Simulazione o realtà?

Il videogioco é per natura una simulazione?



 Se mi é concessa una modesta opinione, credo che i filosofi non fossero grandi pensatori, ma grandi insonni. Non so sestessero svegli per giocare a carte, perché avevano dei debiti da pagare o perché rimorchiavano come bestie (altra alternativa sarebbe Hearts of Iron, ma quello é venuto dopo). Fatto sta che per quanto mi riguarda solo quando metto la testa su uncuscino essa mi si riempie di scemenze (ebbeh, invece da sveglio...). E dunque eccomi qui, alle sei meno venti del mattino(che poi sarebbero le cinque meno venti non fosse per il cambio di fuso orario), mi é venuta in mente una bella questione dadiscutere inerente ai vg, e così fanc*lo Morfeo, stanotte la passo insonne. Vi scrivo un bell'articolo inutile che potretetrovare interessante o una c*zzata, ma che mi divertirò un po' a scrivere.
Si sente spesso parlare di giochi di "simulazione," alla F1 Grand Prix o FlightSimulator che solo il manuale sembra la riedizione dell'Enciclopedia Britannica Anno Zero e che sono solo per grandiappassionati (anche se a me sono sempre sembrati più che altro per malati - sì, sì, lo so, io gioco a Hearts of Iron equindi devo star zitto, va bene, ritiro tutto). Questo perché, in teoria, cercano di "simulare" una particolare esperienza,tipo pilotare un aereo o un'auto F1. Gli altri giochi, invece, non sono di simulazione (pare), per via del fatto cheaccettano l'irreale e l'assurdo come parte integrante del loro universo. Siccome non tentano di simulare un'esperienza cheha un preciso riscontro nella vita reale, non sono di simulazione.
In questo articolo intendo proporre l'idea che in realtà tutti i videogiochi esistenti, nessuno escluso, siano essenzialmentesimulatori, e che i cosiddetti simulatori, come il già citato Flight Simulator o qualsiasi altro gioco "realistico" (termineche ho intenzione di negare come corretto) non siano né più né meno simulativi di Mario o di Crash Bandicoot.Prima di cominciare a leggere, cmq, sappiate che l'unico scopo di questo articolo (a parte il mio personale divertimento) édi proporre qualche pensiero sui videogiochi, e non di smontare una convenzione linguistica. Quindi non é che dopo aver letto 'sta roba comincerete a chiamare il genere di Flight Simulator con un altro nome, né potrete impressionare nessuno se,sentendo un tizio che discute di simulatori, ve ne uscite che stà sbagliando termine. Questo articolo non servirà a NIENTEnel campo pratico. Avrà solo interesse a livello personale, dato che potrebbe stimolare qualche riflessione.
Ma torniamo alla questione principale: Il vg é tutto simulazione?
 Ok, cominciamo slinguazzando il dizionario: "Si-mu-la-zio-ne: L'atto di simulare." Vabbé, grazie al ca**o. Allora vediamo"Si-mu-la-re: Prendere la forma o l'apparenza di un soggetto senza averne la realtà; contraffare, imitare." Ah-ha. Cominciamo menandocela un po' con il concetto di realtà. Il dizionario la definisce come "avere esistenza o attualità comeuna cosa o uno stato, non immaginario". Eccetto che il vg ha sia esistenza che attualità, le immagini che raggiungono i mieiocchi non me le sto certo immaginando (e nemmeno, porca vacca, i soldi che sborso per il gioco). Un mini-dvd lo posso toccare e sentire, appartiene alla realtà fisica, ese un mini-dvd é un gioco, allora chi dice che un vg non é reale?
D'altro canto esiste unadistinzione da fare tra il mini-dvd e la rappresentazione di un qualcos'altro che risulta dall'uso di tale dvd. Si può direche la nostra percezione del gioco (l'esperienza) e del suo contenitore (il dvd) siano due cose assolutamente separate chenon hanno nulla a che vedere l'una con l'altra. Cioé che non esiste nulla di inerente nel disco dvd (o nella nostrapercezione di tale disco) che suggerisca un idraulico che salta in un tubo, proprio come nulla in una videocassettasuggerisce James Bond, Schindler's List o Guerre Stellari. Dunque il vg é qualcosa di irreale nel senso che non possiede realtà fisica. Il dvd non é il gioco, é qualcosa dicompletamente diverso che associamo al gioco solo grazie ad altre percezioni costruite dal mondo intorno a noi e basate aloro volta su ulteriori costruzioni (ergo capiamo che il gioco é inestricabilmente legato al dvd tramite il concettoprecostruito di dvd, che a sua volta capiamo tramite il concetto di contenitore di dati, che capiamo tramite il concetto dicontenitore, che capiamo tramite la relazione tra il concetto del "dentro" e quello del "fuori," ecc. ecc.) (dùpalle...ndCeley).
 Ma si può dire che il gioco non é reale solo perché non possiede apparente realtà fisica? Il fatto é chela cosiddetta realtà fisica, cioé ciò che possiamo toccare, vedere e/o sentire é il risultato di percezioni. Percezioni chenon sono affatto indicative di realtà, infatti se non siamo in grado di elaborare intellettualmente queste percezioni allorasiamo anche incapaci di definirle (esempio: Io ho visto qualcosa, ma se non sono capace di definire quel "cosa", é possibilech'io mi chieda se non ho "visto male" invece di dare per scontato che ho visto qualcosa di reale). Allo stesso tempo, dellecose che non percepiamo materialmente, come le notizie al tg o che leggiamo sul giornale, le accettiamo come reali anche senon le abbiamo mai vissute o provate.
 Dove voglio arrivare? (A letto? ndCeley) Semplicemente al fatto che la realtà non é l'universo materiale che percepiamo, ma lepercezioni stesse. L'"universo" é a sua volta un concetto costruito, dato che non esiste nulla nelle nostre realtà asuggerire che questo sia un "universo" - a parte ciò che ci dicono gli scienziati, ma la visione dell'universo che cisovviene dalle loro parole non la possiamoprovare o percepire nella realtà fisica - possiamo solo *cercare* di *capirla* entro i limiti della nostra immaginazione(e la nostra immaginazione é quanto di più lontano possa esistere dalla realtà fisica). Dunque la realtà é la somma dellenostre percezioni (Hume...mi perseguita, a quantopare...ndCeley), nonché la nostra personale elaborazione di tali percezioni. La realtà, del resto, é anche un concettorelativo a ciascuno di noi; bisogna dire che ognuno ha la propria realtà, invece di dire che esiste una realtà e che noipossiamo percepirla o meno, perché al di fuori della mente e dell'individuo non esiste nulla che si possa definire comerealtà. La realtà non esiste, cicci cori.
 QUINDI, tornando ai vg, se la realtà é la somma delle nostre percezioni e il vg é una percezione, non una realtà fisica, sipuò perfettamente dire che un vg é reale. E perciò risulta che Mario é reale. DK é un personaggio reale. Ogni cosa che vedeteaccadere nei vg é reale (Azz..lo dicevo io! ndCeley). Dire che Mario non esiste é sbagliato; semmai sarebbe giusto dire cheMario non é un essere umano (anche qui ci sarebbe qualche approfondimento da fare, ma qui staremmo divagando...). Ok, fino a qui abbiamo stabilito che il vg é qualcosa di reale. Che ci frega? (Domanda Importante che io mi sto facendo da quandoho iniziato a leggere l'artiocolo! ndCeley)
 Beh, il fatto é che se il vg é reale, in teoria non può essere una simulazione. Non può NON avere realtà (caratteristica della simulazione),essendo di per sé reale. Però può avere o tentare di avere l'apparenza di ciò che percepiamo come realtà fisica (e cheerroneamente chiamiamo realtà), e in questo caso calza la definizione di contraffazione o imitazione.
 Quindi molto spesso il vg é un tentativo di imitare la realtà fisica. Le mitragliatrici di Goldeneye cercavano di esserequanto più simili possibile alla loro controparte fisica, o almeno alla nostra percezione di essa. I giochi di sport cercanodi imitare gli sport come li vediamo in televisione. Quindi si potrebbe dire che il vg é simulazione di realtà fisica. Ma cosa mi dici, egregio, dei giochi che non cercano di imitare la realtà?
 Dico che in realtà sono anch'essi un tentativo diimitazione di realtà, ovvero di percezione, e che vanno a dimostrare che tra realtà fisica e percettiva non c'é alcunarelazione.
 Mi spiego con un esempio. Ho citato i giochi di sport; se vedete un gioco di snowboard come Amped, che per chi non lo sa éun gioco di snowboard per Xbox "ultrarealistico", dite "cacchio, é realistico, il personaggio fa esattamente le cose che fauno snowboardista vero," e quindi lo definite una simulazione. Se invece vedete un vg alla SSX Tricky o anche 1080 Avalanche, consalti di mille metri e snowboardisti che scendono in mezzo a valanghe e pietrazze, dite "é esagerato, queste cose nonsuccedono nella realtà (fisica)", e quindi non é una simulazione.
 Ma in entrambi i casi c'é un errore di fondo. Innanzitutto per quanto i figurozzi di Amped possano esibirsi in mosse dasborone, nessuno dirà mai che giocare ad Amped é come andare in snowboard. Niente vento in faccia, niente freddo, nientestress fisico. Non c'entra un ca**o con l'esperienza reale. Anzi, non gli va nemmeno vicino; sono due cose completamente eassolutamente distinte e separate. Nella realtà, solo scendere una pista é una gratificazione di per sé. In un gioco, ildivertimento stà nel compiere tutti gli obiettivi, fare i trucchetti da figaccione, e vincere le gare (e io che pensavo bastassearrivare a valle...ndCeley).
 E chiediamoci, se giochi come SSX sono così lontani dalla realtà, perché la gente li compra? E ci gioca? E ci si diverte?(Secondo me perchè non c'è troppa gente come te che si fa ste domande assurde alle 6 di "notte" ndCeley) E parla di un giocodi snowboard, quando con lo snowboard non c'entra una mazza da baseball? Perché, insomma, giochi come SSX estremizzano larealtà in tale modo?
 Beh, per una semplice ragione. SSX, con i suoi salti mortali e le sue rampe suicide e i suoi cerchi difuoco vuole simulare (e dunque E' una simulazione) non lo snowboard, ma un tipo di percezione dello snowboard: Lo snowboardcome sport estremo, come rischio della propria vita per puro amore dell'esibizionismo, lo snowboard come la soddisfazioneche si prova nell'aver avuto il coraggio di fare qualcosa che gli altri non hanno il coraggio di fare (perché gli altri, alposto del coraggio, hanno il cervello... ehm)(giusto! ndceley). E in questo caso non importa quanto sia esagerato il salto,non importa quanto sia suicida la pista. Anzi, é MEGLIO se tutto é esagerato, perché vuole essere la simulazione di unqualcosa che é di per sé un'esagerazione, un'estremizzazione, una cultura dell'assurdo. E allo stesso modo Amped non mira asimulare lo snowboard, mira a simulare un tipo di percezione, un tipo di gratificazione che deriva dal fare snowboard in unparticolare modo. E cioé, in questo caso, la percezione dello snowboard come professionismo, come classe, come superioritàrispetto agli altri retribuita dopo anni di duro allenamento, come premio per il sacrificio, come saggia conoscenza di chisa per esperienza cos'é reale e cosa no. Intendiamoci, alla fine sempre di esibizionismo si tratta, l'unica differenza é cheSSX é esibizionismo ignorante, mentre Amped é esibizionismo snob. Ma il punto in questione é che nessuno dei due giochisimula lo snowboard; entrambi simulano (e nello stesso identico modo) due percezioni diverse dello sport.
 E caso mai non ci siate già arrivati da soli, questo concetto si può applicare alla stragrande maggioranza dei giochi. GTAnon simula il crimine; simula la percezione del figaccione indipendente che ottiene tale indipendenza tramite l'uso dellaviolenza. MGS non simula lo spionaggio; simula la percezione del figaccione superiore (e carismatico) grazie alla suatecnologia avanzata, nonché intelligente (simulazione, questa, ottenuta tramite la risoluzione dei diversi puzzle e dellesituazioni particolari che fanno sentire intelligente il giocatore). Medal of Honor non simula la guerra, che é terrore, mala percezione mediata della guerra, e cioé la contemplazione dell'orrore mescolata all'azione e all'adrenalina. I giochi che non vogliono essere realistici, cheriprendono scenari mitici o magici o irreali, non sono né più né meno simulativi di quelli che sembrano cercare di riprenderela realtà fisica. NESSUN gioco simula qualcosa che esiste nella realtà fisica, perché non simulano mai il soggetto reale mala percezione di tale soggetto.
 (E dato che abbiamo detto che la realtà é percezione, se i giochi simulano le percezioni, allora simulano la realtà, epertanto i giochi non sono irreali, ma delle reali simulazioni)(il mio cervello inizia a fumare...non voglio sapere il tuo ndCeley).
 Caso più complesso sono i giochi come Mario, dove il rapporto con la realtà fisica é così sottile da sembrare inesistente.In effetti, si potrebbe quasi essere tentati a dire che il gioco del simpatico idraulico con la faccia da Stalin non sia unasimulazione, in quanto é difficilissimo capire di cosa stia simulando la percezione. Di una gita fatta con salti di ottometri e funghi giganti? Mario non é né figaccione né esibizionista, e quindi non incarna alcun "sogno represso" o desiderio.Non ha, all'apparenza, alcun riscontro con la realtà.
 Ma credo di poter risolvere il problema dicendo che Mario (e mi riferisco particolarmente all'episodio per N64) simula nonuna percezione, ma molteplici percezioni. Nel gioco di Mario in sé vi sono le percezioni della caccia al tesoro,dell'acrobazia, della spensieratezza, dell'avventura, dell'esplorazione, del volo, del nuoto, della gara, e di miriadi dialtre cose tutte insieme, compresa la percezione stessa del "gioco". Non é un caso che Mario sia un gioco così grande. E' una simulazione molto più astratta, creativa, nonché assolutamente unica.
 Quindi abbiamo stabilito che la natura dei vg, almeno oggi, é fondamentalmente simulativa. Adesso voglio avanzare l'ipotesiche si tratti generalmente (e salvo rare eccezioni) di una simulazione fallita.
 Perché le percezioni che abbiamo della realtà fisica sono sempre inestricabilmente legate a un fattore fondamentale: Iltempo. La caratteristica più certa di ogni cosa reale fisicamente é che é limitata temporalmente (Le forme a priori di Kant,giusto? Spazio/Tempo...ndCeley). Insomma, ogni cosa finisce. Nulla dura per sempre, altrimenti non é un soggetto esistente,ma uno stato di esistenza. Questo é il fattore che non viene e non può essere considerato nei vg. Nei vg, la mortalità éuna parentesi; il fallimento un passo del cammino. Se muori ritenti, se perdi riprovi. Non esiste mai il definitivo; non sipuò mai venir sconfitti veramente, si può solo essere rallentati. E' qui che il vg crolla e si dimostra sì una simulazione,ma una simulazione fallita.
 Perché la realtà delle cose non é che si vince sempre. La realtà delle cose é che alle volte sbagli, e quando sbagli nonpuoi caricare il file e ritentare, devi affrontarne le conseguenze (sigh... ndCeley). Questa é la realtà, fisica opercettiva. Il vg é una sola, singola, eterna vittoria; una parata di auto-glorificazione in cui voi siete i festeggiati,una folla che fa la fila per farvi i complimenti, un aereo che scrive nel cielo "Sei un grande!" Per questo il gioco édivertente. Perché é divertente vincere. Ed é per questo che quando snowboard lo vai a fare davvero, se non sei pronto asbattere parecchio la faccia non é più tanto divertente. Per questo quando vai in guerra, dove la morte é una realtàquotidiana e non una virgola, di divertente non c'é proprio nulla. La risposta alla domanda che ha originariamente generatoquestolungo discorso é quindi tutta qui: Il vg é una simulazione. Ma non una simulazione della realtà per intero, ma di una delleparti che ci piacciono della realtà - una di quelle che ci piace vivere.
 Il vg ti dà un problema e ti dice "risolvilo". E' un problema che noi stessi scegliamo di affrontare, e scegliamo di farloper la sola, singola ragione che non possiamo perdere. La realtà di problemi ce ne dà e molti. Solo che quando l'alternativaé la sconfitta, non ti diverti più.

Andrea "John Silver" Tallarita

Parole sante. E quanto mai vere. Chi si diverte quando un gioco diventa frustrante? E' frustrante perdere a F-Zero dopo cherifai per la centunesima volta la pista Trident, è frustrante fallire ancora e ancora a collezionare la Moneta Rare a DK64,è palloso oltre ogni limite dover rifare per l'ennesima volta la gara di Accelerazione a Need for Speed solo perchè sbagli aingranare la prima marcia....
Visto, quindi, da un certo punto, il videogioco ci diverte perchè è lineare, finalistico. Qualsiasi cosa tu faccia, vinci.Muori una, due, tre volte, ma alla fine il Pirata Omega lo fotti. Ma il videogioco è anche bello perchè è vario e ci mettedi fronte difficoltà prima di farci arrivare alla fine. Una fine che deve essere costantemente visibile. Perchè sennò, dinuovo, il divertimento scema. The Sims, per esempio. Non sappiamo quando finisce, non ci vengono date difficoltàparticolarmente ardue...e noi lasciamo il gioco in preda alla polvere...
Vabbò....mi rendo conto che sono messo peggio di Talla. Chissà se ha trovato il sonno alla fine...
E' triste, però, sapere che il nostro è un mondo fatto di sconfitte, quando poi vediamo il mondo dei Videogiochi (ma nonsolo, anche dei Cartoon, dei Film etc...) che va a finire sempre nella stessa situazione. Le strade del nostro mondo sonomolteplici e ignote, invece nel gioco la strada è una sola... e porta sempre, inesorabilmente, all'oggetto dei nostridesideri, alla donna amata, al dominio del mondo, alla pace...
...alla Vittoria.

Jan Philipp E."Celebandùne" Daraio

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