Autore Topic: I videogiochi hanno rotto il cazzo  (Letto 717 volte)

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Offline Zanzegù

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I videogiochi hanno rotto il cazzo
« il: Febbraio, 14, 2019, 18:38 »
Questa è la riflessione che mi è venuta in mente dopo l'ultimo Direct: i videogiochi non hanno più niente da dire. Parto dall'inizio.
I giochi del Direct che hanno generato le reazioni più positive sono:
-Link's Awakening, remake di un gioco di 20 anni fa
-FF7 e FF9, due giochi di 20 anni fa
-Tetris, un gioco di 30 anni fa
-Starchain dei platinum che in effetti pare roba di nuova e di alto profilo (anche se personalmente mi ha detto poco)

E come mai queste reazioni? Per semplice nostalgia? Secondo me no, il vero motivo è che gran parte del resto della roba che hanno mostrato è imbarazzante.
Yoshi sembra noiosetto, DxM sembra frettoloso, e la decina di giochi anime trash tutti uguali... è una decina di giochi anime trash tutti uguali.
I giochi degli anni '90 vengono ancora preferiti perché avevano un sacco di carattere. Se nominate un classico a caso di epoca SNES, N64 o PS1 (e giù di lì... anche GC e qualcosa PS2), molto probabilmente avrà qualche caratteristica unica e originale nel tipo di gameplay che ha creato/innovato, nella presentazione, nell'idea di fondo della storia etc. etc.
Oggi? Ricadono in due o tre categorie. RPG anime trash tutti uguali (protagonista giovanotto, regno da salvare, romance), indie con grafica minimale 2d pseudo-nostalgica, grezzate iper-realistiche. That's it. Ogni tanto, ovviamente, spunta fuori anche il giocone di qualità, ma sono poche isole in una mare di monnezza.

Mi stupisco anche dell'output Nintendo.
Yoshi's Island è ricordato come un capolavoro non perché era carino e coccoloso, ma perché era un gran gioco punto, con un sacco di elementi innovativi nel moveset di Yoshi, nella costruzione dei livelli, nell'uso degli sprite (basti pensare al boss finale). Portava avanti qualcosa. Il quinto Yoshi derivativo, con gameplay lentissimo e grafica di cartapesta... porta avanti un po' meno, anche se magari è un bel gioco.
Fire Emblem è diventato solo un contentino per gli otaku che non escono di casa. 10 minuti di presentazione su un gioco di strategia, di cui 9.30 minuti non sono stati spesi sul gameplay effettivo, ma su tutti i bellissimi legami che puoi far stringere tra i protagonisti. Sarà sicuramente spazzatura. Inoltre Fire Emblem ha rotto il cazzo, ne esce uno all'anno e sono sempre più imbarazzanti.
Animal Crossing è... ok... suppongo. Come anche Pokèmon. Suppongo.
Luigi's Mansion 3 è il secondo sequel di un gioco che non aveva particolare bisogno di sequel però vabbè.
Metroid Prime 4 è stato ufficialmente sviluppato a caso per 2 anni, tanto che adesso lo ricominciano da capo perché non stavano andando da nessuna parte.

Insomma, l'ambizione sembra rimasta confinata ai soli Mario e Zelda (e Smash).
Dove sono le esperienze diverse? Dove sono i setting assurdi tipo L'sA o F-zero? Dove sono i giochi con la difficoltà indiavolata e con un po' di ambizione? Dov'è l'unicità?
Finché continua così non c'è da stupirsi se gli highlight dei Direct sono remake e riedizioni di giochi di 20 anni fa.
Non ho mai giocato Link's Awakening per ora (solo le prime due orette), ma è un gioco che mi dà dei motivi per recuperarlo. Fai naufragio e ti svegli su un'isola deserta con un uovo gigante in cima a una montagna? BAM. Ci sto. E' una premessa unica e interessante.
Perché dovrei giocare Firemblem Treccase? O a uno di quei 400 rpg anime trash che hanno presentato? E' tutta roba che non ha alcuna ambizione, se non quella di vendere ad alcune nicchie che amano quello stile e sono disposte a mangiarsi di tutto.
Path of Radiance (per rimanere su Fire Emblem) non voleva vendere per quello. Voleva vendere attraverso la qualità, proponendo qualcosa di bello e con un carattere forte. E' il caso di tutti i giochi classici. Yoshi's Island, Earthbound, Super Metroid, Chrono Trigger, Resident Evil, i vecchi Zelda e FF magari non parlavano a tutti (impossibile), ma avevano "la possibilità" di parlare a tutti, offrendo idee forti ma fruibili più o meno universalmente.
Adesso ci sono soprattutto nicchie, quella animefag, quella iper-realistica hollywood, quella indie smartass con grafica pseudo-retro. Se non ci rientri al 100% sai che quella roba non ti piacerà.
Nella musica è successa un po' la stessa cosa e infatti sono anni che non esce niente di davvero interessante. Sono mercati che stanno stagnando e non vedo come faranno ad uscirne.

Poi per carità, ovviamente a questo discorso ci sono delle eccezioni, però mi sembra innegabile che questa tendenza sia in atto, com'è innegabile che sia negativa.
E dispiace vedere Nintendo accettarla al 100% e anzi rincarare la dose :/


Elite Smash:

Offline Feffe

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #1 il: Febbraio, 14, 2019, 23:29 »
Mah, capisco il punto ma non sono gran ché d'accordo.

Tre dei quattro giochi che tu citi "di X anni fa" non mi interessa minimamente perché appunto di X anni fa. Io voglio esperienze nuove, o al più esperienze di X anni fa con enormi problemi di fruzione oggi (sarebbe bello ad esempio un remake di Wario Land Virtual Boy - confinato a una piattaforma oscura, a differenza di LA - com'è stato bello il remake di FE Gaiden - invecchiato malissimo, a differenza di Zelda LA).

Invece ASTRAL CHAIN è il mio nuovo Dio.

Guardando Nintendo, Splatoon e ARMS sono le controparti moderne di Mario/Zelda (instant classic, adatto a tutti, curato nei minimi dettagli - Splatoon è pure un ottimo action-TPS single player made in EAD, pur corto) e F-Zero/StarFox (gioco divertente ma un pochino più "settario", con qualche mancanza, una buona base per lanciare un ottimo sequel). Alcuni team Nintendo nell'ultima generazione hanno avuto modo di creare e portare avanti progetti personali come Codename: S.T.E.A.M. (IS), BOXBOY! (HAL), il reboot di Kid Icarus (Sakurai) (che a conti fatti è quasi un nuovo IP) o Captain Toad (EAD Tokyo) e questo pur portando avanti FE, Kirby, Smash e Mario 3D. In tutto questo Nintendo ha dato nuova linfa vitale a Zelda e Mario 2D adattandoli ai tempi con BotW e Mario Maker e ha stretto un ottimo legame con Platinum e Tecno Koei che ha dato/sta dando ottimi risultati. Alcuni di questi giochi sono stati mostrati in questo Direct.

Non sono neppure d'accordo con i tuoi giudizi su Yoshi e FE come serie. Yoshi ha avuto un periodo grigio su N64 (Story) diventando proprio nero su GBA-DS-3DS con gli orribili episodi sviluppati da Artoon/Arzest: Gravitation, Island DS e New Island è proprio roba derivativa senza né arte né parte che cerca di fare il verso al mitico Yoshi's Island. Con Good-Feel e Wooly World però la serie si è risollevata, con un gioco fresco, con un ottimo stile artistico e ottime idee: sì, ha puntanto più sull'aspetto puzzle/collectathon (uno strano incrocio fra Kirby 64 e Mario 64 in 2D) che su quello platform duro e puro, mentre YI era entrambi, ma non lo definirei un difetto (nella stessa misura in cui gli Zelda di Aonuma, per dire, hanno puntato più sull'aspetto adventure di ALTTP che su quello action) e sicuramente non definirei il gioco "derivativo". Crafted World cerca di prendere la formula di Wooly e darle uno spin particolarmente, con i diversi "piani" di 2D. Forse questa cosa non è riuscita gran ché bene, ma hanno evitato l'episodio copia-incolla (a differenza di Artoon) e Good-Feel il suo valore lo ha ampiamente dimostrato anche con Wario Land Shake e Kirby Stoffa. Oh se il risultato è sottono a volte capita, non tutte le ciambelle escono col buco.

Per quanto riguarda Fire Emblem al netto degli episodi per otaku che dici tu è uscito Echoes. Un gioco con tanti difetti di gameplay originari di Gaiden, di cui è remake, ma al tempo stesso un gioco con la direzione artistica migliore che la serie abbia mai avuto e una trama semplice ma ben scritta. Sopratutto la sceneggiatura riesce retroattivamente a dare un senso alla lore dei giochi di Marth e di Jugdral, amalgamandola, e addirittura a fixare dei plothole di Awakening. Davvero, quando ho visto tutti i riferimenti ai "marchi" e ai "draghi divini" (roba originaria di FE4) mi sono tolto il cappello, ho percepito un ENORME rispetto del patto narrativo con il giocatore (assente nella trama zoppicante di Awakening).

Per quanto riguarda invece il mercato giapponese in generale, dopo la batosta della scorsa gen si sta pian piano riprendendo con progetti ambiziosi come Nier, Nioh, i giochi di Miyazaki, i giochi Platinum o l'ultimo Dragon Quest (non tutti su Switch, purtroppo). Nessuno di questi giochi ha uno stile nettamente "anime-otaku", anche se è vero che lo stile di default è quello.

Per me gli anni bui sono stati piuttosto quelli del N64 (per Nintendo, davvero pochi giochi, tante IP perse, anche se la qualità media era alta) e di PS360 (per le terze parti giapponesi senza una bussola).

Sul mercato occidentale non commento. Mi sono sempre più disaffezionato e non lo seguo più. Per gli indie è vero che c'è un'invasione di giochi retrò wannabe, ma ci sono anche i vari Shovel Knight, Hat in Time, Bloodstained, Hollow Knight, Fast RMX, Thimbleweed Park, Undertale, Wargroove o il mio amato Pikuniku - questi tutti usciti o in uscita su Switch, che riescono ad offrire un'ampia varietà occupando delle nicchie lasciate libere dagli AAA.

Da giocatore Nintendo+Giappone+Indie sono molto soddisfatto. Se c'è qualcosa che mi manca sono i giochi più particolari giapponesi come si avevano su Super Famicom, PS2 o DS: roba tipo Nanashi no Game, Katamari Damaci, Ihatovo Monogatari o, guardando in casa Nintendo, Chibi-Robo! e le avventure di CING. Una boccata di quest'aria l'ho avuta con il bellissimo Part Time UFO di HAL lo scorso anno. Sono stato molto contento per BOXBOY! perché avevo paura che Nintendo si concentrasse solo su progetti AAA "alla BotW" su Switch, ma per fortuna non sarà così.
« Ultima modifica: Febbraio, 14, 2019, 23:35 da Feffe »
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Offline WaluigiRacer

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #2 il: Febbraio, 15, 2019, 17:25 »
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Offline Sidvicious85

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #3 il: Febbraio, 16, 2019, 12:15 »
Io in questo periodo ho avuto un rekindling impressionante coi videogiochi. Dopo un decennio di cui me ne fregava il giusto, salvo qualche gioco occasionale su 3ds (majora's mask, cave story), ho riniziato a giocare per togliermi alcuni brutti vizi che avevo preso di recente. Ho passato un annetto a giocare con alcuni dei migliori titoli su cui abbia mai messo le mani:

- super smash bros ultimate
- breath of the wild
- mario odyssey
- octopath traveler
- hollow knight
- tropical freeze

e mi mancano ancora sonic mania plus e doom. Sto finendo i due bayonetta e li sto trovando incredibili. Insomma, se faccio un paragone con la generazione del GC non mi sento troppo deluso (that is: a soli due anni dal lancio dello switch). Ma, paragoni a parte, ho deciso di non interessarmi a questioni relative al "medium", come lo chiama Feffe, (eccetto roba che può danneggiarmi personalmente, come microtransazioni) e a videogiocare in modo edonistico e irresponsabile al massimo.
A volte questo genere di considerazioni sull'industria videoludica in generale crea aspettative troppo alte che rischiano di rovinare il divertimento. Quando giocavo da ragazzino me ne sbattevo dello "stato dell'industria" e mi andava bene così. Ho iniziato a fare considerazioni del genere solo in epoca GC, frequentando questo forum, e nonostante il GC avesse una ludoteca impressionante, è riuscito comunque a deludermi rispetto agli standard settati da SNES e n64 in termini di giochi individuali. Mario Sunshine non era riuscito a ricreare l'hype che circondava Super Mario World o Mario 64, così come Wind Waker e TP per ALTTP e OOT. Ma questo è naturale, e dipende sia dal fatto che quei giochi erano milestones non più replicabili, sia dal fatto che era la prima volta per me. Alcuni hanno iniziato a giocare dai tempi del GC, altri dai tempi Wii e ora continuano a cercare quello che hanno vissuto in quel periodo. Io però, di fatto , mi sono guastato il gamecube che ragioni che oggi non reputo più valide, questo continuo paragonare con l'età dell'oro. E' chiaro che quando giocherò doom su switch non mi darà le stesse sensazioni che mi ha dato giocare a doom originale nel 94. Ma perché dovrebbe? Non è lo stesso gioco, e io non sono la stessa persona che ero a 9 anni.
Insomma: con Switch mi sto divertendo parecchio. Mi sento un ritardato perché, a 33 anni, potrei fare roba migliore quelle due ore prima di andare a letto. Però conoscendomi so che non lo farei comunque. E quindi mi concedo questo passatempo. A una condizione: non deve essere una fuga nell'infanzia. Per questo la mia mente, anche mentre sto "videogiocando" deve essere presente nel momento. E quindi il discorso che fai, per quanto comprensibile, risulta alieno al mio modo di essere attuale. Ti consiglio di evitare, andando avanti, questo genere di considerazioni, perché sono profezie auto-avveranti.

Offline Lord Ridley

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #4 il: Febbraio, 16, 2019, 19:07 »
Citazione da: Masahiro Sakurai
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I miei livelli di Super Mario Maker

Offline WaluigiRacer

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #5 il: Febbraio, 16, 2019, 19:40 »
Il nostro Golden Sun (non Faker Sun) su Telegram e prima ancora Whatsappe diceva sempre che chi fa il ragionamento del primo post (i vg di oggi sono tutta merda ecc ecc) è portato a farlo perché fondamentalmente egli non gioca più a niente di nuovo (!), fossilizzandosi sui ricordi o su una presunta epoca d'oro (che sia SNES, GC o PSVita) si pensa che la roba di oggi non regga il confronto.

Soluzione? Buttarsi e provare qualcosa di nuovo, magari pure di un genere diverso dai nostri preferiti.
Zanze potresti provare Bayonetta, Thumper, Hollow Knight, Elektroplankton, Part Time UFO, Splatoon 2, Fire Emblem Heroes,... la scelta sta a te :2mdknie:

Cioè, io dopo mesi di nulla in cui giocavo ogni tanto a Smash e MK8 su Wii U ho preso Switch e ho iniziato a giocare a Rocket League (molto carino, soprattutto se hai qualche amico per fare co-op), Splatoon 2 (già mi piaceva il primo e questo migliora la formula) e poi a FORTNITE, che è stato il new paradigm e mi ha fatto scoprire i battle royale. Era da veramente tanto che un gioco non mi prendeva così, e se mi fossi basato sul giudizio comune (= merda) manco lo avrei scaricato.
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Offline Shandon

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #6 il: Marzo, 02, 2019, 22:08 »
Provo a dire la mia, partendo da quanto scrive Waluigi, ovvero: chi dice che i VG sono una merda e' perche' fa, come dicono gli intelligenti, laudatio temporis acti (in sostanza dicono: "ah, ai miei tempi....").

Ecco per quanto mi riguarda non lo trovo vero. Cioe', io non gioco piu' da ormai 10 anni o piu'...e se penso all'atto del videogiocare provo quasi fastidio.

Eppure non mi sembra che i videogiochi di che giocavo assiduamente 15 anni fa fossero "belli", mentre quelli di oggi siano "brutti". A me pare piuttosto, come dice Zanza, che siano uguali. Visivamente migliorati, implementati, infinitamente piu' complessi, ma fondamentalmente la solita zolfa. Ammazza i cattivi, trova la chiave, risolvi il puzzle, arriva al traguardo.
Quindi per quel che mi riguarda io pensando ai vg penso "dio bono come ero cretino a passare tutte quelle ore a rimbecillirmi con simili cazzate"...e non "ah, oggi non riesco, ma prima era un'altra cosa perche' quei giochi mamma mia che crema che erano".

Quindi forse volendo trarre un senso da questo mio messaggio di Shandon, essere che non videogioca da 10 anni ma almeno 2-3 volte a settimana e' su un forum di videogiochi,  questo potrebbe essere: Zanze, forse stai crescendo e diventando un certo tipo di adulto. Perche' ci sono anche gli adulti che a 47 anni comprano le statuine di GundamWing o Resident evil o chi cazzo volete voi e sono superingrifati col gamestop. Invece tu stai diventando un adulto di quelli che impiega il suo tempo in altre cose, nelle quali trova piu' interesse, e che ormai vede i videogiochi come una cosa qualitativamente peggiore di altre in cui passare il tempo.


Offline Feffe

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #7 il: Marzo, 03, 2019, 10:54 »
Provo a dire la mia, partendo da quanto scrive Waluigi, ovvero: chi dice che i VG sono una merda e' perche' fa, come dicono gli intelligenti, laudatio temporis acti (in sostanza dicono: "ah, ai miei tempi....").

Ecco per quanto mi riguarda non lo trovo vero. Cioe', io non gioco piu' da ormai 10 anni o piu'...e se penso all'atto del videogiocare provo quasi fastidio.

Eppure non mi sembra che i videogiochi di che giocavo assiduamente 15 anni fa fossero "belli", mentre quelli di oggi siano "brutti". A me pare piuttosto, come dice Zanza, che siano uguali. Visivamente migliorati, implementati, infinitamente piu' complessi, ma fondamentalmente la solita zolfa. Ammazza i cattivi, trova la chiave, risolvi il puzzle, arriva al traguardo.
Quindi per quel che mi riguarda io pensando ai vg penso "dio bono come ero cretino a passare tutte quelle ore a rimbecillirmi con simili cazzate"...e non "ah, oggi non riesco, ma prima era un'altra cosa perche' quei giochi mamma mia che crema che erano".

Quindi forse volendo trarre un senso da questo mio messaggio di Shandon, essere che non videogioca da 10 anni ma almeno 2-3 volte a settimana e' su un forum di videogiochi,  questo potrebbe essere: Zanze, forse stai crescendo e diventando un certo tipo di adulto. Perche' ci sono anche gli adulti che a 47 anni comprano le statuine di GundamWing o Resident evil o chi cazzo volete voi e sono superingrifati col gamestop. Invece tu stai diventando un adulto di quelli che impiega il suo tempo in altre cose, nelle quali trova piu' interesse, e che ormai vede i videogiochi come una cosa qualitativamente peggiore di altre in cui passare il tempo.
Se stai dicendo che i videogiochi, e in generale l'intrattenimento fine a se stesso, sono inutile merda che non possono salvare l'anima nel momento della morte, e semplicemente ci aiutano a illuderci che questo inevitabile attimo sia lontano, sono totalmente d'accordo con te.

Per me ormai è più interessante riflettere sull'evoluzione del medium che effettivamente giocarlo, un po' nella speranza, quando morirò, di aver prodotto qualcosa di utile ai posteri che volessero studiare la storia di questa forma di intrattenimento
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Offline Skull Kid the last Feanorian

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #8 il: Marzo, 03, 2019, 11:41 »
Zanze, forse stai crescendo e diventando un certo tipo di adulto. Perche' ci sono anche gli adulti che a 47 anni comprano le statuine di GundamWing o Resident evil o chi cazzo volete voi e sono superingrifati col gamestop. Invece tu stai diventando un adulto di quelli che impiega il suo tempo in altre cose, nelle quali trova piu' interesse, e che ormai vede i videogiochi come una cosa qualitativamente peggiore di altre in cui passare il tempo.

In sintesi due facce opposte della stessa medaglia, che sta nei dintorni dell'emerita testa di cazzo.
Cioé, ci sono andato pesante... non hai proprio tutti i torti nel senso che attribuire ai videogiochi la più totale insignificanza espressiva è un comportamento indubbiamente più legittimo che seguirli ossessivamente e acriticamente come farebbe un ragazzino del tutto rincoglionito ma ci possono anche essere posizioni mediane per cui il rapporto col gioco evolve appunto in direzione adulta e più consapevole. Non è impossibile divertircisi e trarci anche qualcosa di più.
Un'analisi dell'atto del videogiocare e del suo valore in termini di esperienza come la tua è molto riduttiva e potrebbero esserci dei limiti di ricettività a monte... non che vadano corretti, ovvio, sicuramente dipendono da un semplice  disinteresse che in sé è sacrosanto e non metterei in discussione le scelte di nessuno su come spendere il proprio tempo. Se tu fossi un videogiocatore decrepito e mentalmente infantile non potrei dire invece lo stesso, anche se me lo terrei per me. :P

L'unico appunto che mi sento di farti, Zanze, è che l'attuale offerta del mercato non si esaurisce completamente nelle categorie che hai individuato. In particolare gli indie da un po' hanno aperto a nuove possibilità, soprattutto se si è interessati allo spostamento dell'attenzione sul piano più artistico e/o narrativo rispetto a quello ludico (lungi da me sottovalutare quest'ultimo, ci mancherebbe), cosa che però potrebbe non riguardarti.

In particolare a livello più squisitamente ludico invece mi pare non manchino del tutto le eccezioni anche nell'industria vera e propria, quella mainstream, ma nel complesso la vedo più impantanata che mai e ormai si contano veramente con una mano. Magari dovrei esserci più addentro anch'io per dirlo ma il discorso per cui l'offerta è rimasta esattamente la stessa mi sembra valida fino a un certo punto: se non altro fino a un po' di tempo fa (penso anche solo alla scorsa generazione) c'era un costante progresso e innovazione delle meccaniche che in certi casi (l'open world di Metal Gear Solid V e l'ultimo Zelda - per la cronaca per ora ho provato solo il primo) hanno raggiunto piena espressione mentre ora sta venendo meno. E quindi sì, per quanto riguarda i giochi 'grossi' tira aria di involuzione anche secondo me. Poi magari son fasi ma condivido l'impressione che sia un ambito in cui non resta granché da dire, in particolare se si continua a puntare sulla quantità.

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Offline Feffe

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #9 il: Marzo, 03, 2019, 11:48 »
Sono molto contento di poter tornare a leggere Skull :)
"Secondo voi, perché un uomo insegue i sogni?"
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Offline Shandon

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #10 il: Marzo, 11, 2019, 16:53 »
Rispondendo a feffe: non ho ben capito la tua posizione. I videogiochi ti fanno cacare(come a me) ma ti garba disquisirne perché speri la cosa ti renda noto ai posteri? Cioè ci vedi un mercato meno affollato che nella critica letteraria, è questo il punto?

Rispondendo a Skullkid: si, hai ragione ci sono le vie di mezzo. Immagino ci sia gente che si fa la partita quotidiana o settimanale senza per forza essere un fanatico anche a 50 anni. Per quanto mi riguarda il disamoramento è avvenuto in blocco e dopo il suddetto non ho avuto più la minima voglia neanche della partita ogni tanto. Inoltre devo dire che secondo me forse non è del tutto vero che esistano tutte queste vie di mezzo, ci sono ma credo forse siano eccezioni...e questo per un semplice motivo: il costo. I videogiochi sono una cosa proporzionalmente molto costosa. Quale è l'adulto che ai giorni nostri investe un bel pezzetto di salario in una console e nei suoi giochi, se non perché "appassionato"? Magari non è un talebano...ma sicuramente una spinta notevole de  esserci per spingerti a tirare fuori qualche migliaio di euro ogni  X anni per farsi una partita. Quei soldi nessuno li investe ne in cinema ne in libri. Al massimo allo stadio...ed infatti la moderazione dei tifosi è arcinota


Offline Skull Kid the last Feanorian

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #11 il: Marzo, 11, 2019, 19:05 »
Ti dirò che adesso come adesso fra svalutazione dei giochi col tempo, mercato digitale sempre più preponderante e quello dell'usato la spesa necessaria a giocare è diminuita nettamente rispetto a una volta.
Poi se si usano piattaforme come Steam che neanche richiedono l'acquisto di una console (io non ne compro una dal Wii, anche se so di fare caso a parte perché ne scrocco a piacimento e comunque facilmente mi troverò a rifarlo in futuro - certo, quasi certamente non a prezzo pieno) si può arrivare sicuramente a spendere meno che per gli svaghi che elencavi. Anche in questo aspetto è un passatempo che ora viene più incontro a uno stile di vita adulto.

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Offline Feffe

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #12 il: Marzo, 11, 2019, 23:25 »
Rispondendo a feffe: non ho ben capito la tua posizione. I videogiochi ti fanno cacare(come a me) ma ti garba disquisirne perché speri la cosa ti renda noto ai posteri? Cioè ci vedi un mercato meno affollato che nella critica letteraria, è questo il punto?
Questa è una lettura un po' megalomane :D

A me piace giocare giochi come Mario, Splatoon ecc. per:
1) il boost di dopamina;
2) il level design, le meccaniche ecc. estremamente curate.

Il primo motivo si spiega da solo.

Nel secondo caso è un piacere prettamente intellettuale. Vedo che il livello è fatto con un certo criterio e provo piacere perché è fatto bene. Poi poiché stiamo parlando di Nintendo con una storia ultradecennale alle spalle, in quel livello (o in quel boss, o in quella meccanica) vedo il risultato di anni e anni di perfezionamento e anche qui, c'è la gioia intellettuale di "unire i puntini" chiedendosi in che modo da Mario 1 si è passati a Mario 64 e poi a Mario Galaxy e infine a Mario Odyssey.

Ma la cosa non è sempre auto-evidente e per capirlo sono spinto a leggere tante interviste e dichiarazioni dei team dietro questi giochi. Purtroppo in occidente (o almeno in inglese e in italiano) non ci sono molti "fonti secondarie" su questi aspetti dei videogiochi, quindi sono costretto a cercare le fonti primarie. In questo senso gli Iwata Chiede sono molto utili e accessibili e ci sono belle interviste tradotte dal giapponese anche qui e qui. In altri casi per scoprire qualche aspetto più oscuro dei making off dei videogiochi uso Google Translate.

Alla fine mi sono reso conto di aver sviluppato un buon bagaglio di conoscenze e mi piacerebbe un giorno scrivere un libro sui videogiochi Nintendo. In rete (anche qui specifico, almeno in italiano e in inglese) quando si parla di videogiochi Nintendo si leggono tante inesattezze, castronerie buttate là da qualche e reiterate all'infinito (un esempio su tutti: si pensa che il Game Boy fosse una console meticolosamente progettata per fare successo, ma pure internamente a Nintendo i tapini che ci lavoravano venivano sfottuti, la dirigenza non ci credeva e il team di Miyamoto nemmeno). Ma non è qualcosa che mi interessa "perchè la cosa mi renda noto ai posteri", mi interessa perché è bello e stimolante farlo e semplicemente qualcosa del genere non c'è. E stiamo parlando di un'azienda che nel bene e nel male ha plasmato un vero e proprio medium.

Qualche mese fa ho compilato una lista di tutte le software house che hanno lavorato con Nintendo dal 1983, mettendo in chiaro il rapporto con N (team interni, sh possedute, partner storici, partner occasionali). Prima o poi quella lista andrebbe integrata con la lista di ogni gioco sviluppato da quelle software house, ma è roba che richiede tempo. Perché farlo? Perché mi sembra imprescindibile sapere chi ha sviluppato cosa se si vuole studiare e capire la storia di Nintendo. Qualche giorno dopo una lista molto simile è apparsa su Wikipedia fra l'altro; la cosa non mi ha infastidito e anzi sono stato contento (poi magari è un caso, ma sarebbe un caso un po' strano :) ).

Quindi mi puoi definire appassionato di videogiochi? Penso di sì, ma in modo diamentralmente opposto a quello di Sid come dice lui stesso
Citazione
ho deciso di non interessarmi a questioni relative al "medium", come lo chiama Feffe, (eccetto roba che può danneggiarmi personalmente, come microtransazioni) e a videogiocare in modo edonistico e irresponsabile al massimo.
Più che l'aspetto "edonistico" mi interessa di più quello "storico". Magari c'è pure il videogioco che non mi piace, ma che è *interessante* per una ragione o per un'altra. A volte passo più tempo (ovviamente comunque come hobby) a confrontare i credits di videogiochi giapponesi del 199x che a giocare questi videogiochi (questo e Mobygames sono ottimi database di credits).

L'unico videogioco che mi ha lasciato molto negli ultimi tempi è stato 999 per DS, che è più un romanzo interattivo che un videogioco.
"Secondo voi, perché un uomo insegue i sogni?"
"Domanda da talk show notturno. Qual è la risposta?"
"Per amore... solo per amore."

"Per quanto tu possa sforzarti non troverai mai i confini della tua anima, tanto profondo è il suo logos."

"La gente ama le scimmie, e continuerà a farlo, almeno sinché le scimmie non si organizzeranno e conquisteranno il mondo. A quel punto la gente le amerà ancora, ma solo perché non farlo sarà illegale."

So long, and thanks for all the fish.
Haward!

Offline Shandon

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #13 il: Marzo, 18, 2019, 14:10 »
Ok, ho capito. Non lo fai per la gloria, ma perché ti piace.

Trovo interessante la tua posizione. pur essendo la cosa abbastanza "nerd" credo sia bello avere una passione che ti coinvolge in modo tale da snidarne tutti i segreti, in modo tale da diventarne un esperto.
Poi oh, si può discutere se sia più nobile diventare un esperto assoluto di air jordan o di storia romana, però comunque mi sembra una cosa che ti tiene in vita.
Per dire alcune settimane fa parlando con un "insospettabile" che lavora nella mia stessa ditta, ho scoperto il suddetto tizio essere un grandissimo appassionato di storia militare della WWII. In 10 minuti ci siamo trovati a discutere di bibliografia del fronte russo, del perché leggere Erickson piuttosto che Carrell.

Detto questo direi che per la tua passione di storia del videogioco ti serva assolutamente giocare e accedere alla fonte primaria. Perché altrimenti qualsiasi eventuale tuo lavoro sarà "compilativo" sulla base di quanto dicono fonti secondarie, senza avere però piena consapevolezza o certezza di quanto dicono: ovvero se sviluppatore X dice un dettaglio Y del capitolo Z di mario, te devi aver bene in mente di cosa parla e conoscere realmente il gioco, altrimenti puoi limitarti solo ad annotare quanto ascoltato, senza discernere vero o falso.




Offline Zanzegù

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Re:I videogiochi hanno rotto il cazzo
« Risposta #14 il: Marzo, 18, 2019, 14:17 »
In poche parole: FILA A FINIRE DKC2


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