Lost Magic

Sfruttare un grande mangaka per caratterizzare i personaggi di un videogioco è, da sempre, una scelta…

Lost Magic (1)
Sfruttare un grande mangaka per caratterizzare i personaggi di un videogioco è, da sempre, una scelta vincente. Sia infatti che si ragioni in termine di vendite e di soldi incassati che si espongano motivazioni inerenti allo stile complessivo dell'opera videoludica, è abbastanza chiaro che la presenza di un vero artista della matita, dai tratti conosciuti e amati, non può che rappresentare un incentivo in più ad interessarsi ad un determinato titolo.
 Questo è stato probabilmente l'intento della Atlus che ha commissionato allo Studio Ghibli la delineazione delle fisionomie dei personaggi e degli ambienti di Lost Magic. Inutile dire che lo Studio Ghibli rappresenta realmente il massimo al quale un appassionato di manga può ambire e che i suoi capolavori nel cinema di animazione ( "Tonari no Tottoro", "Princess mononoke" o, per restare in ambito recente, "La città incantanta" e "Il castello errante di Howl") sono riconosciuti a livello mondiale, tanto che Hayao Miyazaki è stato già insignito di Oscar e Leone d'oro alla carriera.
 La domanda dunque da farsi è: Lost magic ha altri pregi oltre al già lodato character design d'autore?

UN EROE DEL NOSTRO TEMPO



La premessa alla base della trama di Lost Magic è assolutamente banale, stereotipata e insignificante, come nella maggior parte dei Jrpg. Si parla di magia, di un nemico cattivo e imbattibile che vuole diventare un nuovo creatore, di una fine del mondo imminente e di un giovane eroe dal passato oscuro: niente male come raccolta di clichè.
 Per fortuna, una volta preso in mano il pennino, la sensazione di "già visto" svanisce subito, in quanto Lost Magic beneficia di un sistema di controllo del tutto nuovo che, al di là delle etichette, lo avvicina più ad uno strategico in tempo reale che ad un gioco di ruolo giapponese.
 Infatti, sia la modalità dei combattimenti che la possibilità, fin dai primi momenti di gioco, di gestire un piccolo esercito da muovere attraverso dei colpi di pennino ricordano assai le caratteristiche di titoli più vicini alle atmosfere PC, dove regna la modalità del "punta e clicca". Sul DS tale impatto è facilmente replicabile, assegnando al pennino le veci del mouse col quale selezionare in un insieme tutte le truppe e direzionarle a proprio piacere verso un obiettivo.
 Ciò che su PC non si poteva fare ma che su DS risulta davvero divertente è la creazione delle magie attraverso le possibilità artistiche offerteci dal touch screen. Basterà disegnare una runa sullo sfondo apposito(attivabile col dorsale) per ottenere una certa magia di un certo elemento, il tutto in tempo reale. Dal punto di vista globale, il sistema appena descritto è assai ben collaudato e divertente oltre che originale. La scelta di affidare al pennino sia le magie che i movimenti dei personaggi è coraggiosa ma vincente, per quanto possa richiedere un minimo di pratica agli inizi.
Lost Magic (2)

MEMORIE DI UN CACCIATORE



 
 L'impostazione generale, ovvero l'ossatura del gioco è, come accennato, strategica. Gli spostamenti da un luogo all'altro non sono liberi, bensì stilizzati su una mappa che ci impone i luoghi dove si può andare. Inutile dire che questo sistema, oltre che un po' retrò, distingue il gioco dai classici giochi di ruolo dove l'esplorazione e il libero vagabondare nelle praterie pullalanti di nemici random costituiscono un punto fermo.
 Gli unici momenti nei quali è concessa la possibilità di muoversi liberamente sono i combattimenti, che si alternano costantemente ai dialoghi che ne giustificano l'esistenza. Dunque lo schema tipo è dialogo-mappa-combattimento, che si ripete ciclicamente. Il punto importante di questa "triade", è ovviamente costituito dagli scontri, assai divertenti ma anche molto difficili. Gli scopi di ogni stage mutano a seconda dei casi e vanno dallo sconfiggere tutti i nemici al purificare i cristalli. L'unico problema è che, troppo spesso, ci si trova di fronte a degli ostacoli che paiono insormontabili e che richiedono di riprovare la missione fino allo stremo.
 L'approccio alla lotta, se si vuole andare avanti nel gioco(altrimenti si rischia di bloccarsi dopo mezz'ora dall'inizio), deve essere necessariamente razionale e pianificato. Bisogna tener conto del terreno, della posizione dei cristalli, della velocità e della segmentazione del nostro esercito e del tipo di magie da usare, in quanto non tutti i nemici hanno le stesse caratteristiche. Riguardo le magie e lo schieramente dell'esercito è da sottolineare che, dopo un inizio abbastanza elementare con poche rune e solo un tipo di mostri da schierare al nostro fianco, ben presto si imparano a concatenare più rune, onde fare più danni e di causare temibili effetti secondari (surgelamento, staticità ecc.), e si ha la possibilità di buttare nella mischia diversi tipi di mostri, fondamentali per superare certi stage nei quali più che la vostra bravura conta l'elemento magico che caratterizza le vostre truppe.
 Sulla difficoltà mi sento di affermare che è l'estrema abbondanza di nemici(che spesso accedono da un portale che, se non bloccato, ne sforna in numero infinito) e la loro aggressività a costituire il pericolo maggiore per le sorti del giocatore, attanagliato anche dalla morsa del tempo limitato.
 E' spesso arduo terminare una missione al primo colpo e, in ogni caso, prima di rigiocare bisogna anche sorbirsi nuovamente i dialoghi a schermate fisse, assai frustranti nel lungo periodo. Un aspetto interessante risiede nella possibilità di catturarci, con la magia oscura, le truppe da schierare in campo e con le quali lottare, seguendo per la cattura un procedura in stile Pokémon.
 In generale, va riconosciuto, il titolo Atlus è originale, offre soluzioni intriganti a livello di gameplay e potrebbe avere i tratti del titolo per tutti se non fosse che, come spiegato, è legato a doppio filo con una curva di difficoltà spesso accecante.
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MEMORIE DAL SOTTOSUOLO



Il lato tecnico di Lost Magic è tutto sommato di buon livello.
 Dal punto di vista grafico il gioco si presenta in un 2D colorato e ben delineato, con una caratterizzazione generalmente di buon livello. Sicuramente la mano dello Studio Ghibli si riconosce in certi personaggi mentre in altri è un po' carente, ma tutto sommato siamo di fronte a un discreto lavoro, che ha il suo punto di forza nel bel design dei mostri.
 Il sonoro è mediamente ispirato e invoglia all'ascolto, il che non è poco. Gli effetti sonori sono abbastanza nella norma mentre è assente il doppiaggio, sostituito dai sottotitoli esclusivamente in lingua inglese/francese.
 Decisamente buono risulta l'aspetto opzionale concernente la longevità. Il single player dura diverse ore e può contare sia sulla componente collezionistica dei vari mostri da catturare che sulla estrema difficoltà di molti scenari, che allunga artificialmente la durata del gioco. Il Multiplayer si snoda sia attraverso la possibilità di una sfida in Wi Fi che tramite il multiplayer locale a una o più cartucce, confermando il fatto che Atlus ha cercato il più possibile di curare il gioco in ogni suo aspetto.

CONCLUDENDO



E' davvero un peccato che Lost Magic non raggiunga, per motivi banali, una valutazione d'eccellenza. La struttura di gioco interessante e ben riuscita, le meccaniche appetitose e la cura generale di tutto il pacchetto venduto lo renderebbero un gioco da consigliare indistintamente ai possessori di DS. Purtroppo il livello di difficoltà elevato e molto spesso frustrante lo rendono inadatto a chi cerca un'avventura Rpg-strategica con la quale rilassarsi. La domanda dunque sorge spontanea: ma cosa costava inserire un normale selettore di difficoltà tra le opzioni?

Scheda tecnica


Valutazione

Divertimento — 8
  • In generale è divertente e spassoso.
  • In alcuni momenti risulta frustrante.
Sonoro — 7.5
  • Nulla di impressionante, ma piacevole da ascoltare
Grafica — 7
  • Characters design buono, ma non sempre eccelso.
  • In generale un discreto connubio di tecnica e stile.
Giocabilità — 8
  • Gameplay originale e ben plasmato.
Longevità — 8
  • Un buon numero di ore in singolo.
  • Tanto multiplayer.
  • Se non siete testardi lo abbandonerete per frustrazione.

Totale 7.5


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