Glover

SECONDO ME QUESTO E' UN COMPLOTTO DI MANO DELLA FAMIGLIA ADDAMS NEI CONFRONTI DI INGLESI E GIAPPONESI...



Glover si presenta come la solita (almeno per l’epoca) alternativa “platformistica” a Mario e a Banjo. A detronizzare il duo ci hanno provato in tanti: Ubisoft con Rayman e Tonic Trouble, Infogrames con Starshot, la stessa Rareware con Donkey Kong 64 (Conker non lo considero in quanto rappresenta un titolo a parte nel genere) e anche Hasbro ci ha provato, con questo Glover.
La cartuccia in questione rappresenta una variazione nel genere: se i titoli succitati si mantengono nei canoni del “Jump-and-Run” classico, Glover invece si muove più verso i puzzle game. Il titolo Hasbro infatti abbandona salti e oggettistica in favore della risoluzione di enigmi.

La storia ve la risparmio, in quanto vede il solito nemico balordo di turno attentare al mondo e il nostro eroe (‘na mano) girovagare per 7 mondi per recuperare 7 cristalli…
A parte ‘sto 7 ridondante (come i giorni della settimana, come le sfere del drago, come le spose per i fratelli…) i mondi sono locati in ambientazioni diverse (Luna Park, Pirati e così via). Nei vari livelli il vostro scopo sarà raggiungere con la palla l’uscita (quindi niente sviluppo a missioni) superando trabocchetti e sfruttando delle pozioni magiche in grado di darvi velocità, forza e così via.
Ok, le premesse non sono il massimo dell’originalità, ma il meglio è rappresentato dall’introduzione palla. Se gli altri eroi sono dotati di armi di vario genere, l’unico attrezzo utilizzabile da Glover è questa palla multiforma, cioè trasformabile in diversi tipi di palla: la palla di gomma, quella da Bowling (da sfruttare per il peso, il cuscinetto a sfera (da sfruttare per le proprietà magnetiche) e il cristallo (che non è una sfera ma rappresenta “la palla madre” e vi permette di raddoppiare il bonus dei Garib).
Ma cosa sono i garib? I garib sono delle carte, i bonus comune, tipo le monete per Mario, le banane per DK o le note per Banjo.
Ce ne sono 30 a livello e vi assicuro, alcuni sono davvero infami da trovare, anche se Glover può fungere da radar indicando il Garib più vicino molti sono stra-nascosti: per esempio già nel primo livello alcuni sono nascosti in una colonna, che bisogna colpire per far uscire ‘ste dannate carte. A differenza degli altri platform questi sono gli unici bonus da recuperare, e non sono neanche “vitali” per la conclusione del gioco. Cavolo, sono già a più di metà foglio e ancora non ho parlato di quattro aspetti chiave.
Glover
La grafica è bellina, l’effetto sfocato è ridotto al minimo (effetto che per esempio colpisce Tonic Trouble), i colori sono piuttosto brillanti (cosa non comunissima nel N64), e anche il clipping è piuttosto rado (tranne in alcuni casi) mentre il frame rate è stabile.
Meno bene il sonoro: le musiche sono buone, anche se sono un filo anonime, sono invece bruttarelli gli effetti sonori, pochi e realizzati male.
La longevità è garantita dall’enormità dei livelli e dalla già citata posizione infame di garib… Per prenderli tutti ci sarà da sudare. La giocabilità è molto buona, gli unici difetti sono la difficile gestione dei salti e la difficoltà di controllo della sfera in modalità Export (in quella normale tutto fila liscio come l’olio ed è molto intuitivo).
Glover
Insomma a me Glover è piaciuto per vari motivi. I ragazzi Hasbro hanno preso la saggia decisione d non scontrarsi con Rare e Nintendo nello stesso campo, ma variando alcune cose senza rifilarci la solita minestrina, realizzando un gioco lungi dall’essere perfetto ma molto gradevole.

Scheda tecnica


Valutazione

Sonoro — 73
Grafica — 86
Giocabilità — 85
Longevità — 91

Totale 85.0


Condividi con i tuoi amici

Commenti

Al momento non ci sono commenti