Autore Topic: Serie TV  (Letto 179193 volte)

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Offline Sidvicious85

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Re:Serie TV
« Risposta #1680 il: Dicembre, 14, 2017, 09:56 »
mi viene in mente la polemica tra Platone e Diogene il Cinico: Platone definisce l'uomo un bipede implume, Diogene si presenta al mercato con un pollo spennato e esclama "ammirate, l'uomo!"

Se dovessi leggere quello che dice Hero sotto una luce leggermente diversa, i personaggi Disney sono "umani" nel senso che hanno acquisito dei loro tratti tipici e come lettore puoi sviluppare delle aspettative su cosa faranno e cosa non faranno in linea con la loro "persona", in base alle interazioni che hanno. Tipo, Paperino è sfigato, ma quante variazioni sul tema della sfiga di Paperino ci sono state? Così la sfiga di Paperino non è più la sfiga di Paperino negli anni 40, è qualcosa di molto più elaborato. Di un animale non si può esattamente dire che abbia un carattere, o almeno è molto più limitato che negli uomini. Non tutti i personaggi dei cartoni sono sbozzati ed elaborati come quelli Disney perché sui personaggi Disney c'è stato un lavoro di quasi un secolo, in cui il canovaccio è stato sviscerato in ogni modo da migliaia di autori in tutto il mondo. E quindi è come se avessero acquisito una personalità propria. I personaggi nintendo, a confronto, sono delle macchiette perché non hanno avuto ancora abbastanza tempo per essere rielaborati in questo modo.

Offline Zanzegù

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Re:Serie TV
« Risposta #1681 il: Dicembre, 14, 2017, 13:13 »
Sì ma non vedo come l'essere un papero sarebbe di impedimento all'avere una caratterizzazione precisa. Anche perché essere un animale caratterizzato come un umano è proprio la definizione di animale antropomorfo :laughing7:
Capisco che farli autodefinire "paperi" invece di "uomini" dia un tocco un po' meno serio al tutto... ma è comunque detto da un papero parlante, ergo 1) è correttissimo anche perché il 99% di chi ha scritto questi personaggi è concorde (tra cui Barks che non è uno tra i tanti, è quello che li ha caratterizzati), 2) è così da sempre e 3) l'universo in cui si muovono è fondamentalmente un universo comico, che negli anni si è prestato anche a cose un po' più serie come la saga di Paperone o PK ma rimane un universo comico.
Poi si può dire che "funzionalmente" non siano paperi, e per forza che è così essendo appunto animali antorpomorfi, ma questo non li rende meno paperi. Altrimenti si può anche dire che Fox McCloud non sia una volpe, o che i Simpson non siano gialli, visto che il fatto che Fox sia una volpe e che i Simpson siano gialli non influenza nessun aspetto del loro universo. Ma tali rimangono.


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Offline Sidvicious85

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Re:Serie TV
« Risposta #1682 il: Dicembre, 14, 2017, 13:46 »
Sì ma non vedo come l'essere un papero sarebbe di impedimento all'avere una caratterizzazione precisa. Anche perché essere un animale caratterizzato come un umano è proprio la definizione di animale antropomorfo :laughing7:
Capisco che farli autodefinire "paperi" invece di "uomini" dia un tocco un po' meno serio al tutto... ma è comunque detto da un papero parlante, ergo 1) è correttissimo anche perché il 99% di chi ha scritto questi personaggi è concorde (tra cui Barks che non è uno tra i tanti, è quello che li ha caratterizzati), 2) è così da sempre e 3) l'universo in cui si muovono è fondamentalmente un universo comico, che negli anni si è prestato anche a cose un po' più serie come la saga di Paperone o PK ma rimane un universo comico.
Poi si può dire che "funzionalmente" non siano paperi, e per forza che è così essendo appunto animali antorpomorfi, ma questo non li rende meno paperi. Altrimenti si può anche dire che Fox McCloud non sia una volpe, o che i Simpson non siano gialli, visto che il fatto che Fox sia una volpe e che i Simpson siano gialli non influenza nessun aspetto del loro universo. Ma tali rimangono.

sì però guarda tutto il processo di creazione di questi personaggi. Paperino mi pare che sia nato intorno al periodo della depressione; inizialmente era una macchietta, esattamente come topolino. Il lato comico era questo tizio che era vittima della sfiga e starnazzava come un'anatra incazzata, perennemente povero ma con uno zio ricchissimo. Era qualcosa che divertiva il pubblico dell'epoca e per questo ha avuto successo. Ma sia Paperino che Topolino hanno toccato qualcosa che andava oltre la contingenza storica in cui sono nati. Questo qualcosa è piaciuto al pubblico, e quindi gli autori hanno pensato di fare altro con questi personaggi. Da lì in avanti si è creata un'interazione tra pubblico e autori che si basa sul fatto che questi personaggi esistono con certe caratteristiche sia nella mente del pubblico, sia nella mente dei creatori, e quando il pubblico va a vedere un cartone di Paperino o l'autore crea quel cartone, sia pubblico che autori devono fare i conti con Paperino come persona praticamente vivente. Questo processo creativo è comune a tutte le religioni, specialmente quelle politeiste. 
Andando su quello che dici tu: l'essere papero è un impedimento solo nella misura in cui percepisci il carattere macchiettistico di un papero parlante, che è esattamente come è nato il personaggio, come una macchietta. Ma quello che Paperino era all'inizio ora non lo è più, ne rimane solo qualcosa. Il fatto che col tempo sia diventato un personaggio con caratteristiche che lo rendono in una certa misura "vero" non era un esito scontato. Immagino che Hero trovi disturbante il fatto che un personaggio autentico, vivo in un certo senso, sia un papero che starnazza sgridazza (grazie imprenditori e avvocati del nord) e che va in giro a culo nudo, quando effettivamente è un personaggio complesso almeno quanto una figura mitologica dell'età classica.

Offline Hero of Sky

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Re:Serie TV
« Risposta #1683 il: Dicembre, 14, 2017, 14:15 »
Paperone è nato solo nel '47, era il suo compleanno giusto ieri
Hero sì ma tutti gli autori che citi non hanno problemi a parlare di "hatched", a mostrare quadri con Qui, Quo e Qua bebè disegnati come uova col cappellino, a far staccare a Paperino una piuma dalla coda, a fare battute sulla toposità di Topolino e/o addirittura ad usare personaggi semiantropomorfi come Gancio. Don Rosa non arriva a questi "eccessi" (eccessi per lui e per te ma evidentemente normalità per il 99% degli autori) ma anche lui inserisce spesso gag visive con la coda di Paperone (quando è agitato o emozionato si muove in modo particolare).

Si può preferire chi ti pare a chi ti pare ma di base che Paperino sia un papero antropomorfo, più uomo che papero ma comunque papero, è un assunto di base nel fumetto Disney. Quindi, ritornando all'inizio di questa discussione, non c'è niente di male se un papero si definisce "papero". Paperon de' Paperoni nei fumetti di quanti autori è "il papero più ricco del mondo"?

Comunque duck è anatra OHOHOHOH


Don Rosa non mi è molto familiare e comunque è un unicum nel fumetto disneyano destinato a rimanere irripetibile per  la ricerca filologica. Passando invece ad autori più vicini a noi italiani non si contano le innumerevoli volte in cui Faraci ha scherzato sulle orecchie di Topolino, addirittura qualche volta paragonate a un bagaglio a mano (Ci scherza anche in MMMM, il che è strano solo in apparenza) o ad esempio il sommo Cimino in questa storia https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2009-4 fa tagliare al triprofessore barbuto la coda di Paperone. Oppure in quest'altra https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2119-1 si scherza sulla voce gracchiante di Paperino. Tutte gag su cui si gioca sulla doppia natura dei personaggi Disney, che sarebbe però completamente sbagliato ridurre ad animali antropomorfi. Lo stesso Paperino è un personaggio molto complesso e oltre a rappresentare l'uomo medio è anche un vigilante (Paperinik), un supereroe (PK) e un agente segreto (Doubleduck). Sicuramente l'autore che ha a più a cuore la coerenza narrativa di Paperopoli è Artibani. Basta pensare all'Ultima Avventura. Mi sento molto vicino alla sua concezione di universo unico, in questo senso

Offline Zanzegù

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Re:Serie TV
« Risposta #1684 il: Dicembre, 14, 2017, 16:57 »
sì però guarda tutto il processo di creazione di questi personaggi. Paperino mi pare che sia nato intorno al periodo della depressione; inizialmente era una macchietta, esattamente come topolino. Il lato comico era questo tizio che era vittima della sfiga e starnazzava come un'anatra incazzata, perennemente povero ma con uno zio ricchissimo. Era qualcosa che divertiva il pubblico dell'epoca e per questo ha avuto successo. Ma sia Paperino che Topolino hanno toccato qualcosa che andava oltre la contingenza storica in cui sono nati. Questo qualcosa è piaciuto al pubblico, e quindi gli autori hanno pensato di fare altro con questi personaggi. Da lì in avanti si è creata un'interazione tra pubblico e autori che si basa sul fatto che questi personaggi esistono con certe caratteristiche sia nella mente del pubblico, sia nella mente dei creatori, e quando il pubblico va a vedere un cartone di Paperino o l'autore crea quel cartone, sia pubblico che autori devono fare i conti con Paperino come persona praticamente vivente. Questo processo creativo è comune a tutte le religioni, specialmente quelle politeiste. 
Andando su quello che dici tu: l'essere papero è un impedimento solo nella misura in cui percepisci il carattere macchiettistico di un papero parlante, che è esattamente come è nato il personaggio, come una macchietta. Ma quello che Paperino era all'inizio ora non lo è più, ne rimane solo qualcosa. Il fatto che col tempo sia diventato un personaggio con caratteristiche che lo rendono in una certa misura "vero" non era un esito scontato. Immagino che Hero trovi disturbante il fatto che un personaggio autentico, vivo in un certo senso, sia un papero che starnazza sgridazza (grazie imprenditori e avvocati del nord) e che va in giro a culo nudo, quando effettivamente è un personaggio complesso almeno quanto una figura mitologica dell'età classica.

Non nego che Paperino con il tempo sia diventato un personaggio "complesso" (uso le virgolette perché è stato interpretato praticamente in tutti i modi possibili da un sacco di autori diversi, cosa che non farei coincidere con la complessità), conosco bene la storia del suo personaggio.
Dico solo che, ancora... il fatto che sia un papero non ne sminuisce la caratterizzazione. Non vedo perché dovrebbe.
E aggiungo che il 90% delle linee guida per il suo carattere viene dalle storie di Barks. Così come Paperone, i nipotini moderni e le giovani marmotte, Amelia, i bassotti, Gastone, Nonna papera, Archimede, Cuordipietra e tutte le relative caratterizzazioni. E anche quella di Paperopoli stessa, con il deposito e tutto. Tutta farina del sacco di Barks. Lo stesso Barks che ha scritto "hatched". Penso che la sua opinione si possa tenere in considerazione :laughing7:

Tutte gag su cui si gioca sulla doppia natura dei personaggi Disney, che sarebbe però completamente sbagliato ridurre ad animali antropomorfi. Lo stesso Paperino è un personaggio molto complesso e oltre a rappresentare l'uomo medio è anche un vigilante (Paperinik), un supereroe (PK) e un agente segreto (Doubleduck). Sicuramente l'autore che ha a più a cuore la coerenza narrativa di Paperopoli è Artibani.

Talmente tanto che Potere & Potenza, di Artibani eh, si risolve con PK che inganna gli evroniani seminando in giro le sue piume :D

Poi se un personaggio è molto complesso perché gli hanno fatto lo spin-off in cui fa l'agente segreto attendo i trattati sociologici su Cip e Ciop...


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Offline Sidvicious85

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Re:Serie TV
« Risposta #1685 il: Dicembre, 14, 2017, 17:13 »
Non nego che Paperino con il tempo sia diventato un personaggio "complesso" (uso le virgolette perché è stato interpretato praticamente in tutti i modi possibili da un sacco di autori diversi, cosa che non farei coincidere con la complessità), conosco bene la storia del suo personaggio.
Dico solo che, ancora... il fatto che sia un papero non ne sminuisce la caratterizzazione. Non vedo perché dovrebbe.
E aggiungo che il 90% delle linee guida per il suo carattere viene dalle storie di Barks. Così come Paperone, i nipotini moderni e le giovani marmotte, Amelia, i bassotti, Gastone, Nonna papera, Archimede, Cuordipietra e tutte le relative caratterizzazioni. E anche quella di Paperopoli stessa, con il deposito e tutto. Tutta farina del sacco di Barks. Lo stesso Barks che ha scritto "hatched". Penso che la sua opinione si possa tenere in considerazione :laughing7:

Credo tu non capisca bene quello che sto dicendo. La complessità di Paperino non deriva dall'accumularsi di storie diverse come semplice somma aritmetica. Non è il numero di storie di cui è stato protagonista che ne fa un personaggio complesso. E' il fatto di aver sperimentato a sufficienza con il personaggio, interagendo con la percezione del pubblico, ad aver creato un personaggio complesso. Quando inizi a costruire un personaggio parti da un'idea di quello che è molto aperta. Col tempo, se il pubblico ti dà retta e ti dà feedback, inizi a capire cosa quel personaggio può fare e può non fare. A un certo punto, hai esplorato a sufficienza quel personaggio da costruire dei chiari limiti alle sue possibilità. A quel punto non si tratta più di un personaggio frutto dell'immaginazione dell'autore, dato che non è pienamente padrone di fare quello che vuole del personaggio, né è pienamente nelle mani del pubblico, dato che altrimenti non ci sarebbero storie nuove. E' frutto di uno scambio tra pubblico e autori, e il personaggio è vivo in quella sfera intersoggettiva che rende possibile la comunicazione tra le due parti. Barks può anche avere le sue idee su Paperino, ma il Paperino di Barks non appartiene più a Barks, ma al pubblico di Barks. E se a Barks non fregasse niente del pubblico si sarebbe tenuto il personaggio per se e non avrebbe pubblicato i suoi fumetti.

Offline Feffe

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Re:Serie TV
« Risposta #1686 il: Dicembre, 15, 2017, 02:27 »
Ma in realtà la cosa è molto più semplice.

Bugs Bunny è un coniglio che fa delle cose da uomo, tipo -beh- parla o magari mangia i cibi che mangerebbe un uomo, ma di base vive in un buco, mangia carote ed è cacciato da Taddeo. Discorso analogo per Daffy Duck, addirittura emigra d'inverno come tutte le anatre. Il gatto Silvestro? E' un gatto che mangia topi e canarini. I Looney Tunes hnno qualche comportamento umano ma rimangono di base animali. (L'unica eccezione è forse Porky Pig, il cui carattere... porco non mi sembra sia mai importante, potrebbe benissimo essere un omino nano come Taddeo e non cambierebbe niente - per quanto non abbia tutta questa grande cultura sui Looney Tunes eh).

Paperino anche nel cartone più idiota non mangia vermi, non vive sott'acqua, non ha un padrone e tanto meno è cacciato durante la Duck Season. E' prima di tutto un uomo con le fattezze di papero. Poi i fumetti hanno approfondito molto la sua psicologia e quella dei suoi parenti (lo Zio in primis) e c'è tutto il discorso che dite voi, però già nella Gallinella Saggia Paperino è prima di tutto un(a caricatura di un certo tipo di) uomo. Non a caso i fumetti dei Looney Tunes non hanno mai preso piede, perché con quei personaggi così animaleschi e burleschi evidentemente non era possibile fare satira, raccontare grandi avventure o nascondere qualche riflessione (fun fact: il primo fumetto disegnato da Barks se non sbaglio è proprio con Bugs Bunny: poteva scegliere di sceneggiare Bugs ma ha scelto Paperino, ci sarà un motivo).

Questo non toglie però che Paperino sia un papero, come il fatto che Daffy Duck sia tutto quello che abbia detto non toglie che poi si traveste da Robin Hood e normalmente un'anatra non si traveste da Robin Hood. E quindi sarà nato da un uovo, avrà le piume al posto dei peli, andrà in giro senza pantaloni e potrà permettersi di dire SBARAQUACK (espressione mai sentita in bocca a Pippo o Topolino).

Molto semplicemente come dicevo all'inizio come nel nostro mondo ci siamo noi "scimmie sapienti" e le scimmie, nel mondo Disney ci sono i paperi sapienti ed i paperi, i topi sapienti ed i topi, i cani sapienti (su cui spiccano i pippidi) ed i cani.
"Secondo voi, perché un uomo insegue i sogni?"
"Domanda da talk show notturno. Qual è la risposta?"
"Per amore... solo per amore."

"Per quanto tu possa sforzarti non troverai mai i confini della tua anima, tanto profondo è il suo logos."

"La gente ama le scimmie, e continuerà a farlo, almeno sinché le scimmie non si organizzeranno e conquisteranno il mondo. A quel punto la gente le amerà ancora, ma solo perché non farlo sarà illegale."

So long, and thanks for all the fish.
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Offline Loz00

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Re:Serie TV
« Risposta #1687 il: Dicembre, 30, 2017, 01:23 »
Ho appena visto i primi quattro episodi di DuckTales.
Che dire, la serie è divertente e carina, ma mi aspettavo un focus minore sui nipotini ed una maggior attenzione per le avventure dello Zione + Paperino, Qui, Quo, Qua e Gaia. Il punto di merito è nella caratterizzazione dei personaggi: non solo i personaggi principali sono ben caratterizzati (Paperino è iperprotettivo, Paperone è avido ma dal buon cuore ecc...) ma la cosa che mi ha stupito di più è la caratterizzazione di Gaia, che finalmente smette di essere la classica femminuccia e diventa una Vedova Nera fangirl della famiglia dei Paperi, un po' la rappresentazione del fan che ha conosciuto Paperino & co. tramite i fumetti, e dei nipotini, che finalmente hanno un carattere abbastanza ben distinto: se Qui è il più maturo dei tre, Quo e Qua sono più casinisti ed in particolare Quo è il più "fuck the authority" dei tre, nonostante sembri essere il principale, almeno nel primo episodio e l'unico pronto a
Spoiler (click to show/hide)
laddove Qua invece è pigro e sfaticato (significativo è il terzo episodio in questo caso).


Se siete fan accaniti delle avventure dei paperi guardatelo, se no provate prima con i primi due episodi, visto che, almeno il terzo ed il quarto, sono più sulla scia del secondo, mentre il primo è di un altro livello.
Every soul contains a whisper of light, growing louder as it calls to unite. From the distance sings a chorus of souls, rising slowly, stirring heat from the coals.

Offline NINTENDARO.DOC

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Re:Serie TV
« Risposta #1688 il: Gennaio, 06, 2018, 21:57 »
Ho visto i primi due episodi della nuova di Netflix La Casa di Carta, una serie spagnola. Mi sta piacendo molto, la consiglio a tutti.
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«Un gioco posticipato potrebbe essere alla fine un buon gioco, un cattivo gioco è cattivo per sempre.»
Cit. di Miyamoto.

Offline Sidvicious85

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Re:Serie TV
« Risposta #1689 il: Gennaio, 08, 2018, 15:08 »
Gig se stai leggendo recupera Brooklyn nine-nine. Stessi autori di the office and parks&rec (cioè Michael Schur, Mose Schrute di the Office), per ora (sono alla 6 puntata) è fenomenale

Offline Lord Ridley

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Re:Serie TV
« Risposta #1690 il: Gennaio, 15, 2018, 22:04 »
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Offline Rin

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Re:Serie TV
« Risposta #1691 il: Gennaio, 26, 2018, 18:39 »
Visto The End of the F***ing World, serie breve ma intensa, il finale mi ha lasciata spiazzata. Qualcuno lo ha visto?


~Tapatalco

Offline Master Zero

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Re:Serie TV
« Risposta #1692 il: Febbraio, 06, 2018, 10:09 »
Visto The End of the F***ing World, serie breve ma intensa, il finale mi ha lasciata spiazzata. Qualcuno lo ha visto?


~Tapatalco

Me ne hanno parlato giusto ieri, sembra interessante anche da quel che ho capito della sinossi.
Qualcuno di voi invece ha mai visto The Thick of It, serie britannica?

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Offline Joseph

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Re:Serie TV
« Risposta #1693 il: Febbraio, 12, 2018, 15:38 »
Visto The End of the F***ing World, serie breve ma intensa, il finale mi ha lasciata spiazzata. Qualcuno lo ha visto?


~Tapatalco

Piccolo capolavoro  :)
Anche io stessa sensazione per il finale.
"Il tragico della vita è che tutti hanno le loro ragioni"


Offline Rin

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Re:Serie TV
« Risposta #1694 il: Febbraio, 12, 2018, 17:12 »
Piccolo capolavoro  :)
Anche io stessa sensazione per il finale.

Mi viene da pensare che ci sarà una continuazione, ma non mi sembra abbiano detto qualcosa per una seconda serie.


~ Tapatalco

 

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