Glover

Data distribuzione Data distribuzione 1998
Console Console Nintendo64
Genere Genere Action Adventure
Giocatori Giocatori 1
Produttore Produttore
Sviluppatore Sviluppatore Hasbro Interactive
Salvataggio Salvataggio Interno (5 file)

SECONDO ME QUESTO E' UN COMPLOTTO DI MANO DELLA FAMIGLIA ADDAMS NEI CONFRONTI DI INGLESI E GIAPPONESI...



Glover si presenta come la solita (almeno per l’epoca) alternativa “platformistica” a Mario e a Banjo. A detronizzare il duo ci hanno provato in tanti: Ubisoft con Rayman e Tonic Trouble, Infogrames con Starshot, la stessa Rareware con Donkey Kong 64 (Conker non lo considero in quanto rappresenta un titolo a parte nel genere) e anche Hasbro ci ha provato, con questo Glover.
La cartuccia in questione rappresenta una variazione nel genere: se i titoli succitati si mantengono nei canoni del “Jump-and-Run” classico, Glover invece si muove più verso i puzzle game. Il titolo Hasbro infatti abbandona salti e oggettistica in favore della risoluzione di enigmi.

La storia ve la risparmio, in quanto vede il solito nemico balordo di turno attentare al mondo e il nostro eroe (‘na mano) girovagare per 7 mondi per recuperare 7 cristalli…
A parte ‘sto 7 ridondante (come i giorni della settimana, come le sfere del drago, come le spose per i fratelli…) i mondi sono locati in ambientazioni diverse (Luna Park, Pirati e così via). Nei vari livelli il vostro scopo sarà raggiungere con la palla l’uscita (quindi niente sviluppo a missioni) superando trabocchetti e sfruttando delle pozioni magiche in grado di darvi velocità, forza e così via.
Ok, le premesse non sono il massimo dell’originalità, ma il meglio è rappresentato dall’introduzione palla. Se gli altri eroi sono dotati di armi di vario genere, l’unico attrezzo utilizzabile da Glover è questa palla multiforma, cioè trasformabile in diversi tipi di palla: la palla di gomma, quella da Bowling (da sfruttare per il peso, il cuscinetto a sfera (da sfruttare per le proprietà magnetiche) e il cristallo (che non è una sfera ma rappresenta “la palla madre” e vi permette di raddoppiare il bonus dei Garib).
Ma cosa sono i garib? I garib sono delle carte, i bonus comune, tipo le monete per Mario, le banane per DK o le note per Banjo.
Ce ne sono 30 a livello e vi assicuro, alcuni sono davvero infami da trovare, anche se Glover può fungere da radar indicando il Garib più vicino molti sono stra-nascosti: per esempio già nel primo livello alcuni sono nascosti in una colonna, che bisogna colpire per far uscire ‘ste dannate carte. A differenza degli altri platform questi sono gli unici bonus da recuperare, e non sono neanche “vitali” per la conclusione del gioco. Cavolo, sono già a più di metà foglio e ancora non ho parlato di quattro aspetti chiave.
Glover
La grafica è bellina, l’effetto sfocato è ridotto al minimo (effetto che per esempio colpisce Tonic Trouble), i colori sono piuttosto brillanti (cosa non comunissima nel N64), e anche il clipping è piuttosto rado (tranne in alcuni casi) mentre il frame rate è stabile.
Meno bene il sonoro: le musiche sono buone, anche se sono un filo anonime, sono invece bruttarelli gli effetti sonori, pochi e realizzati male.
La longevità è garantita dall’enormità dei livelli e dalla già citata posizione infame di garib… Per prenderli tutti ci sarà da sudare. La giocabilità è molto buona, gli unici difetti sono la difficile gestione dei salti e la difficoltà di controllo della sfera in modalità Export (in quella normale tutto fila liscio come l’olio ed è molto intuitivo).
Glover
Insomma a me Glover è piaciuto per vari motivi. I ragazzi Hasbro hanno preso la saggia decisione d non scontrarsi con Rare e Nintendo nello stesso campo, ma variando alcune cose senza rifilarci la solita minestrina, realizzando un gioco lungi dall’essere perfetto ma molto gradevole.

Sonoro Sonoro 73
Grafica Grafica 86
Giocabilità Giocabilità 85
Longevità Longevità 91
Totale 85.0

Condividi con i tuoi amici

Commenti

Al momento non ci sono commenti