Autore Topic: Il topic della politica  (Letto 507215 volte)

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Offline Sidvicious85

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7035 il: Novembre, 19, 2017, 18:40 »
https://it.wikipedia.org/wiki/Qualunquismo
A me sembra che in generale la chiesa non rinneghi l'etica delle altre religioni ed è, ovviamente, un poco meno accusatrice di un tempo riguardo altre culture, altri dei ecc..
Che Dio per la chiesa sia unico e distinto magari rimane un concetto base però insomma si può dire lo martellino di meno, forse a volte cercando magari di essere un poco piacioni.
Insomma Coesistenza della morale si, indubbiamente, sarebbe anche azzardato da parte loro rinnegare la morale altrui, probabilmente lo stesso Franceschino sembra avere effettivo interesse verso le altre religioni, se una cosa è condivisibile che la dicano i musulmani o che la dica Totti non cambia molto dal punto di vista qualitativo.

Vabè chiudendola prima di divagarmi credo che Francesco cerchi a differenza dei papi precedenti di essere "Semplicistico", o direi meglio "reale", che pluralista; penso anche perchè oggigiorno non esiste la virtù... no scherzo dicevo: penso anche perchè in questo preciso momento avere delle posizioni troppo risolute, radicali o insomma "Chiuse" sia la porta sbagliata per la sopravvivenza nei media.
Probabilmente il fatto che non sia ben visto come dice Diddy dai "Vecchi" della chiesa più che per fanatismo o chiusura mentale loro è il fatto che tende ad essere un po' troppo semplicista buttandola spesso sulla natura sociale piuttosto che dispensando chiavi e soluzioni divine.

Magari direi che la chiesa prima più che in questioni di accettazione era più una strada lineare e delle regole da seguire mentre papa Francesco nel suo piccolo sembra un pochino indichi la morale in un qualcosa di vago e sociale non di interpretazione ma di analisi?
Più costrutto e complesso di prima magari sulla falsariga "Mettere i piedi nelle scarpe degli altri" con conseguente accettazione di situazioni e comportamenti prima visti parecchio male dalla chiesa?Il fascino che a me da è appunto il fatto che oltre a dare prediche faccia e si faccia anche domande, che lo porta ad avere una gamba più in avanti di moltri altri.

hai ragione sul fatto che la Chiesa era di fatto pluralista da un pezzo per quanto riguarda le altre religioni, immagino almeno dalla seconda guerra mondiale. Resta però il fatto che la posizione materialista è rimasta ed è ancora oggi in parte un grosso taboo per la Chiesa. Per materialismo intendo qualcosa di assimilabile all'ateismo, anche se gli atei non sono sempre consapevolmente materialisti. Gli atei che conosco sentono di doversi difendere dicendo "il fatto che non crea in Dio non significa che non sono spirituale", ridicolo. Il materialista è quello che considera la realtà come interamente disincantata. Per cui, alcune azioni che per la chiesa hanno un significato intrinseco, per il materialista non ce l'hanno. Non ha senso vietare il suicidio se lo stesso concetto di "proprietà" non ha nessun senso. Non ti togli la vita perché hai diritto di farlo, ti togli la vita perché puoi farlo e vuoi farlo.  Con una religione la Chiesa può discutere perché hanno un modo di pensare simile; ma il materialismo apre la strada a un relativismo che mette in crisi l'esistenza stessa della Chiesa, i presupposti su cui opera. E quindi la Chiesa ha sempre guardato con molto sospetto e delegittimato alla base qualsiasi dottrina fondata sul materialismo, tipo il comunismo. Allo stesso modo la chiesa ha sempre opposto posizioni "etiche" basate sul concetto che l'individuo è proprietario di se stesso, come in caso di aborto, divorzio, eutanasia. Non credo per tanto per il fatto che ammazzi i feti, o condoni il suicidio, o distruggi la famiglia, quanto per il fatto che non possono accettare una visione del mondo in cui il significato comune, l'area intersoggettiva in cui la religione ha messo le sue radici e in cui prospera, sia rifiutata completamente.

Mi chiedo se, nei fatti, questo Papa tolleri la possibilità che le persone possano consapevolmente o inconsapevolmente vivere da "materialisti", come se Dio non esistesse (faccio il verso all'espressione "veluti si Deus daretur").

Offline Zanzegù

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7036 il: Novembre, 19, 2017, 18:46 »
Perché i casi mediatici sono stati sempre politicizzati, da entrambi gli schieramenti. Chi frequenta e conosce gli ospedali sa bene che nel silenzio delle corsie le macchine vengono spente spesso e volentieri senza tanto clamore.
I casi Welby e Englaro sono nati come dei "coming out" per generare un dibattito e fare lice su un vuoto legale.
É ovvio che se si politicizza una vicenda, la Chiesa risoondeva allo stesso modo. Ma nella migliore tradizione italiana, le cose si son sempre fatte di nascosto senza clamore.

Può darsi, non conosco bene queste situazioni. Però negli ospedali ci lavorano i medici (laici), non i vescovi, quindi non penso che il comportamento tenuto dai primi fosse indicativo delle posizioni ufficiali dei secondi. Ripeto, quando c'è stato da prendere posizione ufficialmente, la chiesa si è sempre dichiarata contraria allo stop delle cure (poi magari mi son perso qualcosa, può darsi).
Comunque su questa cosa continuate a non convincermi. Ricordo centinaia di discorsi che suonavano tipo "sta a dio decidere quando una persona deve morire, interrompere le cure causerebbe una morte innaturale", magari era soltanto l'opinione dei singoli vescovi, ma beh, fanno parte della chiesa (in ruoli importanti, non pretini di paese) e in televisione ci andavano loro. Ergo...

Sulla differenza tra stop alle cure e eutanasia: sicuramente c'è, e sicuramente l'eutanasia copre un campo molto più vasto e con qualche implicazione in più, come avevo detto. Ho tirato fuori il fatto che le differenze tra le due cose siano molti sottili proprio in relazione ai momenti in cui la chiesa ha preso posizione dichiarandosi contro l'eutanasia, quando in realtà erano casi in cui non si trattava di eutanasia ma di stop all'accanimento terapeutico.
In realtà anche questa è una cosa che andrebbe stabilita con una legge: nel momento in cui una persona ha il sondino, andare a toglierglielo è un po' come fare un'iniezione letale. Se tolgo il pacemaker a uno che ne ha bisogno somiglio più a un assassino che non a un medico che non somministra una cura. Bisognerebbe sapere prima come agire in questi casi, grazie al testamento biologico. Perché se sono malattie che "mordono", il sondino magari ti prolunga solo l'agonia di un paio di giorni. Ma in caso di incidenti molto gravi o di malattie degenerative la cosa può durare anche decenni.
Poi vabbè direi anche che le differenze tra eutanasia e stop all'accanimento esistono per chi "somministra" la morte, più che per chi la riceve, ma capisco che la chiesa parta da un'altra concezione, in cui l'autonomia individuale viene minimizzata il più possibile. Però secondo me se uno stato di diritto, e quindi fondato su princìpi laici, accetta una delle due cose deve per forza accettare anche l'altra. Dopotutto sullo stop alle cure il paziente ha diritto di esprimersi, dovrebbe avercelo anche sull'eutanasia.

Su papa Francesco invece devo dire che un po' lo apprezzo anche io, da ateo bastardo. Penso che sappia limitarsi al suo ruolo di guida spirituale senza degenerare in cacacazzo internazionale molto meglio dei suoi predecessori. E mi piace che ogni tanto faccia incazzare capi di stato, politici e alte sfere ecclesiastiche. Vuol dire che qualcosa lo sta azzeccando, fermo restando che personalmente non condivido molte delle sue posizioni, e che potrebbe iniziare a pagare le tasse, ma vabbè sono altri discorsi.
Però ammetto che quando si presentò nel parlamento americano e fece il cazziatone a tutti sulle armi mi ha gasato di brutto. E poi sa fare quei giochini con le tovaglie :2mdknie:
« Ultima modifica: Novembre, 19, 2017, 18:48 da Zanzegù »


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Offline Sidvicious85

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7037 il: Novembre, 19, 2017, 19:01 »

Sulla differenza tra stop alle cure e eutanasia: sicuramente c'è, e sicuramente l'eutanasia copre un campo molto più vasto e con qualche implicazione in più, come avevo detto. Ho tirato fuori il fatto che le differenze tra le due cose siano molti sottili proprio in relazione ai momenti in cui la chiesa ha preso posizione dichiarandosi contro l'eutanasia, quando in realtà erano casi in cui non si trattava di eutanasia ma di stop all'accanimento terapeutico.
In realtà anche questa è una cosa che andrebbe stabilita con una legge: nel momento in cui una persona ha il sondino, andare a toglierglielo è un po' come fare un'iniezione letale. Se tolgo il pacemaker a uno che ne ha bisogno somiglio più a un assassino che non a un medico che non somministra una cura. Bisognerebbe sapere prima come agire in questi casi, grazie al testamento biologico. Perché se sono malattie che "mordono", il sondino magari ti prolunga solo l'agonia di un paio di giorni. Ma in caso di incidenti molto gravi o di malattie degenerative la cosa può durare anche decenni.
Poi vabbè direi anche che le differenze tra eutanasia e stop all'accanimento esistono per chi "somministra" la morte, più che per chi la riceve, ma capisco che la chiesa parta da un'altra concezione, in cui l'autonomia individuale viene minimizzata il più possibile. Però secondo me se uno stato di diritto, e quindi fondato su princìpi laici, accetta una delle due cose deve per forza accettare anche l'altra. Dopotutto sullo stop alle cure il paziente ha diritto di esprimersi, dovrebbe avercelo anche sull'eutanasia.

sì ma non è il fatto di togliere il sondino, in molti casi è più il fatto di non metterlo. Tipo mia nonna ha avuto il sondino, quando si è trattato di decidere i miei parenti laici erano abbastanza in dubbio (del resto non è piacevole vedere tua madre morire di fame), i parenti cristiani piuttosto sicuri, morale, le hanno messo il sondino ed è andata avanti due anni. Quando è morta il prete che officiava ha presentato la cosa come coraggiosa, in contrasto al caso di Eluana Englaro che in quei giorni "stava venendo uccisa" (a quel punto mi sono alzato e sono uscito dalla chiesa per non bestemmiare a un funerale, sono una persona civile). Comunque sì, checché ne dicesse il prete il fatto di non intervenire per tenere in vita una persona non è la stessa cosa che staccare un macchinario che tiene in vita una persona, e per decidere se sia giusto o no staccare il macchinario mi chiederei se quello era l'esito che mi aspettavo quando ho deciso di attaccarla al macchinario. Quella è la differenza tra accanimento terapeutico ed eutanasia. L'accanimento terapeutico, secondo me, è quando hai a che fare con un esito anomico, imprevisto, dato dalla tecnica. Cioè: immagino che quando hanno attaccato Eluana Englaro alla macchina speravano ancora si potesse svegliare dal coma, quando il coma si è protratto per decenni è evidente che la tecnica non stava servendo le loro intenzioni, ma era fine a se stessa, e quindi avevano tutte le ragioni a non esercitare più quel controllo tecnico sulla vita della figlia. Nell'eutanasia, sia le intenzioni che la tecnica sono perfettamente allineate: usi la tecnica per esercitare controllo sulla tua vita, e questo controllo, secondo la Chiesa, non è tuo per scegliere.

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7038 il: Novembre, 19, 2017, 19:42 »
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Re:Il topic della politica
« Risposta #7039 il: Novembre, 19, 2017, 20:28 »
immagino che la prima sia un azione vera e proprio, la seconda un'omissione.

Citazione da: Masahiro Sakurai
Remember, no matter how big you may be, there is always someone bigger.

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7041 il: Novembre, 20, 2017, 02:31 »

Quella trilogia è stupenda ma codesta scena in particolare l'ho sempre odiata, Batman sei un ipocrita di merda :cussing:

sì ma non è il fatto di togliere il sondino, in molti casi è più il fatto di non metterlo. Tipo mia nonna ha avuto il sondino, quando si è trattato di decidere i miei parenti laici erano abbastanza in dubbio (del resto non è piacevole vedere tua madre morire di fame), i parenti cristiani piuttosto sicuri, morale, le hanno messo il sondino ed è andata avanti due anni. Quando è morta il prete che officiava ha presentato la cosa come coraggiosa, in contrasto al caso di Eluana Englaro che in quei giorni "stava venendo uccisa" (a quel punto mi sono alzato e sono uscito dalla chiesa per non bestemmiare a un funerale, sono una persona civile). Comunque sì, checché ne dicesse il prete il fatto di non intervenire per tenere in vita una persona non è la stessa cosa che staccare un macchinario che tiene in vita una persona, e per decidere se sia giusto o no staccare il macchinario mi chiederei se quello era l'esito che mi aspettavo quando ho deciso di attaccarla al macchinario. Quella è la differenza tra accanimento terapeutico ed eutanasia. L'accanimento terapeutico, secondo me, è quando hai a che fare con un esito anomico, imprevisto, dato dalla tecnica. Cioè: immagino che quando hanno attaccato Eluana Englaro alla macchina speravano ancora si potesse svegliare dal coma, quando il coma si è protratto per decenni è evidente che la tecnica non stava servendo le loro intenzioni, ma era fine a se stessa, e quindi avevano tutte le ragioni a non esercitare più quel controllo tecnico sulla vita della figlia. Nell'eutanasia, sia le intenzioni che la tecnica sono perfettamente allineate: usi la tecnica per esercitare controllo sulla tua vita, e questo controllo, secondo la Chiesa, non è tuo per scegliere.

Mi piace la distinzione in base alla tecnica, ma non è sempre così lineare, ad esempio nelle malattie degenerative a un certo punto il sondino diventa l'unica cosa che puoi fare. Interrompere le cure in quel momento della malattia, o prima, secondo me non fa molta differenza, o meglio, quando possibile dovrebbe deciderlo il paziente.
E anche interrompere le cure non è un semplice interrompere le cure, sapevo che in quei casi somministrano anche roba per "addolcire" la morte (altrimenti uno soffrirebbe parecchio o morirebbe di inedia), per cui con l'eutanasia c'è pure subito un collegamento semantico.

Cmq rimangono due cose distinte, ma resto dell'idea che agli estremi si somiglino molto. È anche uno dei motivi per cui serve (e sarebbe servita già in precedenza) una legge. E per cui la posizione della chiesa è così ambigua. Non mi piace che ci si metta a fare le pulci su quale stadio aveva raggiunto la malattia, o su quale metodo si è usato per dare la morte (di questo si tratta) per distinguere le due cose.
Poi ovviamente ci sono anche altri casi in cui la distinzione è più netta.


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Re:Il topic della politica
« Risposta #7042 il: Novembre, 20, 2017, 10:59 »
per molti versi può assomigliare ad un piano inclinato se analizzi la situazione da fuori. I motivi individuali non sono chiari, per cui puoi confondere le due cose. Un esempio bislacco: metti che uno poggia una bottiglietta di succo di frutta quasi vuota su un tavolo. Le vespe iniziano ad entrare per il succo, quando cercano di uscire non riescono a risalire le pareti lisce di vetro e muoiono dentro. Quella persona aveva intenzione o meno di ammazzare le vespe? era una trappola? Puoi saperlo solo se conosci i motivi della persona, che da fuori sono molto difficili da ricostruire. Come fai a sapere se la persona non mente? Magari dà una ragione buona per non voler ammazzare le vespe con una trappola del genere ("non avrei potuto pensarci", "non uccido gli animali") ma le ragioni son diverse dai motivi, e possono essere usate per nascondere i motivi.
 
Da una prospettiva individuale, cioè in termini di scelta, è impossibile non distinguere le due cose. Tu compi un azione in vista di un fine, e il motivo per cui compi l'azione ti è chiaro mentre compi l'azione. Magari non ti è chiaro dopo, ma nel momento in cui compi l'azione lo sai. Siccome la chiesa ha interesse nella salvezza individuale delle persone, deve specificare quali motivi sono peccato e quali no. L'eutanasia è chiaramente irreconciliabile con la dottrina cristiana. Il non accanimento terapeutico no. Però quando giudichi l'azione da fuori è difficile dire il motivo dietro al non accanimento, e da questa prospettiva, le due cose finiscono per assomigliarsi nei casi estremi a cui ti riferisci. Se la chiesa è tenuta a giudicare il comportamento individuale, fa difficoltà ad accettare queste ambiguità. Il problema è che alla maggior parte delle persone questo piano inclinato sembra, a ragione, un sofisma perché non devono ingaggiare con la logica formale a cui è tenuta la chiesa in questo caso. Non devono tirare fuori una regola generale, possono giudicare caso per caso. E nel caso di Eluana Englaro, per esempio, la logica formale in cui molti cristiani sono rimasti intrappolati ha generato un comportamento incivile, che il pubblico generale, meno interessato alla prospettiva filosofica, non ha gradito.

« Ultima modifica: Novembre, 20, 2017, 11:00 da Sidvicious85 »

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7045 il: Novembre, 21, 2017, 12:21 »


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Re:Il topic della politica
« Risposta #7046 il: Novembre, 21, 2017, 12:38 »
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Offline Diddy Kong

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7047 il: Novembre, 21, 2017, 12:58 »
io invece credo di capire cosa intende, però Diddy non ha esattamente risposto alla domanda. Su alcune questioni il catechismo, cioè la componente sostantiva delle credenze della chiesa non è davvero cambiata. Quello che è cambiato, mi pare, è la componente procedurale, cioè, la parte di metodo con cui la chiesa sostiene queste credenze nel mondo. Per questo chiedevo a Diddy (e non mi hai esattamente risposto, Diddy)  se questo cambio tra una posizione di fatto con la pretesa di monismo e una posizione che di fatto è pluralista sia percepita dal mondo cattolico. Ossia, il cambiamento tra una Chiesa che agisce come se fosse l'unica fonte di etica/morale nel mondo, l'unica ad avere legittimità ad esistere, e una Chiesa che agisce come se accetti il fatto che esistano una pluralità di produzioni di contenuti etici/morali e che questi debbano coesistere. In altre parole: la Chiesa in un caso avrebbe la sua visione su aborto o altre questioni etiche, ed è una visione assoluta, e agisce come se qualsiasi altra visione non abbia ragione di esistere e fa in suo potere il possibile per realizzare la sua visione e impedire le altre (includendo un livello di scontro molto alto, pressioni politiche etc.), nel secondo caso riconosce il fatto che possano esistere nella società altri modi di vedere la stessa faccenda e lascia che le persone scelgano liberamente la sua verità. Probabilmente nessuno di questi due modi di essere rispecchia al 100% la Chiesa di GPII o Benedetto XVI e quella di Francesco, ma mi pare chiaro che le prime due vertano più verso il monismo e la seconda più verso il pluralismo -- ovviamente non come posizione dichiarata ma come tipo di azioni, agendo "come se" fosse vera una credenza o l'altra.

La percezione del cambio dipende assai dagli ambienti.
Prima ho usato il termine "indifferentismo" perché è quello che usava Pio IX nel Sillabo, che peraltro lui condannava perché lo riteneva un ideale massonico ("tutte le religioni sono uguali").
Ora quello di Francesco di certo non è indifferentismo, è l'applicazione di un modo di percepire la Chiesa che viene dall'ultimo concilio: la chiesa non è la gerarchia, è la comunità intera e l'appartenenza a tale comunità non è fisica, una cosa che fa l'occhiolino al cristianesimo anonimo di Rahner, che peraltro fu uno dei principali ideologhi del concilio.

Tornando a come viene vissuto questo nella chiesa, posso dirti del mio ambiente (quello Neocatecumenale).
Una delle cose più criticate del "pensiero Neocatecumenale" perché ritenuta troppo progressista fu proprio questa idea di chiesa non fisica, quindi al di fuori di essa ci sono persone già "salate" (Gesù diceva agli Apostoli che erano il sale della terra) che magari in vita non si convertono né entrano nella chiesa, ma il loro desiderio interiore di bene basta per renderli anche loro chiesa, come i praticanti (che a loro volta non è detto che siano chiesa nonostante siano praticanti).
Quindi sì da una parte rimane la necessità di evangelizzare e tutto, dall'altra siamo lontani anni luce dall'Extra Ecclesiam Nulla Salus, e ciò mi sembra abbastanza corrispondente al modo di agire di Francesco: al massimo lui lo fa in una salsa più di sinistra e ancora più concreta.
Da sto punto di vista il modo di agire di Francesco è stato in generale accolto positivamente, anzi ricordo che a pochi mesi dalla elezione una delle cose più apprezzate di lui era il suo "anticlericalismo".
C'è da dire che se leggi Socci o Radio Spada o ti sposti in ambienti più conservatori non trovi tutta questa accoglienza, anzi i nostalgici di Ratzinger ci sono. Ma va detto che sono relativamente pochi, e molti si permettono di definirsi sedevacantisti o robe del genere.
« Ultima modifica: Novembre, 21, 2017, 13:02 da Diddy Kong »
Oh via su internet scrive chiunque pure frate indovino. che ci sia un sito dove si dice che perché ha vinto rutte ha vinto la paura, mentre la democrazia vinceva solo qualora avesse prevalso quell'impomatato in stile wolf of wall stress, non mi scandalizza molto.
Lasciamoli scrivere, il loro candidato "crociato" l'ha preso in culo e allora cercano di dare un senso più grande e meno degradante alla loro sconfitta, che invece si giustifica col semplice fatto che sono solo dei poveri dementi, votati da altri poveracci con la bava alla bocca: per fortuna in Olanda non sono molti, visto che il tanto odiato  "sistema" ha portato benessere, lavoro, rum e cocaina a tutti.

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7048 il: Novembre, 21, 2017, 13:24 »
La percezione del cambio dipende assai dagli ambienti.
Prima ho usato il termine "indifferentismo" perché è quello che usava Pio IX nel Sillabo, che peraltro lui condannava perché lo riteneva un ideale massonico ("tutte le religioni sono uguali").
Ora quello di Francesco di certo non è indifferentismo, è l'applicazione di un modo di percepire la Chiesa che viene dall'ultimo concilio: la chiesa non è la gerarchia, è la comunità intera e l'appartenenza a tale comunità non è fisica, una cosa che fa l'occhiolino al cristianesimo anonimo di Rahner, che peraltro fu uno dei principali ideologhi del concilio.

Tornando a come viene vissuto questo nella chiesa, posso dirti del mio ambiente (quello Neocatecumenale).
Una delle cose più criticate del "pensiero Neocatecumenale" perché ritenuta troppo progressista fu proprio questa idea di chiesa non fisica, quindi al di fuori di essa ci sono persone già "salate" (Gesù diceva agli Apostoli che erano il sale della terra) che magari in vita non si convertono né entrano nella chiesa, ma il loro desiderio interiore di bene basta per renderli anche loro chiesa, come i praticanti (che a loro volta non è detto che siano chiesa nonostante siano praticanti).
Quindi sì da una parte rimane la necessità di evangelizzare e tutto, dall'altra siamo lontani anni luce dall'Extra Ecclesiam Nulla Salus, e ciò mi sembra abbastanza corrispondente al modo di agire di Francesco: al massimo lui lo fa in una salsa più di sinistra e ancora più concreta.
Da sto punto di vista il modo di agire di Francesco è stato in generale accolto positivamente, anzi ricordo che a pochi mesi dalla elezione una delle cose più apprezzate di lui era il suo "anticlericalismo".
C'è da dire che se leggi Socci o Radio Spada o ti sposti in ambienti più conservatori non trovi tutta questa accoglienza, anzi i nostalgici di Ratzinger ci sono. Ma va detto che sono relativamente pochi, e molti si permettono di definirsi sedevacantisti o robe del genere.

grazie mille per la spiegazione; non usando i termini che mi sono familiari (monismo vs pluralismo) , che effettivamente sono una forzatura per quanto riguarda una religione monoteista comunque mi pare che la mia intuizione sia abbastanza in linea con le tue conclusioni: cioè che il cambiamento nelle relazioni tra Chiesa e società in generale sottenda un cambiamento nel come la Chiesa concepisca se stessa in relazione agli altri. E' una cosa che trovo molto positiva. Come dicevo, non voglio che la Chiesa si trasfiguri o abbandoni i suoi principi, ma penso sia positivo che concepisca la possibilità di trovare un punto di dialogo / reciproca tolleranza con concezioni filosofiche differenti ma non incompatibili (non mi aspetto che la chiesa "parli" con i neonazi).
I "sedevacantisti" li trovo ridicoli, non capisco come possano considerarsi conservatori e attaccare l'istituzione. Una posizione simile rivela pochezza di pensiero e miopia. Immagino che l'idea di sede vacante serva a non dare un giudizio negativo sulla chiesa, ma considerare come illegittimo un papa è la stessa cosa che considerare illegittima la votazione, e quindi il conclave.

Offline Diddy Kong

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Re:Il topic della politica
« Risposta #7049 il: Novembre, 21, 2017, 14:23 »
grazie mille per la spiegazione; non usando i termini che mi sono familiari (monismo vs pluralismo) , che effettivamente sono una forzatura per quanto riguarda una religione monoteista comunque mi pare che la mia intuizione sia abbastanza in linea con le tue conclusioni: cioè che il cambiamento nelle relazioni tra Chiesa e società in generale sottenda un cambiamento nel come la Chiesa concepisca se stessa in relazione agli altri. E' una cosa che trovo molto positiva. Come dicevo, non voglio che la Chiesa si trasfiguri o abbandoni i suoi principi, ma penso sia positivo che concepisca la possibilità di trovare un punto di dialogo / reciproca tolleranza con concezioni filosofiche differenti ma non incompatibili (non mi aspetto che la chiesa "parli" con i neonazi).

Esatto, il papa non rinnega la dottrina, ma non fa più retroguardia e presenta la dottrina semplicemente come un modo di vivere, che per il cattolico è quello giusto, per il non cattolico è un modo di vivere.
Difatti il gergo da family day, i vari "proteggiamo i bambini", "difendiamo la famiglia" e altri similitudini belliche sono completamente fuori fase rispetto all'atteggiamento del papa, che ha già affrontato le stesse tematiche ma con risultati molto più realistici. Mentre si discuteva del decreto Cirinnà, Francesco si era mostrato a favore delle unioni civili (anche se non sulle adozioni), in barba ai vari Adinolfi e Gandolfini che avrebbero invece bisogno di dare una ripassata a quel catechismo che credono di difendere.

Citazione
I "sedevacantisti" li trovo ridicoli, non capisco come possano considerarsi conservatori e attaccare l'istituzione. Una posizione simile rivela pochezza di pensiero e miopia. Immagino che l'idea di sede vacante serva a non dare un giudizio negativo sulla chiesa, ma considerare come illegittimo un papa è la stessa cosa che considerare illegittima la votazione, e quindi il conclave.

Sono i nostri complottisti, si vantano di essere fedeli al vero cattolicesimo ma si concedono di non accettare un concilio (Vaticano II) lecito quanto quello di Trento e di Nicea con la scusa che non ha contenuti dogmatici, come se le innovazioni del concilio fossero nate tutte in un decennio e non fossero frutto di una riflessione che andava avanti già da un secolo. Il sedevacantismo è insostenibile e tra l'altro è molto politicizzato (a estrema destra).
« Ultima modifica: Novembre, 21, 2017, 14:42 da Diddy Kong »
Oh via su internet scrive chiunque pure frate indovino. che ci sia un sito dove si dice che perché ha vinto rutte ha vinto la paura, mentre la democrazia vinceva solo qualora avesse prevalso quell'impomatato in stile wolf of wall stress, non mi scandalizza molto.
Lasciamoli scrivere, il loro candidato "crociato" l'ha preso in culo e allora cercano di dare un senso più grande e meno degradante alla loro sconfitta, che invece si giustifica col semplice fatto che sono solo dei poveri dementi, votati da altri poveracci con la bava alla bocca: per fortuna in Olanda non sono molti, visto che il tanto odiato  "sistema" ha portato benessere, lavoro, rum e cocaina a tutti.

 

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