Recensione Yooka-Layleee

Leggete la recensione di Yooka-Laylee.

Quando Super Mario 64 uscì nell’ormai lontano biennio 1996/97 fu una vera rivoluzione. E una rivoluzione in campo videoludico è caratterizzata da un fattore imprescindibile, ovvero fungere da antesignano a una serie di giochi che ne seguono più o meno fedelmente il solco strutturale. La fine degli anni ‘90 (con strascichi fino ad inizio del decennio successivo ) vide proprio un proliferare di platform 3D sull’onda del tridimensionale idraulico italiano, i cosiddetti “collectathon” visto che erano caratterizzati da una moltitudine di monete-stelline-bonus-amenità varie da raccogliere, come ad esempio Spyro su PlayStation e Croc su Saturn, giusto per citarne un paio “bipartisan”. Il Nintendo 64 fu però la casa naturale di questo genere: il primo fu il mediocre Doraemon, cui seguirono con alterne fortune i vari Glover, Starshot, Rayman 2, Tonic Trouble, Donkey Kong 64 e molti altri. 
Nessuno di questi però riuscì però a scalfire il trono del buon vecchio Mario, tranne uno. Questo gioco si chiamava Banjo-Kazooie e raggiunse in negozi nel 1998 grazie al lavoro della britannica Rareware, all’epoca vero braccio armato della Nintendo. Il successo, sia di critica che commerciale, fu straordinario tanto da portare a un sequel, seppure a fine ciclo vitale della console, l’ottimo Banjo-Tooie. Banjo-Kazooie prendeva tutti gli insegnamenti di Mario 64 e li portava ai massimi termini: grafica assolutamente spettacolare il periodo, gameplay ulteriormente elaborato e raffinato unito a una colonna sonora eccezionale ne fanno un gioco ancora immortale e divertentissimo, superiore a mio parere anche al seguito (che peccava secondo me di eccessiva dispersività nei livelli). 
Nessuno avrebbe mai immaginato all’epoca le “sorti” di Rare, a partire dalla vendita da parte di Nintendo a Microsoft e proseguendo con una qualità nella produzione altalenante, con titoli godibili (Viva Pinata, Kameo, Perfect Dark Zero) ed altri più discutibili (Grabbed by Ghoulies, Viva Pinata Trouble in Paradise), raggiungendo solo saltuariamente quell’eccellenza che l’aveva caratterizzata negli anni d’oro dello SNES e del’N64. 
Lo stesso Banjo-Kazooie non ne fu immune, con un terzo capitolo (Banjo-Kazooie: Viti e Bulloni su Xbox 360) che virò in maniera tutt’altro che ineccepibile dal platform 3D all’ibrido platform-racing con elementi sandbox. Banjo-Kazooie VeB fu un simbolo della fine di un’epoca, poiché salvo rari casi (ovviamente esclusi i vari Mario) anche sugli altri sistemi il “collectathon” era praticamente estinto, ed è un vero peccato visto che era un genere davvero apprezzabile.
Per fortuna non sono l’unico a sentirne la mancanza visto che ex-programmatori Rare fondarono Playtonic Games il cui primo sforzo è questo Yooka-Laylee, che ci riporta dritti dritti a quegli anni.
I programmatori sono stati chiari fin da subito: “erede spirituale di Banjo-Kazooie”. Accendendo la console e avviando il gioco mi sento subito di negare questa affermazione: non si tratta dell’erede spirituale di Banjo-Kazooie. Questo è Banjo-Kazooie. Certo, strutturalmente si è cercato di ammodernarne un filo, strizzando l’occhio alle strutture Open World che tanto vanno di moda oggi. E poco importa se l’orso Banjo e il volatile Kazooie sono stati sostituiti dalla lucertola Yooka e dal pipistrello Laylee o se la talpa Bottles è stata rimpiazzata dal serpente Trowzer. ogni cosa ci riporta là, alla fine degli anni 90 sulla nera console da casa Nintendo, dai font dei caratteri su schermo allo stile grafico, dalle musiche ai controlli. E questo, ci tengo subito a dirlo, è un enorme merito dei programmatori, non una colpa. La missione chi si erano dati, lo anticipi subito, è perfettamente riuscita.


La trama è abbastanza banale, seppure più complessa dell’originale: Capital B e Dr Quack vogliono rubare tutta la letteratura del mondo per puro profitto e Yooka e Laylee dovranno impedirlo. E come lo possono fare? Ovviamente raccogliendo pagine su pagine (anzi, Pagie, come vengono chiamate nel gioco) per comporre dei tomi magici. Questi tomi magici permettono inoltre anche di estendere i livelli stessi permettendo la nascita di aree nuove. Questa è una piccolezza ma diminuisce l’inevitabile effetto ripetitività che può pervadere i titoli del genere. Dal punto di vista grafico siamo su buoni livelli, anche se non eccezionali. I personaggi non sono molto carismatici (tranne Trowze, va detto) ma ben disegnati. Molto meglio i livelli, molto estesi e ben caratterizzati, con ambientazioni varie a ben riconoscibili. Le uniche due pecche dal punto di vista grafico sono riscontrabili in una telecamera a tratti imprecisa (a volte è difficile calcolare i salti oppure si resta incastrati dietro un sasso un altro oggetto)e in effetto pop-up davvero troppo evidente… Già nel primo livello è possibile vedere, ad esempio, spuntare magicamente dei chiodi da un ponte o dei particolari delle frasche di un albero. Per carità, nulla di tragico, ma nel 2017 mi sarei aspettato una gestione più accurata di certi particolari. Il passaggio dalla modalità “casa” a quella portatile porta a un inevitabile downgrade della risoluzione, passando dai 900p su televisore ai 600p sul mini-schermo della console ma il tutto resta molto godibile, anzi, su schermo ridotto le imperfezioni grafiche si notano molto meno. 


Molto meglio il sonoro, che, seppure senza eccellere, da vita a motivetti ed effetti sonori molto vari e simpatici. I brani musicali uniti ai versi che fanno da accompagnamento al parlato dei personaggi vi riporterà alla memoria gli strambi dialoghi di Banjo-Kazooie e a chi come me ha vissuto quegli anni farà venire un po’ di nostalgia dei bei tempi andati.
La giocabilità è molto classica, e questa è un’arma a doppio taglio: va detto che si gioca bene ed è molto divertente,  la presenza di molte mosse speciali da imparare con l’avanzare dei livelli aumenta ancora la giocabilità, ma la struttura mostra un po’ di rughe dell’età (nonostante il tentativo di dare una struttura più open world) e soprattutto soffre, anche a causa dell’estensione notevole dei livelli, di eccessiva dispersività. Questo è un difetto che avevo riscontrato più di 15 anni fa nel secondo capitolo del suo “padre putativo” e che tutto sommato posso trovare anche ora: ogni tanto infatti non si capisce esattamente cosa fare o dove andare, con il notevole rischio di girare a vuoto per troppo tempo.
Certo, presto o tardi si incontrerà uno degli innumerevoli personaggi con le loro più disparate richieste (recuperare un oggetto, risolvere puzzle, batterli in gare di corsa ad esempio), varie a tal punto da spezzare la monotonia del gioco ma la sensazione ogni tanto la si ha.


Il gioco è decisamente corposo e soprattutto gli oggetti da trovare sono davvero tantissimi, vi basti sapere che il primo livello ha 145 Pagie e 1010 piume da raccogliere oltre ad una marea di altri bonus vari! Insomma, se vorrete completarlo al 100% vi ci vorrò davvero parecchio tempo. Peccato solo per la mancata presenza di un multiplayer cooperativo in locale od online: la modalità multigiocatore è relegata soltanto a una serie di minigiochi. Certo, meglio che niente, ma una modalità cooperativa avrebbe aumentato ulteriormente la longevità di un titolo a forte rischio "scaffale" (anche se parliamo di un gioco distribuito - almeno per ora - solo in digital download.
Insomma, alla fine della fiera si può dire senza combra di dubbio che si tratta di un ottimo titolo, certo non un capolavoro o una rivoluzione del genere, ma d’altronde non è neanche il suo scopo: i programmatori volevano realizzare il seguito spirituale di Banjo-Kazooie e l'obiettivo è perfettamente riuscito. 


Se avete già finito Mario Odissey e avete bisogno di un nuovo platform 3D in attesa del prossimo blockbuster Nintendo, questo Yooka-Laylee può rappresentare una valida opzione, seppure con i limiti intrinsechi del gioco. Se ancora non avete preso il gioco di casa Nintendo direi che la scelta è praticamente obbligata, visto che quest'ultimo è superiore in tutti gli aspetti al titolo Playtonic. Se invece siete un po’ più vecchierelli e volete “semplicemente” rivivere i momenti passati assieme a un orso e a un volatile su una console a 64 bit sul finire degli anni 90, aggiungete pure un punto secco al totale e compratelo ad occhi chiusi, garantisco io.
 


Scheda tecnica


Valutazione

Sonoro — 8
Grafica — 7,5
Giocabilità — 8

Totale 8.0


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Commenti

Re:Recensione Yooka-Layleee

shandon 13/02/2018 alle 19:46

Ok, ora la vedo. Faccio io la news per il sito.

Re:Recensione Yooka-Layleee

Caribe 13/02/2018 alle 08:10

Mancava ancora il link alla pagina delle recensioni per Switch. Adesso è a posto.

Re:Recensione Yooka-Layleee

Rin 12/02/2018 alle 22:10

Riesci a vederla dal sito? Io la vedo solo qui

Ho già chiesto a Caribe, penso sistemerà appena avrà la possibilità.


~ Tapatalco

Re:Recensione Yooka-Layleee

shandon 12/02/2018 alle 21:37

Riesci a vederla dal sito? Io la vedo solo qui

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