Speciale Jappone

Jappone
Non c'è proprio niente da fare, il Giappone è la patria dei videogiochi. Dopo due settimane a Tokyo, infatti, posso solo dire di esserene ancor più convinto e per farvi un attimo capire come è stata la mia esperienza videoludica laggiù, ho diviso lo speciale sul japan in quattro parti, ognuna delle quali tratta un argomento diverso: godetevele

Prima fase: PUBBLICITA'



Da sempre il punto dolente della filiale europea di Nintendo, in Giappone la campagna pubblicitaria del colosso di Kyoto è ben più aggressiva, anche se, francamente, non riesce a raggiungere le vette pazzesche della Sony. La prima cosa che mi ha colpito molto, entrando in un qualsiasi negozio di VG è che, Nintendo of Japan, continui a stampare cataloghi cartacei per Cubo e GBA, al contrario di quanto accade da noi. Sia chiaro, non sono delle enciclopedie, ma sono dei semplici "manualini" di una ventina di pagine che contengono tutti i giochi più caldi in arrivo per le console Nintendo. Ecco quindi che viene dato spazio a Pikmin 2, Resident Evil, Metroid e a tutti gli altri progetti degni di nota made in Kyoto, senza tralasciare i prodotti delle terze parti che qui sono più popolari, ovvero i giochi basati sugli anime. Niente di trascendentale, insomma, ma è un segno dell'attenzione che la grande enne rivolge a questo mercato.
Altra cosa che mi ha colpito molto è stata la presenza delle postazioni di prova. Anche qui siamo sempre un passo indietro rispetto agli invadenti cabinati Sony, ma lasciatemi dire che ci difendiamo alla grande.
Ho provato di persona postazioni con Donkey Konga 2, Paper Mario, Mario Kart e Custom Robo, senza scordarsi le versioni GBA di Mario Ball e di moltri altri giochi. A contorno di queste gustose demo c'erano davvero una bella mole di filmati che proponevano i titoli più attesi per Cubo e Gba, visionabili dalle stesse postazioni dalle quali si poteva giocare. Come nel caso precedente, non c'è paragone con il mercato italiano dove, se si è fortunati, la postazione Gamecube è spenta. Pensate invece che, (specialmente ad Akihabara) quasi tutti i negozi avevano la postazione prova con Paper Mario 2.
Insieme a queste iniziative "materiali" ho notato, senza esserne troppo sorpreso, che la pubblicità TV dei videogiochi laggiù è all'ordine del giorno. Personalmente mi sono gustato quella pazzesca di Mario Ball e quella meno esaltante di un gioco GC tratto da un anime (Gash Bell! o qualcosa del genere °_°). Entrambi i giochi, pur non essendo delle killer application, godono di uno spazio Tv simile di quello che in Italia è stato riservato a Zelda. Giudicate voi... Ultima cosa: le riviste. Qua dalle nostre parti siamo soliti vedere almeno una decina di riviste PS2 nelle edicole, mentre "solo" 2 o 3 sono dedicate a Cubo e Xbox. A Tokyo la situazione è sicuramente più equilibrata, con una rivista centrale (Famitsu) che sostiene tutte le piattaforme. Infatti oltre all'edizione weekly di Famitsu (multipiattaforma, ma spesso troppo orientata verso PS2/GBA) ci sono anche le versioni Cube, Xbox e PS2 di Famitsu, che dedica un mensile zeppo di notizie ad ognuna delle tre console.
Come struttura le riviste giapponesi sono stranissime: dedicano decine di pagine alla soluzione dei giochi con mappe e trucchi tralasciando del tutto, o quasi, le recensioni. Su Nintendo Dream, l'altra rivista Nintendo nipponica, manco ci sono le review (in Famitsu Cube ce n'erano 8, concentrate in appena 2 pagine), la cui mancanza è compensata però da succosi regali (io ho trovato la palla di Kirby gonfiabile e i Cd con le musiche dei Famicom Mini) e dalla presenza di una classifica meticolosa con i dati di vendita del software. Nonostante tali riviste mi abbiano fatto eccessivamente gola (la palla a forma di Kirby è uno spasso =P) penso che la stampa Giapponese sia un po' troppo concentrata sulla "soluzione" dei giochi piuttosto che sulla valutazioni di questi, dando al valore intrinseco del prodotto un aspetto troppo secondario.

Seconda fase: REPERIBILITA'



Girando per i vari distretti di Tokyo ho notato che, come qui in Italia, c'è una bella differenza tra negozio e negozio, per reperire i giochi. Intendiamoci, non ho trovato un negozio che sia uno che non avesse giochi GC o che ne avesse solo una manciata: tutti i negozi di videogames giapponesi hanno sempre in vendita la console, gli accessori e i giochi. Il fatto è che, specialmente ad Akihabara, ci sono dei negozi in cui c'è praticamente tutta la line-up del cubo. L'unico gioco che non ho mai visto in giro è, stranamente, Winning Eleven: Final Evolution, che io cercavo; per il resto, se avete il tempo per fare due passi, non solo potete trovare ogni titolo possibile immaginabile per cubo, ma anche una caterva di usato e un sacco di occasioni. Personalmente ho preso R:Racing Evolution NUOVO a 999 yen (7 euro) (Urca!!! ndCeley) in un centro commerciale, ma da altre parti l'ho rivisto a prezzo pieno (quindi basta averne voglia e si possono risparmiare dei bei soldi).
La cosa che mi ha più sorpreso è che, nonostante abbia girato praticamente tutto il centro di Tokyo (insieme al mio compare, Filippo-kun) (addirittura -kun? ndCeley), ho visto solo un paio di negozi che vendessero solo videogiochi. Ogni cosa, in quel di Tokyo, è rintracciabile nei centri commerciali, spesso a sei piani, che al loro interno racchiudono ogni cosa, dalle mutande al Wavebird Platinum. Per fortuna, come ho già detto, qualsiasi posto è pieno zeppo di software e accessori, che sono delle più svariate forme e colorazioni: ci sono pad in almeno 5 colorazioni diverse, per non parlare dei GB player, dell'e-reader e dei vari marchingegni venduti per pulire il GC (dagli scovolini che servono a nettare le porte dei pad fino ai gommini di ricambio per la base della console... roba da pazzi °_°)
La quantità di titoli per Cubo in jap, rispetto al mercato europeo, è sicuramente inferiore. Sarà perchè i publisher americani supportano poco o niente il mercato del sol levante, fatto sta che laggiù molti giochi (come Prince of persia, Bloodrayne, Madden, Burnout...) non si sono fatti vedere in versione Cubica. La presenza di titoli strettamente legati al mercato interno, come Mahjong, Lupin, Doobustu no Banjo ecc. non mi ha personalmente troppo colpito, visto che molti di questi titoli sono davvero troppo distanti dal nostro modo di videogiocare. Insomma, capisco che Lupin possa piacere, ma giocare un'avventura grafica in cui l'interazione è una volta ogni morte di papa non è proprio il massimo.
Altro discorso è quello che riguarda i giochi musicali, come Taiko no tatsujim e Donkey Konga: ringraziamo il cielo che Nintendo abbia deciso di esportare il mitico Donkey Konga, altrimenti (come è successo agli utenti PS2 con Taiko no Tatsujin), saremmo rimasti senza un titolo davvero E-S-A-L-T-A-N-T-E.
Parlando del Cubo in quanto hardware, posso dire che la console Nintendo è veramente molto sponsorizzata dai negozianti. Vien quasi da pensare che la PS2 non abbia proprio bisogno di pubblicità, visto che spesso nelle vetrine dei negozi o sugli scaffali ci sono solo Cube in bella mostra con tanto di GB player e di varie colorazioni.
Purtroppo, per quello che ho capito ragionando (anzi, facendo ragionare il mio compagno di merende, che conosce il giapponese, lode a lui) con la gente giapponese, la PS2 è ormai quello che fu a suo tempo il Super Nintendo: il grande successore di una console storica. Insomma, come da noi, PS2 è sinonimo di videogioco... e parlare di videogioco significa parlare di PS2. Il cubo, sebbene sia conosciuto da tanta gente, l'ho visto più come un prodotto indirizzato ai soli videogiocatori, piuttosto che a tutti, come mi aspettavo. La PS2, infatti, sia per la mole di giochi che possiede (fuori dal mondo... veramente) sia per il supporto DVD è davvero un prodotto "da famiglia", come lo fu il Famicom a suo tempo, mentre il Cubo è spesso nelle mani dei veri appassionati. Ciò non toglie, chiaramente, che la console abbia un discreto successo, visto anche quanti sono i videogamers in jap: proprio per questi "irriducibili" la Nintendo ha creato delle offerte Bundle a dir poco eccellenti, con, ad esempio, Cubo+Memory+2 Pad+GBplayer (tutto color platino) all'equivalente di 130 euro (ero tentato anche io =P)

Terza fase: PORTATILI



Accanto alla sacra Ps2, il GBA è un altro monumento intoccabile per i nipponici. Con una vasta line up di giochi che accontentano grandi e piccini e con una forma che piace molto alla gente (lì va molto di moda lo schermo a conchiglia, anche i cellulari sono TUTTI di quel tipo) il GBA sfida la PS2 in un testa a testa pazzesco di popolarità, che non fa altro che aiutare Nintendo (e Sony ndCeley). Da qui mi sorgono i dubbi circa il DS, che, è vero, erediterà la fisionomia dell'SP (ottima cosa), ma che non avrà il suffisso Game Boy nel nome, che tanto gli farebbe vendere. Cosa accadrà lo sapremo presto, resta il fatto che, comunque, secondo i sondaggi di Famitsu, la gente sembra avere molta fiducia nel DS, anche se la PSP è l'avversario più ostico che Nintendo abbia mai incontrato.
Ritornando al GBA, mi piace parlare dei Famicom Mini, che ormai conosciamo tutti. Beh, a Tokyo le confezioni sono sicuramente più stilose rispetto a quegli scatoloni neri che sono giunti fino a noi, ed il prezzo è sicuramente più conveniente rispetto al nostro (di 4 euro e più): grazie a queste caratteristiche il successo della serie è stato altissimo e, ormai, quasi tutta la prima serie è sold out... e la stessa cosa sta avvenendo per la seconda.
Altra cosa che mi ha fatto abbastanza "strano" è stato vedere la gente giocare al GBA (Famicom Edition ) o al cellulare intreno o allo stadio (Tokyo dome rules), visto che in Italia, di solito, c'è solo qualche moccioso per stada con il GB colore l'ennesima versione di Pokèmon Pokèmon.
A proposito di Pokèmon, nel periodo in cui ero a Tokyo usciva l'ennesimo film dei mostriciattoli che, a giudicare dalla locandina, mi sembrava davvero di cattivo gusto. Sicuramente il fenomeno non è in calo, visto la quantità di gadget che si trovano in giro (pazzesco, nelle palline a gettoni si trovano non solo pokèmon, ma anche modellini del GC e del GBA!); inoltre, la nuova versione del gioco per Game Boy, denominata "Emerald", raccoglierà il testimone del grandissimo successo delle versioni Ruby/Shapphire (sarà tipo il Giallo per Blu e Rosso e Crystal per Oro e Argento ndCeley).

Quarta fase: RETROGAMING



Prima di partire per il Giappone, pensavo che in quel di Tokyo ci fosse solo spazio per le novità ipertecnologiche: mi sbagliavo, e non di poco. In due settimane ho visto tanti di quegli articoli da collezione che ne ho fin sopra gli occhi: potrei citare la Dreamcast, ancora in vendita a meno di 40 euro... ma forse stupirei poche persone. Cosa ne dite allora sivi nomino robetta come i Game & watch, il Virtual boy, il Famicom vecchia versione, l'Atari LynX, il Neo Geo Poket e altre console di cui neanche ricordo il nome? Magari penserete che erano in bella mostra, nei luoghi da collezionisti... e invece no! In molti negozi di videogiochi sono ancora in vendita le cartucce del Super Nintendo e del Nintendo 64 NUOVE, e a prezzi stracciati. E' stato davvero debordante vedere i negozi di Akihabara che fuori, per strada, tengono le ceste con i giochi per Super nes e Nes usati in vendita... come la frutta qua da noi. In più, tutte quelle scatole impacchettate, tutti quei giochi per N64 che mi ero clamorosamente perso, mi hanno spinto più volte a piangere sulla precarietà delle finanze umane: è davvero angosciante vedere delle confezioni storiche come quelle di Yoshi's Island, di Zelda OoT, di Donkey Kong 64 e non poterle comprare per paura di vedere, in seguito, qualcosa di ancor più succoso.
Anche gli esemplari di Game&Watch (bellissimi) ed il Virtual Boy (astratto) erano in vendita, così come il Famicom bianco-rosso-oro, che era acquistabile a 10 euro si e no. Altre console utopiche come il LynX della Atari (le cui dimensionihanno dell'inconcepibile) e il Wonderswan (in vendita a pochi euro) mi hanno fatto veramente sorridere visto come, in Italia, sia difficile reperire anche le console attuali. Anche i titoli per NES originali sono veramente facilissimi da trovare, per lo più usati, in qualsiasi negozio che tratti un po' la roba storica (e ce ne sono una cifra). Va detto che, quasi normalmente, console che da noi sono "morte" in Giappone sono regolarmente in vendita: l'esempio che più mi è caro èquello del Nintendo 64, che ho rivisto in vari centri commerciali a prezzo scontato.
In sostanza, ragazzi, se siete patiti dei feticci d'epoca, a Tokyo (specialmente ad Akihabara) troverete veramente tutto ciòche cercate, che si chiami Sega Saturn o PC Engine... e rischierete seriamente di pignorare la casa, per comprare tutto quelben di dio.

Ultima fase: IL VIDEOGIOCO IN SE'



Leggendo questo speciale lo avrete capito, in Giappone i videogiochi non sono considerati una moda passeggera o un tipo di intrattenimento infantile, ma avere un GBA, per un ragazzo giapponese, è come per noi possedere un cellulare: ormai nessunone fa a meno o lo considera un eccessivo lusso. E' normale, per chiunque viva a Tokyo, parlare di videogiochi, essere alcorrente delle novità e, quindi, conoscere la Nintendo che, con il Famicom e il Super Famicom, qui ha davvero fatto epoca.
Attualmente il successo della casa di Kyoto è ancora molto legato al fenomeno Game Boy, ma ciò non toglie che il Cubo sia il punto di partenza tramite il quale riprendersi una fetta di mercato casalingo: insomma, qualche titolo in più (specialmente rpg) e, qualche feature hardware aggiunta potrebbero essere nella prossima generazione la chiave di volta per recuperareterreno su PS2, ancora troppo avanti se si parla di quantità di giochi e di celebrità. Insomma, in fin dei conti non ci sono storie: in Giappone c'è il centro nevralgico del passato della Nintendo, con la sua gloria e il suo successo... e sempre in Giappone ci sono le basi del suo futuro, da costruire guadagnandosi la stima dei videogiocatori in generale, casual gamers inclusi.

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