The Legend of Zelda: Breath of the Wild
L'open world che abbiamo sempre desiderato, il punto di svolta di un'intera saga
- Data distribuzione
- Console
- Switch
- Genere
- Giochi di ruolo
- Giocatori
- 1
- Editore
- Nintendo
- Sviluppatore
- Nintendo EAD
- Prezzo
- € 69.99
- Lingue
- Italiano
Il progetto di The Legend of Zelda: Breath of the Wild affonda le sue origini in un momento di profonda riflessione per la serie. Subito dopo l'uscita di The Legend of Zelda: Skyward Sword nel 2011, il team di sviluppo di Nintendo EPD, sotto la guida del produttore Eiji Aonuma e del direttore Hidemaro Fujibayashi, decise di ripensare radicalmente le convenzioni consolidate della saga. Non si trattava più di seguire un percorso lineare tra dungeon strutturati, ma di offrire al giocatore un'esperienza di libertà assoluta. Il lavoro coinvolse principalmente Nintendo EPD, con un contributo essenziale di Monolith Soft per la progettazione del paesaggio e della topografia, mentre figure chiave come i programmatori Takuhiro Dohta, Kenji Matsutani e Hiroshi Umemiya si occuparono del motore fisico modificato basato su Havok.
L'idea nacque da un prototipo bidimensionale pensato per testare enigmi basati sulla fisica, che poi si evolse in un mondo tridimensionale interconnesso. Ispirazioni esterne arrivarono da titoli come Shadow of the Colossus per il sistema di arrampicata e The Elder Scrolls V: Skyrim per la scala dell'esplorazione aperta. Aonuma sottolineò più volte l'obiettivo di rispondere alle aspettative dei fan, eliminando restrizioni tradizionali come i doppi rampini per non compromettere l'equilibrio del climbing. Il passaggio da un progetto inizialmente concepito per Wii U a una produzione parallela con Nintendo Switch richiese adattamenti significativi: le funzioni del GamePad furono abbandonate per non distrarre dall'immersione, e il team affrontò sfide tecniche come il comportamento realistico degli oggetti, inclusi episodi divertenti in cui il vento disperdeva ogni elemento in aree di test. Il primo utilizzo di doppiaggio nei filmati, registrato in otto lingue, rappresentò un'altra innovazione per la serie, mentre l'arte si ispirò all'anime giapponese, allo stile gouache e alle incisioni Jōmon per le tecnologie Sheikah. Cinque anni di sviluppo intenso portarono al completamento, con idee come voli estesi o dungeon sotterranei rimandate per limiti hardware, ponendo le basi per un seguito futuro.
L'alba di Hyrule rinnovata
L'attesa per il titolo culminò con un lancio simultaneo che segnò un capitolo storico per Nintendo. The Legend of Zelda: Breath of the Wild vide la luce il 3 marzo 2017 sia su Wii U sia su Nintendo Switch, diventando uno dei giochi di debutto più attesi per la nuova console ibrida. Dopo annunci iniziali al Nintendo Direct del 2013 e trailer all'E3 2014, i ritardi annunciati nel 2015 e nel 2016 permisero di raffinare ogni dettaglio, fino all'annuncio definitivo della data nel gennaio 2017. Questo tempismo perfetto trasformò il gioco in un simbolo di transizione per il brand, capace di sfruttare al meglio le potenzialità di entrambe le piattaforme senza compromessi.
Il risveglio della leggenda
La narrazione di The Legend of Zelda: Breath of the Wild si colloca alla fine della timeline di Hyrule e si sviluppa su due piani temporali distinti. Diecimila anni prima degli eventi principali, il regno affronta ciclicamente la minaccia di Calamity Ganon. Gli Sheikah, popolo antico di grande ingegno, costruiscono torri di osservazione, sacrari per addestrare l'eroe e un esercito di Guardiani robotici. Realizzano inoltre quattro Colossi sacri – Vah Ruta, Vah Rudania, Vah Medoh e Vah Naboris – affidati a quattro Campioni provenienti da razze diverse. Quando Ganon ritorna, l'attacco coordinato lo sconfigge, ma la vittoria ha un costo elevato.
Cento anni prima del risveglio di Link, la profezia si avvera nuovamente. Hyrule recupera i Guardiani e i Colossi, nominando nuovi Campioni: la principessa Zora Mipha per Ruta, il guerriero Goron Daruk per Rudania, l'arciere Rito Revali per Medoh e la capo Gerudo Urbosa per Naboris. La Spada Suprema sceglie il cavaliere hyliano Link come suo portatore, assegnandogli il ruolo di guardia personale della principessa Zelda, figlia del re Rhoam. Inizialmente il rapporto tra i due è teso, ma si rafforza dopo che Link salva Zelda da un agguato degli Yiga, clan traditore degli Sheikah. Zelda, incapace di risvegliare il potere ereditario per sigillare Ganon, studia le reliquie ancestrali contro il volere del padre. Durante il suo diciassettesimo compleanno, mentre si dirige verso il Monte Ranel, la Calamità Ganon si manifesta all'improvviso. Possiede i Guardiani e i Colossi, uccide i Campioni e il re Rhoam, ferisce mortalmente Link. Zelda, in un momento di disperazione, risveglia il suo potere sopito e salva il cavaliere, nascondendo la Spada Suprema nel Bosco Perduto sotto la protezione del Grande Albero Deku. Poi si sigilla insieme a Ganon all'interno del Castello di Hyrule, trattenendo la minaccia per un secolo.
Link si risveglia nel Sacrario della Rinascita senza memoria, guidato dalla voce di Zelda e dallo spirito del re Rhoam. Il sovrano gli spiega la situazione e gli dona la paravela. Dopo aver attivato torri e sacrari per ottenere poteri Sheikah – come le bombe radiocomandate, il Kalamitron per manipolare il metallo, lo Stasys per bloccare il tempo e il Glacyor per creare pilastri di ghiaccio – Link raggiunge il villaggio Calbarico. Qui la saggia Impa, unica Sheikah sopravvissuta, gli rivela la storia completa e lo invita a liberare i Colossi sacri con l'aiuto dei discendenti dei Campioni: il principe Zora Sidon, il Goron Yunobo, il guerriero Rito Teba e la giovane capo Gerudo Riju. Lungo il cammino Link recupera i ricordi perduti, ottiene la Spada Suprema dal Bosco Perduto e affronta il castello. Con il supporto dei Colossi purificati e il potere di Zelda, indebolisce Ganon nella forma di Dark Beast Ganon. Zelda consegna l'Arco di Luce e infine sigilla definitivamente la Calamità. Gli spiriti di Rhoam e dei Campioni si congedano in pace. Nel finale opzionale, sbloccabile recuperando tutti i ricordi, Zelda e Link contemplano Hyrule da una collina, pronti a ricostruire il regno nonostante il potere della principessa si sia attenuato.
Un mondo da scoprire senza confini
Il gameplay di The Legend of Zelda: Breath of the Wild rappresenta una svolta epocale nell'approccio all'avventura. Il mondo di Hyrule si estende per circa 360 chilometri quadrati, dodici volte più vasto di quello di Twilight Princess, e invita a un'esplorazione completamente libera e non lineare. Non esistono percorsi obbligati: il giocatore può scalare quasi ogni superficie, planare con la paravela, nuotare, correre e domare cavalli selvatici. Il motore fisico modificato crea interazioni realistiche tra oggetti – metallo attira i fulmini durante i temporali, il legno brucia, i barili esplodono – permettendo soluzioni creative a ogni problema.
Le armi e gli scudi si degradano con l'uso, costringendo a una gestione costante delle risorse: una spada di legno può accendere fuochi o raccogliere frecce, mentre uno scudo funge da snowboard sulla neve. La cucina diventa un elemento centrale: combinando ingredienti si ottengono piatti che ripristinano cuori, aumentano la resistenza o concedono resistenze elementali a freddo, calore ed elettricità. La tavoletta Sheikah, ereditata dagli antenati, funge da mappa, macchina fotografica per il Compendio di Hyrule e strumento per bombe remote, manipolazione magnetica, creazione di ghiaccio e rallentamento temporale.
I 120 sacrari offrono enigmi brevi o combattimenti che regalano sfere dello spirito, scambiabili presso le statue di Hylia per cuori aggiuntivi o vigore extra. Liberare i quattro Colossi sacri richiede puzzle ambientali specifici per ogni elemento, mentre i semi Korogu, nascosti in piccoli rompicapi, espandono l'inventario delle armi. Il combattimento in tempo reale premia la tattica: si può sfruttare l'ambiente, attaccare da lontano, congelare nemici o rotolare massi. Nessun indicatore di vita sui mostri obbliga a osservare il comportamento e a sperimentare. Le torri di osservazione svelano porzioni di mappa e fungono da punti di teletrasporto, mentre le missioni secondarie nei villaggi aggiungono profondità narrativa. Tutto converge verso un'esperienza emergente in cui la creatività del giocatore diventa protagonista.
L'arte che prende vita tra immagini e suoni
La direzione artistica di Breath of the Wild fonde cel-shading con un realismo pittorico che evoca gli anime giapponesi, le opere di Hayao Miyazaki e lo stile gouache en plein air. I paesaggi, modellati su zone intorno a Kyoto, trasmettono un senso di vastità e dettaglio organico: dalle cime innevate ai deserti roventi, ogni regione respira vita propria grazie al contributo di Monolith Soft. La tecnologia Sheikah riprende estetiche antiche Jōmon, creando un contrasto affascinante tra antico e futuristico. Tecnicamente il gioco sfrutta al massimo le capacità delle console dell'epoca, con un frame rate stabile in modalità docked su Switch e un'attenzione maniacale alle interazioni ambientali.
L'audio eleva ulteriormente l'immersione. La colonna sonora, composta da Manaka Kataoka, Yasuaki Iwata e Hajime Wakai, privilegia atmosfere ambientali e melodie pianistiche leggere piuttosto che temi epici costanti. Il suono del vento, della pioggia o dei passi sulla neve diventa parte integrante dell'esperienza, mentre i doppiaggi in italiano – con voci come quella di Natale Ciravolo per Rhoam e Elisabetta Cesone per Impa – danno corpo ai filmati senza mai rompere il silenzio di Link durante il gameplay. Gli effetti sonori, premiati ai Golden Joystick Awards, contribuiscono a rendere ogni azione tangibile e memorabile.
Le eco dei giocatori: un consenso universale
Sin dal giorno del lancio, The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha raccolto un consenso straordinario sia dalla critica sia dalla community. Il punteggio Metacritic di 97/100 lo ha posizionato tra i titoli più acclamati del decennio, con recensioni perfette da testate internazionali e italiane come SpazioGames (10/10), Multiplayer.it (9,7/10) e IGN Italia (9,6/10). Ha conquistato il Game of the Year ai The Game Awards 2017, ai D.I.C.E. Awards e ai Game Developers Choice Awards, oltre a riconoscimenti per direzione artistica, design e audio. Vendendo oltre 34 milioni di copie entro il 2025, ha stabilito record per Nintendo e ha influenzato generazioni successive di open world, da Genshin Impact a Elden Ring.
La community continua a celebrarne la libertà e la capacità di stupire anche anni dopo. Sui forum e nei gruppi di appassionati si condividono storie di scoperte casuali, soluzioni creative e momenti di pura meraviglia di fronte alla vastità di Hyrule. Molti fan sottolineano come il gioco abbia ridefinito il concetto di avventura Nintendo, spingendo i giocatori a sperimentare invece di seguire guide. Certo, alcuni lamentano la durabilità delle armi o occasionali cali di frame rate nella versione originale, ma questi aspetti vengono spesso visti come scelte di design che rafforzano l'immersione e la sopravvivenza. Ancora oggi, nel 2026, discussioni accese testimoniano un'eredità viva: chi lo scopre per la prima volta ne rimane incantato, mentre i veterani tornano per nuove sfide o per prepararsi al seguito. Breath of the Wild non è soltanto un capitolo della saga Zelda; è un punto di riferimento che ha dimostrato come un videogioco possa diventare un'esperienza personale, condivisa e indimenticabile per milioni di appassionati in tutto il mondo. La sua influenza perdura, confermando il genio di Nintendo nel reinventare un'icona senza tradirne l'essenza.
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