Finalmente il VRR arriva su Switch 2, ma con un tocco di pazzia Nintendo

Il VRR arriva finalmente su Nintendo Switch 2 con l'ultimo aggiornamento, portando fluidità estrema, ma con una gestione tutta in stile Nintendo.

Finalmente il VRR arriva su Switch 2, ma con un tocco di pazzia Nintendo

Se c'è una cosa che abbiamo imparato a conoscere bene nel corso di questi mesi con Nintendo Switch 2, è che a Kyoto le cose amano farle seguendo una logica tutta loro, quasi capricciosa. L'ultimo aggiornamento di sistema ha finalmente introdotto il supporto al VRR (Variable Refresh Rate) in modalità dock, una funzione che noi veterani del settore attendevamo con trepidazione fin dal giorno del lancio per eliminare finalmente quell'odioso screen tearing nelle scene più concitate. È una feature che cambia radicalmente l'esperienza di gioco su schermi compatibili, rendendo titoli complessi fluidi come non mai. Eppure, il modo in cui Nintendo ha implementato questa tecnologia ha fatto sorridere (e un po' arrabbiare) molti di noi. Non aspettatevi un menu plug-and-play standard: la configurazione richiede una serie di passaggi che sembrano usciti da un puzzle logico di un vecchio titolo di Shigeru Miyamoto. Bisogna navigare tra sotto-menu, verificare le impostazioni del segnale HDMI e riavviare la console in una sequenza che, onestamente, definirei 'tipicamente nintendara'. È questo il bello, e a volte il brutto, di avere a che fare con una compagnia che preferisce il controllo totale del proprio ecosistema hardware piuttosto che l'omologazione agli standard PC. Nonostante la complessità, l'effetto finale è indiscutibile: giocare a titoli tecnicamente ambiziosi su Switch 2 ora offre una pulizia visiva di altro livello. Questo aggiornamento non si limita però al solo VRR; la possibilità di condividere finalmente i Mii tramite QR Code in modo così rapido riporta a galla quel senso di community che era un pilastro fondamentale dell'era Wii. È chiaro che Nintendo stia ascoltando i feedback della community, ma lo fa sempre mantenendo quella distanza creativa che rende ogni loro hardware unico nel panorama videoludico moderno. Resta il rammarico per la mancanza di una spiegazione chiara nel changelog ufficiale, ma chi siamo noi per discutere la saggezza dei tecnici di Kyoto?

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