The Legend of Zelda: Minish cap

Data distribuzione Data distribuzione 11/2004
Console Console GameBoy Advance
Genere Genere Avventura
Giocatori Giocatori 1
Produttore Produttore Nintendo
Sviluppatore Sviluppatore Flagship / Nintendo
The Legenf of Zelda

ZELDA ADVANCE



Era da molto tempo che i fans aspettavano uno Zelda esclusivo per GBA, e dopo "A Link to the Past", un remake, ecco arrivare un episodio dedicato al Game Boy Advance: trattasi di Minish Cap.
Analizziamolo più a fondo...

IL RITORNO DELL'EROE



In passato, il male minacciava la terra di Hyrule...la gente aveva perso la speranza e si stava rassegnando ad una vita di tormenti, quando i Minish, un popolo di gente microscopica (simili a lillipuziani), donarono una spada sacra a un prescelto: egli sconfisse il male con quella spada, e la gente potè tornare a vivere in pace; dei Minish non si ebbe più notizia, anche se le favole raccontano che siano sempre presenti anche se non li si può vedere. Questa è la storia di MC (Minish Cap), e qui entra in scena Link, amico d'infanzia di Zelda, l'attuale principessa del regno; mentre egli stava accompagnando quest'ultima in paese per una fiera, arriva il cattivone di turno: Vaati, un misterioso stregone, pensa bene di scagliare una maledizione su Zelda e sul regno di Hyrule per conquistare un potere che gli permetterà di dominare il mondo...ma per sapere di più, dovrete "acchiappare" il gioco!
MC, come tutti gli altri Zelda, è un'avventura che vi vede impegnati a risolvere enigmi e a combattere mostri; dovrete risolvere un certo numero di dungeon affidandovi al vostro cervello e alla vostra spada, seppur avrete a disposizione, nel corso dell'avventura, svariate armi vecchie e nuove. Saranno importanti anche i rapporti con altri personaggi che incontrerete nel gioco, e vi troverete a dover risolvere anche parecchie subquests (piccole missioni secondarie non necessarie al completamento del gioco, ma divertenti).

LA NOVITA'



Tutti voi conoscerete Zelda, e non c'è bisogno di ulteriori approfondimenti sulla saga; a questo punto la domanda è: cosa c'è di nuovo? Beh, la vera novità di questo gioco sarà quella di poter assumere le sembianze di un Minish...e diventare così minuscoli: questo grazie al nostro fido compagno di viaggio, un...cappello parlante di nome Egeyo: esso è chiaccherone, indisponente e dispettoso, ma non nega mai una mano e ci permetterà di cambiare forma una volta saliti su particolari ceppi magici; una volta piccolissimi, ci si aprirà davanti tutta una serie di possibilità: potremo parlare con altri Minish ed entreremo in un nuovo mondo, dove erba, fiori, insetti e ghiande assumono proporzioni gigantesche...ciò aumenta il territorio esplorabile e dona al gioco un'aria di affascinante tenerezza che ci farà tornare bambini, poichè camminare fra trifogli e fragole giganti donerà al gioco un tocco fiabesco senza eguali.
Diventare microscopici non sarà solo un passatempo: dovremo rimpicciolirci anche per necessità, per superare certi ostacoli e anche per risolvere alcuni dungeons!

TECNICAMENTE MINISH



Il gioco non fa gridare al miracolo in quanto a realizzazione tecnica, ma è doveroso dire che è sempre piacevole e ha uno stile grafico accattivante, preso pari pari da "the Wind Waker" (Gamecube) nonostante in 2D renda molto meno che in 3D; infatti la visuale è presa dall'alto, così come in "Link's Awakening" e in "a Link to the Past". L'effetto visivo complessivo è comunque assai piacevole, ed i colori sono freschi, vivaci e sapientemente usati; per ciò che concerne il comparto sonoro, esso non è trascendentale ma è pur sempre ben al di sopra della media: stiamo pur sempre parlando di uno Zelda, e questo è sinonimo di qualità...spazio quindi a simpatici ed inconfondibili effetti sonori e a musiche vecchie e nuove, tutte proposte con maestria.
La longevità è buona, ma non eccezionale: a dir la verità Hyrule è più piccola del solito, e per esplorare tutta la mappa non ci vorrà molto; a ciò vanno aggiunti i territori esplorabili in condizioni minuscole, ma anche tenendone conto non si raggiunge la vastità di "a Link to the Past". Inoltre, i dungeon non sono molti (siamo sui livelli di "the Wind Waker"). La difficoltà non è elevatissima, ma si attesta sui livelli giusti per permettere di giocare senza troppi patemi anche a chi mette mano su uno Zelda per la prima volta.
Un appunto speciale va allora alle subquests, che non sono poche: fra tutte spicca una sorta di lotteria per completare una collezione di sculture (vi prenderà parecchio tempo), e una continua distribuzione a tutti i personaggi dei cosiddetti "frammenti di felicità", pietre preziose che una volta regalate a chi ne ha bisogno fanno succedere qualcosa di bello. Riassumendo, la longevità non è eccezionale ma rimane comunque buona anche grazie alle subquests.

CONCLUDENDO



Come tutti i giochi della saga di Zelda, ci troviamo innanzi un gioco sopra la media: fresco, originale quanto basta, divertente; forse poteva esser fatto qualcosa di più per ciò che riguarda il numero dei dungeons, ma va bene anche così: non tutti gli Zelda devono prendersi necessariamente troppo sul serio, e Minish Cap è pur sempre un gioiellino.
Consigliato a tutti.

Divertimento Divertimento 8.5
Notevole l'idea di poter assumere sembianze minuscole per esplorare i mondi nascosti nell'erba...
...a parte questa novità, il gameplay è quello di tutti gli altri episodi della saga.
Sonoro Sonoro 9
Motivetti vecchi e nuovi fanno sempre il loro effetto, come non amarli?
Grafica Grafica 9
Colorata, simpatica, accattivante.
Giocabilità Giocabilità 9.5
Il coinvolgimento e il divertimento sono quelli tipici della saga...devo aggiungere altro?
Longevità Longevità 8
L'avventura non è molto lunga...
...fortunatamente, le varie subquests aggiungono qualche ora al tempo di gioco.
Totale 9.0

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