The Legend of Zelda - The Wind Waker

Data distribuzione Data distribuzione 2003
Console Console GameCube
Genere Genere Adventure
Giocatori Giocatori 1
Produttore Produttore Krome Studios
Sviluppatore Sviluppatore Nintendo
Salvataggio Salvataggio 12 Blocchi
Se non si tratta del gioco più atteso dall’intero popolo Nintendo-fan negli ultimi anni, non saprei proprio indicarne uno diverso… Di questo titolo, fin dalla sua prima apparizione “reale” (quella con grafica in cel-shading per intenderci) si è detto tutto e il contrario di tutto (ottut? ndCeley): chi lo ha subito osannato e i tanti che invece sono rimasti profondamente delusi dal nuovo, e mai troppo discusso, aspetto grafico, che rappresenta un notevole cambio di rotta dopo gli splendidi episodi per N64; forse proprio in funzione di questo ricordo i fan erano preoccupati che la nuova grafica avesse in qualche modo sconvolto anche il gameplay, dimenticandosi che non è l’aspetto a rendere un gioco memorabile. Fortunatamente col passare del tempo e con la divulgazione di nuovi dettagli e immagini, parecchie persone si sono nuovamente “convertite” alla causa del nuovo lavoro di Miyamoto & CO, con l’attesa che si è fatta sempre più insopportabile e i dubbi sempre più un vecchio ricordo…ma ora (a dir la verità già da qualche mese…) il gioco è finalmente giunto sugli scaffali dei negozi europei, pronto a sconvolgere ancora una volta la vita dei videogiocatori.

 Inutile perdere ancora tempo a narrare ciò che ha accompagnato i mesi, i giorni, le ore precedenti al lancio, credo sia stata un’attesa vissuta da tutti coloro che leggeranno questa recensione, per questo posso subito iniziare a parlare del gioco vero e proprio. Innanzitutto un po’ di storia: Link (o come diavolo vogliate chiamare il personaggio principale, visto che come la tradizione della serie insegna il nome può essere scelto liberamente dal giocatore) si trova sull’isola Primula a schiacciare un tranquillo sonnellino quando sua sorella Aril lo sveglia per ricordargli che è il suo compleanno (!) e lo invita ad andare a trovare la nonna a casa, la quale dopo averlo vestito, come la tradizione del luogo vuole per ricordare l’antico eroe leggendario che un tempo salvò la popolazione da un mostro malvagissimo (non esiste sta parola, tuttavia, data la mia drupacea benignità te la lascio passare ndCeley) con un bel vestitino verde, lo incita ad andare a chiamare Aril per iniziare i festeggiamenti.
 Da quel momento gli eventi cominciano a susseguirsi senza sosta e Link passa dal salvataggio di una piratessa rapita da un uccellaccio, all’osservare attonito ed impotente il rapimento della sorella da parte dell’uccello di cui sopra, per poi imbarcarsi sulla nave dei pirati per andare a salvarla.
 Se dopo i primi istanti di gioco si può avere la sensazione di trovarsi di fronte alla solita trama “salva qualcuno (principesse, sorelle…non ha importanza…) che è stato rapito da qualcun altro brutto, grosso e cattivo”, bastano le primissime ore di gioco per far cambiare idea al giocatore, che si troverà così a scoprire, passo dopo passo, dungeon dopo dungeon, una delle trame più belle, affascinanti,coinvolgenti e per certi versi anche sorprendenti dell’intera saga (parole grosse, ma fai tu. Sul forum te le dovrai vedere tu...ndCeley); il tutto è poi narrato con sequenze deliziose e dialoghi curati all’inverosimile, che donano a tutti i personaggi, primari e secondari, una personalità distinta ed una caratterizzazione che davvero raramente ho potuto trovare in un gioco, fortificata anche dall’aspetto grafico, che rende ogni personaggio immediatamente riconoscibile per qualche sua caratteristica peculiare, rendendolo unico e differente da tutti gli altri.
 Se quindi la trama passa l’esame a pieni voti, altrettanto si può dire della grafica, davvero incredibile.
 Le immagini divulgate prima della pubblicazione del gioco avevano già azzerato la salivazione a parecchie persone, ma il gioco in movimento è qualcosa di assolutamente fuori parametro: non solo l’aspetto puramente tecnico lascia a bocca aperta, con uno sfoggi di poligoni davvero notevole, il tutto ricoperto da delle texture di qualità davvero strabiliante, varie, colorate, vivaci e splendide alla vista, e una serie di effetti grafici come il fumo o il fuoco, ricreate perfettamente con la tecnica del toon-shading, ma sono soprattutto lo stile, la classe e la cura con cui TUTTO il mondo di gioco è ricreato a fare di questo titolo uno dei più belli da vedere di sempre, ricco di tocchi classe fantastici ma mai fini a se stessi, con la precisa funzione di donare al gioco quello spessore in più che lo eleva nell’olimpo dei videogiochi (un paragrafo fatto di un unica frase, lunghissima ma stranamente leggibile. Con ciò elevo te nell'olimpo dei migliori recensori del Club ndCeley).
 Indiscutibilmente alla Nintendo ci sanno fare, non si può non rimanere con la lingua srotolata per ore (ti volevo vedere così però, mica c'hai'na foto? ndCeley) ammirando i paesaggi dell’isola Taura, della Fortezza dei Demoni o dell’Isola del Drago, con Valoo (il drago, appunto) che sul cucuzzolo della montagna sbadiglia e si mostra in tutta la sua grandezza e potenza, questo per citare tre esempi su un milione.
 Ma è tutto inutile, non riuscirò a descrivervi la magnificenza della grafica di questo nuovo Zelda a parole, dovrete perciò guardarlo con i vostri occhi per rendervi conto della sua magnificenza, e schiaffeggiarvi ben bene se in passato avevate anche solo per un secondo dubitato della qualità della grafica del gioco (e ho paura saranno in molti a farlo…)(-schiaff, schiaff, schiaff....-ndCeley). Sul fronte sonoro, le musiche sfoderate da questo episodio si rivelano sempre azzeccate e si adeguano perfettamente alle mille situazioni in cui il giocatore si verrà a trovare, proponendo remix di vecchi brani, capaci di fare strage nei cuori dei fan di vecchia data, e nuovi motivi sempre ispirati.

 Passando al gameplay, la struttura di base è rimasta pressoché la stessa di Ocarina of Time (che secondo me rappresenta quella perfetta, alla quale qualsiasi nuovo titolo di Zelda dovrà ispirarsi, oggi come in futuro), proponendo anche questa volta un “tema” che rende il gioco differente dai predecessori, e che vede protagonista questa volta il vento.
 Così come la musica in OOT e le maschere in Majora’s Mask, sarà il vento l’elemento portante di tutta l’avventura (ma in OoT non era anche il Tempo il protagonista? Non è che abbiamo giocato a due OoT diversi? O_o ndCeley), e intorno al quale gireranno la maggior parte degli avvenimenti del gioco.
 C’è da dire che in realtà il vero protagonista ai fini del puro e semplice gameplay non sarà propriamente il vento, quanto lo strumento che utilizzerete per comandarlo, un’insolita bacchetta con la quale potrete inoltre “condurre”, come foste un direttore d’orchestra, una serie di melodie che vi saranno utili tanto fuori quanto dentro i dungeon.
Vi troverete così a girovagare per un mondo prevalentemente acquatico, ricchissimo di isole, ognuna delle quali racchiude un segreto da risolvere o un tesoro da scovare, in perfetto stile Zelda.
I viaggi sul vostro fido veliero saranno sempre carichi di emozioni e sorprese, con i gabbiani che si avvicineranno a voi per accompagnarvi nel viaggio o con pericolosi tifoni pronti a spedirvi ove nessuno è mai stato prima (seee...Star Treck...ndCeley) …questi momenti porteranno sempre quella carica di classe e poesia che difficilmente possiamo trovare in un normale gioco, e che invece in Zelda è sempre presente.
Ogni momento di gioco è assolutamente gratificante per il giocatore, la noia non sopraggiunge mai, si ha sempre qualcosa da fare, che sia andare a “ripulire” un dungeon o risolvere una delle (tantissime) missioni secondarie che il gioco propone, ai fini di trovare nuovi oggetti, rupie e i tanto sospirati quattro frammenti di cuore che ci permettano di aumentare la nostra vita di un’unità.
 Il bello è che la grande cura riposta da Nintendo nella realizzazione del gioco si nota e si apprezza tutta: è assolutamente incredibile il senso di soddisfazione che si prova portando a termine una missione, sconfiggendo un Boss, ottenendo un oggetto, risolvendo un’ enigma, tutto con la propria abilità, tanto col cervello quanto col pad, con un mix di azione e ragionamento assolutamente perfetto che si incastra perfettamente nel contesto di un mondo ricreato fin nei minimi particolari e che permette al giocatore un’immedesimazione totale nel personaggio (secondo me il più grande pregio che un gioco possa avere), confermando ancora una volta come Zelda sia un gioco da “vivere” fino alla fine, senza interruzione, come una favola della quale, per una volta, siamo noi i protagonisti.
Passando ai dungeon, bisogna sottolineare come la struttura perfetta e sempre inspirata (see...la INspirano e la Espirano...maperfavoreee. Ispirata senza "n"... ndCeley)sia rimasta intatta anche in questo nuovo capitolo, con enigmi geniali e mai scontati (forse solo qualche volta…), che si presentano di fronte al giocatore stuzzicandolo intellettualmente e incitandolo ad usare uno dei tanti oggetti (l’inventario di Link ripropone vecchie conoscenze e qualche bella novità, utile soprattutto per le missioni secondarie), magari (anzi, quasi sempre) proprio l’ultimo acquisito; gli enigmi non sono comunque mai di una difficoltà insormontabile, soprattutto per i veterani della saga, ma non risultano così né frustranti, né tantomeno impossibili, anche per i giocatori alle prime armi.
 Gli scontri con i Boss sono sempre coreografici ed emozionanti e i “mostroni” con i quali avremmo a che fare sono sempre ispirati e ben realizzati, sia graficamente, sia per quanto concerne metodi d’attacco e comportamento; forse risultano un po’ facilini per chi di Zelda ne ha già digeriti diversi e questo ci porta ad analizzare l’unico, secondo me, vero (ma nemmeno poi tanto) difetto del nuovo Wind Waker.
 E’ una lamentela che ho sentito pronunciare spesso da giocatori di vecchia data ed in effetti anche io (che sono al mio quarto Zelda) ho riscontrato questo problema: forse per permettere a sempre più persone di avvicinarsi a questa fantastica saga, il livello di difficoltà generale è stato livellato verso il basso e questo è particolarmente evidente negli scontri con i nemici che, a fronte di un sistema di combattimento assolutamente perfetto (che fa ampio uso dell’ormai famoso L-Targeting) e profondo, che rende ogni scontro avvincente ed emozionante, risultano sempre troppo facili, anche in presenza di nemici multipli, con alcune, purtroppo rare, eccezioni (Titanus docet…)
 I mostri infliggeranno sempre poco danno a Link e se a tutto questo aggiungiamo il fatto che basta catturare un paio di fatine (molto più facili da ottenere rispetto ai precedenti episodi) in delle bottiglie per avere la vita praticamente raddoppiata o addirittura triplicata, si capisce come in alcuni casi il grado di sfida sia pressoché nullo.
 Ma, permettetemi di dirlo, questa è un’inezia in confronto a tutto ciò che questo gioco può proporre.
 Il gusto che si prova andando avanti nella trama o sconfiggendo i vari nemici è tale da sotterrare immediatamente l’eccessiva facilità con la quale potremmo aver raggiunto quella tanto sospirata soddisfazione.
 Inoltre, la facilità è un difetto che riguarda i più “anzianotti” conoscitori della saga, per i nuovi adepti il problema non si pone nemmeno.
 Sul fronte delle innovazioni c’è da segnalare la divertentissima modalità cooperativa dove un secondo giocatore gestisce Tingle con il Game Boy Advance: un’esperienza che apre nuove frontiere all’universo “zeldiano”, portando freschezza e vivacità senza stravolgere nessuna formula originale (anzi, ne aggiunge, come spero vedremo in Tetra's Trackers e Four Swords GC ndCeley).
Un sistema di controllo, come già accennato, perfetto ed una longevità di tutto rispetto (per scoprire tutti, ma proprio tutti i segreti vi ci morranno altro che sette, almeno nove o dieci camicie!!! Senza contare che anche la trama principale non è affatto corta, considerato i tempi che corrono…) sono i sigilli su uno dei giochi dell’anno (forse IL gioco dell’anno…), il ritorno di una serie che non delude le aspettative e propone un episodio emozionante, vasto, coinvolgente, vario, avvincente, mai scontato e SEMPRE divertente, che entra di diritto nella lista dei giochi da ricordare per anni e anni a venire.
 Il miglior gioco, senza dubbio, per Game Cube, e, per quanto mi riguarda, per tutti gli attuali sistemi a 128 bit in circolazione.

 Pagellozzo: GRAFICA : 10 SONORO: 9 GIOCABILITA’: 10 LONGEVITA’ : 9 TOTALE: 10: Unico, imprescindibile, indispensabile, se volete comprare un solo gioco per GC, comprate questo. P.S. Il 10 non sta a significare che siamo di fronte al gioco perfetto, che non esiste, ma semplicemente che questo titolo rappresenta tutto ciò che ci saremmo aspettati, che non delude le altissime aspettative generatesi intorno a lui e che si tratta senza dubbio di un acquisto obbligatorio, a prescindere da genere, piattaforma, ambientazione ecc… 

Unico, imprescindibile, indispensabile, se volete comprare un solo gioco per GC, comprate questo. 

P.S. Il 10 non sta a significare che siamo di fronte al gioco perfetto, che non esiste, ma semplicemente che questo titolo rappresenta tutto ciò che ci saremmo aspettati, che non delude le altissime aspettative generatesi intorno a lui e che si tratta senza dubbio di un acquisto obbligatorio, a prescindere da genere, piattaforma, ambientazione ecc…

Sonoro Sonoro 9
Grafica Grafica 10
Giocabilità Giocabilità 10
Longevità Longevità 9
Totale 10.0

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Commenti

The Legend of Zelda - The Wind Waker

Rob 02/01/2013 alle 10:44

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