Autore Topic: Social Justice Warriors & censura nei videogiochi  (Letto 622 volte)

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Offline Zanzegù

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #15 il: Novembre, 09, 2018, 18:45 »
Sì, ma il punto è che devi essere ritardato (o volutamente cagacazzo) per pensare davvero che Nintendo sia razzista per una cazzata simile.
Accontentare i SJW non so quanto sia davvero una soluzione, perché così facendo si leggittima il loro "aver ragione" e "aver potere", incoraggiando questo atteggiamento, che quindi si diffonde sempre di più.
Ieri era Apu, oggi è G&W, domani sarà il colore della pelle di Ganondorf e dopodomani l'accento di Super Mario.
Sono persone che semplicemente vogliono a tutti i costi cercare il pelo nell'uovo e lo faranno sempre a prescindere, a maggior ragione se vedono che cagare il cazzo porta effettivamente risultati concreti.

Il bello è che estremizzando questo modo di ragionare i prodotti mediatici* saranno popolati quasi esclusivamente da maschi bianchi eterosessuali, così nessuno si offende :happy2:
*tranne i film storici. Lì ci saranno i nazisti neri

Offline Lord Ridley

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #16 il: Novembre, 09, 2018, 20:07 »
quello ch trovo più assurdo e fastidioso dei SJW è che loro, generalmente, non appartengono a nessuna delle categorie che vorrebbero difendere e si sentono offesi per cose che le persone effettivamente appartenenti a suddette minoranze non sentono offensive.

Spoiler (click to show/hide)

Riguardo RDR, invece, trovo assurdo che, se le stesse violenze fossero state inferte a un personaggio qualsiasi, nessuno avrebbe alzato un ciglio a riguardo.
↑↑↑↑
   THIS
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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #17 il: Novembre, 10, 2018, 09:21 »
È la stessa storia di Mario col sombrero, solo che i nativi americani sono molto meno e la loro voce non è riuscita ad emergere granché.
Imho questi SJW sono persone che pensano di essere dei grandi luminari, di avere a cuore tutte le problematiche di ogni gruppo sociale discriminato, ma la verità è che sono dei grandi ipocriti. Facile fare l’indignato per cavolate del genere in cui sai che poi l’azienda in questione ti dà ascolto, ma combatti contro le vere discriminazioni! Combatti contro quelli che sono realmente convinti che alcune razze (o in generale altri gruppi) sono inferiori o meritano un trattamento diverso o a cui non si vuole riconoscere determinati diritti.


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Offline Sidvicious85

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #18 il: Novembre, 10, 2018, 17:55 »
Sì, ma il punto è che devi essere ritardato (o volutamente cagacazzo) per pensare davvero che Nintendo sia razzista per una cazzata simile.
Accontentare i SJW non so quanto sia davvero una soluzione, perché così facendo si leggittima il loro "aver ragione" e "aver potere", incoraggiando questo atteggiamento, che quindi si diffonde sempre di più.
Ieri era Apu, oggi è G&W, domani sarà il colore della pelle di Ganondorf e dopodomani l'accento di Super Mario.
Sono persone che semplicemente vogliono a tutti i costi cercare il pelo nell'uovo e lo faranno sempre a prescindere, a maggior ragione se vedono che cagare il cazzo porta effettivamente risultati concreti.

più gli dài ragione, più tenderanno a colpirti. E' come non reagire al bullismo. In questo caso è ancora più ridicolo perché basterebbe ignorarli e tutti se ne fregano. L'immagine di nintendo? Shandon, ormai le persone normali reagiscono positivamente quando un videogioco o qualsiasi prodotto culturale prende per il culo questi buffoni. Prendi Doom Eternal. C'è un annuncio nel gioco che prende per il culo il linguaggio politically correct. E' stato ricevuto benissimo dalle persone normali. Viceversa Battlefield 5 ha cercato di soddisfare questi coglioni, è stato preso di mira da tutti. Ormai le persone normali non sopportano più sta gente. Il fatto è che comunque è ancora pieno di istituzioni, partiti e organizzazioni che gli danno retta (prova il fatto che youtube ha bannato il tizio di RDR2 inizialmente). Ma la maggioranza assoluta, direi, detesta questi coglioni, anche nei paesi anglosassoni (https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2018/10/large-majorities-dislike-political-correctness/572581/); nessuno vuole perdere il lavoro per uno strafalcione. Questo non significa non essere contro al sessismo sui posti di lavoro. Ma le molestie e il mobbing sono una cosa, una battuta idiota è un'altra cosa (e a lavoro ho sempre preso le parti delle colleghe, quando c'era da farlo, esponendomi personalmente).




Offline Shandon

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #19 il: Novembre, 10, 2018, 20:47 »
Sid, non lo so.
 Doom ha un pubblico, Nintendo ne ha un altro. Doom "gode" nel vendersi come cattivo o scorretto, come godrebbe un GTA. Nintendo no, visto che vuol fare intrattenimento per famiglie e bimbi...e non c'e' cosa che puzzi di piu' del essere bollati come "non attenti" (perche', e rispondo a ridley, questi rompicoglioni non vanno a dire che Nintendo e' razzista, ma insinuano che non sia attenta e poi come minimo la stalkerano su qualsiasi cosa...dal colore del vestito di Peach ai mustacchi di Waluigi)


Offline Sidvicious85

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #20 il: Novembre, 11, 2018, 11:11 »
Sid, non lo so.
 Doom ha un pubblico, Nintendo ne ha un altro. Doom "gode" nel vendersi come cattivo o scorretto, come godrebbe un GTA. Nintendo no, visto che vuol fare intrattenimento per famiglie e bimbi...e non c'e' cosa che puzzi di piu' del essere bollati come "non attenti" (perche', e rispondo a ridley, questi rompicoglioni non vanno a dire che Nintendo e' razzista, ma insinuano che non sia attenta e poi come minimo la stalkerano su qualsiasi cosa...dal colore del vestito di Peach ai mustacchi di Waluigi)

non è questo il problema. Questi non sono solo dei rompicazzo. Rompere il cazzo non è il fine, è il mezzo. Il fine è ottenere potere sociale. Immagino sia perché con gender studies non trovi lavoro, e diventare "intermediatori" della buona morale, cioè dei clerici, è l'unico modo per pagarsi l'affitto con gli studi che hanno fatto. Quando una SH dimostra debolezza, come ha fatto nintendo, quelli sanno che possono rompere le palle a quella SH tutte le volte che vogliono. Ultimamente, per esempio, hanno iniziato a colpire i loro. Con metoo, per esempio, c'è stato un codazzo di casi completamente pretestuosi rivolti a gente a loro simpatetica per roba che non c'entra un cazzo con le molestie
(es. https://babe.net/2018/01/13/aziz-ansari-28355). Gente che quando la inchiodi per una cazzata sul sessismo non può dire di no (https://www.vox.com/a/sexual-harassment-assault-allegations-list/ben-affleck) perché s'era già esposta in precedenza a favore di quei principi, anche roba corollaria tipo "cultural appropriation" (https://www.news.com.au/entertainment/celebrity-life/scarlett-johansson-dismisses-criticism-for-signing-on-to-play-a-transgender-man-in-her-new-film/news-story/688527916d2e2b272efde2e8204b4699). E' come il Franklin principle in psicologia, quando fai un favore a qualcuno sei portato a comportarti di conseguenza e ripetere il favore quando ti viene richiesto. Nintendo ha mostrato di essere debole. Ora sarà attaccata quando ce ne sarà bisogno. Leggevo i commenti su kotaku ed erano tutti eccitati: "è così facile! tutti dovrebbero fare come Nintendo". E' come entrare con una ferita sanguinante nel Rio delle Amazzoni, i piranha lo notano subito. Ora quando questi si lamenteranno per protagonisti maschi o luoghi comuni tipo principesse rapite, sarà più difficile per nintendo toglierseli dai coglioni. Per me è stato un grosso errore. Questi o si affrontano o si ignorano, non bisogna mai dare retta a 'ste piattole. Anche quando quello che dicono è giusto (e a volte lo è), lo dicono con l'intenzione di creare censura e controllo sociale, cioè sono in malafede. Cercano di creare un'economia politica basata sulla censura, e questo è inammissibile.
« Ultima modifica: Novembre, 11, 2018, 11:14 da Sidvicious85 »

Offline Shandon

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #21 il: Novembre, 11, 2018, 13:56 »
Scusa ma te dici che lo fanno per cavarne dei soldi.

Ma chi li paga a questi? Cioè: chi gli dà 2 lire per fare pressioni a levare uno Sprite di game & watch da smash?


Offline Sidvicious85

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #22 il: Novembre, 11, 2018, 14:29 »
caso studio: Anita Sarkeesian. Lancia una raccolta fondi nel 2012 per aprire un canale youtube in cui analizza il sessismo nei videogiochi, raccatta 150'000 dollari su Kickstarter (https://www.kickstarter.com/projects/566429325/tropes-vs-women-in-video-games) da lì fa la consulente per EA/bioware (https://www.reddit.com/r/Battlefield/comments/9ft63u/soanita_sarkeesian_was_hired_as_a_visiting/), INTEL, scrive regolarmente su quotidiani di fascia non alta ma di più (http://www.anitasarkeesian.com/articles/) e presenza regolare a vidcon. Ha anche fatto una comparsata all'ONU (https://www.polygon.com/2015/9/25/9399169/united-nations-women-cyber-violence-anita-sarkeesian-zoe-quinn). Le sue idee sono arrivate direttamente a Miyamoto, attraverso un giornalista del NY Times (https://www.nytimes.com/2013/12/15/arts/video-games/chris-suellentrop-on-the-year-in-video-games.html):

That day I told Mr. Miyamoto, the game designer who created Mario, Zelda and Donkey Kong, that he was being criticized in a popular YouTube video for creating games in which male heroes rescue helpless damsels in distress.

“Certainly I don’t think that video games are the only genre that portrays things that way,” Mr. Miyamoto, who said he had not seen the YouTube video, answered through a translator. “And maybe it’s just because I’m a male, I haven’t given it a lot of deep thought over the years.”



Ha un BA in scienze della comunicazione e un MA in teoria politica. Ma non ha teorizzato né migliorato la comunicazione: ha fatto carriera lamentandosi di qualcosa. Questo è quello di cui parlo quando dico che questi puntano a creare economie politiche in cui loro sono intermediari. Se ragioni in questi termini, la cosa che fanno ha molto più senso.
Nota bene una cosa: il suo canale è stato lanciato nel 2012 o qualcosa del genere, ora i suoi video non hanno più di 1000 visitatori ciascuno. Però s'è già affermata come intermediario culturale a livello istituzionale/sociale, e questo è quello di cui sto parlando. A livello popolare, TUTTI odiano questi personaggi (anche se non necessariamente le idee, chiariamo). A livello istituzionale, sono convinti che il popolo voglia questo (che può essere) e che questi siano le persone a cui rivolgersi (che è falso) e la censura è il metodo da usare (altrettanto falso).

Offline Arles

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #23 il: Novembre, 11, 2018, 15:00 »
Ricordate il caso delle modifiche fatte da Nintendo sulla versione finale di Oot?
Nin-ten-do

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The princess is in another castle

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #24 il: Novembre, 11, 2018, 15:02 »
Ricordate il caso delle modifiche fatte da Nintendo sulla versione finale di Oot?

sì per la musica nel fire temple, ma quello è un caso diverso secondo me

Offline Shandon

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #25 il: Novembre, 11, 2018, 18:29 »
Non lo so, faccio fatica a collegare quanto ha fatto questa ragazza con la storia di Game & watch e ad inferirne pure una regola per tutti i cacacazzo da tastiera.
Francamente che i videogiochi siano piuttosto sessisti nel loro immaginario e' storicamente vero. Questa tipa ha percepito la cosa, capito che ci poteva fare una carriera, ha avuto evidentemente le capacita' e la professionalita' per vendersi ai clienti e ci e' riuscita. Poi puoi dire che ha fatto carriera "lamentandosi" di qualcosa, ma sai anche te che questo discorso e' deboluccio (non mi verrai a dire che tutti quelli con le lauree sociali fanno carriera per migliorare le loro discipline!).

Inoltre non riesco a collegare rapidamente questa tipa agli sfigati che te dici commentano sui forum l'aver tolto l'indianino da Smash. Sarebbe come se mi dicessi che i rompicazzo che volevano il coccodrillo in smash in realta' lo fanno perche' hanno ambizione di fare gli "influencer" professionisti...e mi portassi ad esempio un influencer vero e proprio che ha fatto modificare un videogioco (chesso', Favij...dico un nome a cazzo perche' non so nulla di questo mondo e non mi interessa). Nei fatti l'influencer professionista e' tale per una serie di motivi, mentre i pigoloni che si spellano le mani in petizioni e commenti restano nel loro anonimato, consciamente privi di qualsiasi ribalta o remunerazione.
« Ultima modifica: Novembre, 11, 2018, 18:33 da Shandon »


Offline Sidvicious85

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #26 il: Novembre, 12, 2018, 07:56 »
Non lo so, faccio fatica a collegare quanto ha fatto questa ragazza con la storia di Game & watch e ad inferirne pure una regola per tutti i cacacazzo da tastiera.
Francamente che i videogiochi siano piuttosto sessisti nel loro immaginario e' storicamente vero. Questa tipa ha percepito la cosa, capito che ci poteva fare una carriera, ha avuto evidentemente le capacita' e la professionalita' per vendersi ai clienti e ci e' riuscita. Poi puoi dire che ha fatto carriera "lamentandosi" di qualcosa, ma sai anche te che questo discorso e' deboluccio (non mi verrai a dire che tutti quelli con le lauree sociali fanno carriera per migliorare le loro discipline!).

Inoltre non riesco a collegare rapidamente questa tipa agli sfigati che te dici commentano sui forum l'aver tolto l'indianino da Smash. Sarebbe come se mi dicessi che i rompicazzo che volevano il coccodrillo in smash in realta' lo fanno perche' hanno ambizione di fare gli "influencer" professionisti...e mi portassi ad esempio un influencer vero e proprio che ha fatto modificare un videogioco (chesso', Favij...dico un nome a cazzo perche' non so nulla di questo mondo e non mi interessa). Nei fatti l'influencer professionista e' tale per una serie di motivi, mentre i pigoloni che si spellano le mani in petizioni e commenti restano nel loro anonimato, consciamente privi di qualsiasi ribalta o remunerazione.

fai fatica perché non capisci che è un movimento basato su idee precise (intersectionality theory) che ha preso piede nell'ultimo decennio nei paesi anglosassoni e sta guidando l'identity politics di sinistra (democratici & labour). Il collegamento dipende dal quadro ideologico in cui sia quel mucchio di merda di resetera che Anita Sarkeesian sguazzano dentro, che appunto si basa su queste premesse. Sennò spiegami una cosa: in che modo, secondo te, l'indiano sarebbe razzista? Perché per loro un omino stilizzato con una piuma sul capo sarebbe razzista? Io ti so spiegare per filo e per segno gli assunti ideologici per cui quella roba è razzista. Per me sono prevedibili. E' il fatto che io comprenda la direzione in cui le loro idee li portino prima che si manifesti un loro comportamento che mi fa capire che sono "posseduti ideologicamente". E' come mettersi a prevedere le fregnacce che qualsiasi bischero comunistello dice, se hai una qualche conoscenza dei tenet ideologici del marxismo da liceo. Stessa cosa. L'ideologia ti rende prevedibile. E se agisci come se quelle cazzate premesse fossero vere, è facile ricondurti a quel sistema di idee. Ma se hai una migliore spiegazione del perché un omino stilizzato sia razzista, stupiscimi  :evil5:.
« Ultima modifica: Novembre, 12, 2018, 07:59 da Sidvicious85 »

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #27 il: Novembre, 12, 2018, 11:27 »
Per me il comune denominatore non è il denaro, ma il sentirsi importanti.
La Sarkeesian sicuramente lo fa anche (soprattutto?) per guadagnarci, ma il tipo che ha accusato G&W, ad esempio, me lo immagino che si sfrega le mani con in faccia un sorrisetto compiaciuto (praticamente il venditore di maschere di Majora) per aver trionfato contro Nintendo.
Tra qualche decade, quest'uomo (o donna, o unicorno, o in qualunque cosa si identifichi) potrà radunare in cerchio i bambini sotto un albero di limoni e raccontare loro la storia di come il nonno, uomo saggio e onesto, ha fatto giustizia nel mondo facendo sparire da Super Smash Bros. Ultimate due frame di animazione razzisti.
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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #28 il: Novembre, 12, 2018, 11:57 »
https://www.eurogamer.it/articles/2018-11-02-e-giunto-il-momento-che-i-giochi-si-disinnamorino-di-lovecraft-editoriale?utm_source=mormont&utm_medium=inline_image&utm_campaign=mormont_v1&utm_content=automatic_recommendations


Ad esempio, questo articolo tradotto dal sito di Eurogamer lo trovo davvero ridicolo. Fa passare questo sillogismo che Lovecreaft era razzista -> giochi con design ispirati ad ambientazioni lovecraftiane sono allora razzisti in quanto tali. E i commenti grazie al cielo dimostra che non vogliamo perdere la bussola.

Diamine è davvero disonesto parlare dei videogiochi in questo modo. Sembra che dal punto di vista estetico creino danni collettivi incommensurabili e difficilmente irreparabili, prendendo poi per scemi i consumatori.
L'anno prossimo punterò però all'Oscar:

Alla fine quest'anno niente Oscar, devo accontentarmi di questo:


Qual è il mio destino Drago palla? :bonjons0:

sei del novecento VECCHIO! Fatti una postapay e rendi il tuo Radio mobile terminale ricetrasmittente per la comunicazione in radiotelefonia sull'interfaccia radio di accesso di una rete cellulare un protagonista della contemporaneità  :angry4:

Offline Sidvicious85

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Re:Social Justice Warriors & censura nei videogiochi
« Risposta #29 il: Novembre, 12, 2018, 12:03 »
Per me il comune denominatore non è il denaro, ma il sentirsi importanti.
La Sarkeesian sicuramente lo fa anche (soprattutto?) per guadagnarci, ma il tipo che ha accusato G&W, ad esempio, me lo immagino che si sfrega le mani con in faccia un sorrisetto compiaciuto (praticamente il venditore di maschere di Majora) per aver trionfato contro Nintendo.
Tra qualche decade, quest'uomo (o donna, o unicorno, o in qualunque cosa si identifichi) potrà radunare in cerchio i bambini sotto un albero di limoni e raccontare loro la storia di come il nonno, uomo saggio e onesto, ha fatto giustizia nel mondo facendo sparire da Super Smash Bros. Ultimate due frame di animazione razzisti.

sì, questo lo credo anche io. Cioè sono convinto che farebbero queste cose anche senza soldi di mezzo, a qualsiasi livello. Prova ne è il fatto che sono sempre più odiati e non accennano a smollare il colpo. Ma il fatto è che se sono diventati rilevanti è perché hanno trovato una "costellazione" di interessi che gli permette di avere rilevanza sociale E denaro. Chiaramente l'utente di resetera è convinto di fare qualcosa di buono, censurando altre persone e condannando persone alla gogna sociale per una battuta. Sta promuovendo la causa dei deboli facendo del bullismo.

https://www.eurogamer.it/articles/2018-11-02-e-giunto-il-momento-che-i-giochi-si-disinnamorino-di-lovecraft-editoriale?utm_source=mormont&utm_medium=inline_image&utm_campaign=mormont_v1&utm_content=automatic_recommendations


Ad esempio, questo articolo tradotto dal sito di Eurogamer lo trovo davvero ridicolo. Fa passare questo sillogismo che Lovecreaft era razzista -> giochi con design ispirati ad ambientazioni lovecraftiane sono allora razzisti in quanto tali. E i commenti grazie al cielo dimostra che non vogliamo perdere la bussola.

Diamine è davvero disonesto parlare dei videogiochi in questo modo. Sembra che dal punto di vista estetico creino danni collettivi incommensurabili e difficilmente irreparabili, prendendo poi per scemi i consumatori.

guilty by association. E sui commenti: non mi stupisce che moltissime pubblicazioni abbiano chiuso i commenti. Il loro ragionamento è che sono tutti troll russi, right? Queste persone non hanno più senso della realtà.
« Ultima modifica: Novembre, 12, 2018, 12:04 da Sidvicious85 »

 

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