Quando le software house, o case cinematografiche, o siti internet tipo youtube e twitter accettano le loro condizioni non stanno solo censurando un'opera creativa e castrando la creatività di qualcuno: stanno anche dando potere a queste persone. Quindi la censura è il "miracolo" che questi mentecatti performano per dimostrare di essere potenti e rilevanti. E' per questo che sono davvero incazzato con nintendo per aver ceduto al ricatto.
« Ultima modifica: Novembre, 08, 2018, 22:42 da Sidvicious85 »

Offline Lord Ridley

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #11 il: Novembre, 09, 2018, 11:35 »
Comunque l'atteggiamento dell'imbonirsi il pubblico per evitare di essere boicottati è un po' una stronzata.
Nel caso di Mr. Game & Watch, seriamente, quante persone si sarebbero private del piacere di giocare a Smash per una cazzo di piuma in testa?
Queste sono effettivamente persone che vogliono cagare il cazzo e sentirsi potenti grazie a presunta superiorità morale, non veri acquirenti.
Più le compagnie cedono a questi ricatti, più loro continueranno.
Se invece Nintendo avesse avuto i cojones di lasciare G&W come Sakurai comanda, i bimbi capricciosi avrebbero frignato per un po', ma poi se ne sarebbero fatti una ragione.
Citazione da: Masahiro Sakurai
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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #12 il: Novembre, 09, 2018, 12:48 »
Secondo me il problema non sarebbe stato tanto sulle vendite di Smash (NESSUNO, e dico NESSUNO vi avrebbe rinunciato per l'indianata), quanto sull'immagine di Nintendo.

Perché i cacacazzo non avrebbero mirato a smerdare il gioco, ma a smerdare Nintendo, dipingendola come azienda razzista o insensibile su questi temi.
Forse loro sono 3 stronzi, ma comunque fanno rumore e il danno sarebbe stato trasversale su tutti i prodotti Nintendo, che invece ha sempre voluto tenere un profilo politically correct per tutti. Quindi la soluzione è stata molto semplice.

Il problema dei cacacazzo è che sono talmente velenosi, ostinati, frustrati e rumorosi (immaginatevi uno stuolo di Travaglio portatili, sempre pronti alla jacquerie da tastiera) che anche solo il pensiero di convincerli, smentirli o disinnescarli è molto più opprimente ed impegnativo rispetto a quello di accontentarli.

Per loro esiste una sola, semplice, soluzione che però purtroppo non è più consentita :)


Offline Lord Ridley

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #13 il: Novembre, 09, 2018, 16:50 »
Perché i cacacazzo non avrebbero mirato a smerdare il gioco, ma a smerdare Nintendo, dipingendola come azienda razzista o insensibile su questi temi.
Sì, ma il punto è che devi essere ritardato (o volutamente cagacazzo) per pensare davvero che Nintendo sia razzista per una cazzata simile.
Accontentare i SJW non so quanto sia davvero una soluzione, perché così facendo si leggittima il loro "aver ragione" e "aver potere", incoraggiando questo atteggiamento, che quindi si diffonde sempre di più.
Ieri era Apu, oggi è G&W, domani sarà il colore della pelle di Ganondorf e dopodomani l'accento di Super Mario.
Sono persone che semplicemente vogliono a tutti i costi cercare il pelo nell'uovo e lo faranno sempre a prescindere, a maggior ragione se vedono che cagare il cazzo porta effettivamente risultati concreti.
Citazione da: Masahiro Sakurai
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Offline Felian

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #14 il: Novembre, 09, 2018, 18:40 »
quello ch trovo più assurdo e fastidioso dei SJW è che loro, generalmente, non appartengono a nessuna delle categorie che vorrebbero difendere e si sentono offesi per cose che le persone effettivamente appartenenti a suddette minoranze non sentono offensive. Voglio dire, chi mai si è sentito offeso da Mario Bros? E' un chiaro stereotipo di italiano come percepito all'estero, super cliché; ma nonostante ciò, anzi, siamo un po' orgogliosi che il personaggio dei videogiochi per antonomasia porti la nostra bandiera.
Qualcuno ha menzionato Apu, ma è lontano dall'essere il solo stereotipo straniero nei Simpsons. Sempre per noi italiani ci sono Luigi il cuoco e Tony Ciccione; un cuoco baffuto e truffaldino e il capo mafioso locale. Nessuno dei due rappresenta gli italiani e entrambi mandano messaggi negativi, eppure, ancora una volta, nessuno si offende.

Vorrei poi fare 2 parentesi sui casi videoludici menzionati sopra.
Riguardo Mr G&W, il problema non lo vedo tanto nel fatto che lui rappresenti un pellerossa violento, quanto, più a monte, nella falsa immagine che i media hanno dato dei nativi americani; da popolo pacifico a cui hanno strappato (e stuprato) la casa, sono stati dipinti come violenti massacratori, in modo da giustificare i bianchi che dovevano apparire come civilizzatori e portatori di pace e bene. Per questa ragione, la cosa di Mr G&W è più complessa, perchè continua ad addossare un falso storico (almeno parzriale in quanto poi, a una certa, i nativi hanno contrattaccato violentemente) a degli innocenti che tutt'ora sono discriminati in casa loro.
Riguardo RDR, invece, trovo assurdo che, se le stesse violenze fossero state inferte a un personaggio qualsiasi, nessuno avrebbe alzato un ciglio a rigurado. Classico caso di due pesi due misure, carichi di ipocrisia




Se passate da Londra, fatemi un fischio, che ci becchiamo!

 

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