Okami

   Qualche anno fa, su PlayStation2, arrivò un gioco che seppe conquistarsi commenti entusiastici…

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 Qualche anno fa, su PlayStation2, arrivò un gioco che seppe conquistarsi commenti entusiastici in tutto il mondo. Le critiche l'hanno osannato come uno dei migliori titoli PS2 in assoluto, ed ha ricevuto giudizi davvero notevoli. Si tratta di Okami, un gioco che incredibilmente a qualcuno è anche sfuggito o passato inosservato a causa della vicinanza con l'uscita di giochi più "altisonanti" e dell'imminente uscita della PS3. Oggi, però, viene riproposto su Wii: chiunque se lo fosse perso, adesso avrà la possibilità di gustarselo...e se volete un consiglio, non fate un torto a voi stessi ed approfittatene.
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IL LUPO BIANCO



Okami più che un gioco è un affresco, un dipinto che raffigura il Giappone medievale con i suoi miti, le sue leggende misteriose e le sue tradizioni. La storia di questo gioco comincia quando Orochi, una potente divinità malvagia a otto teste, flagella un villaggio chiedendo tributi di sangue e sacrifici umani: Nagi, un forte guerriero innamorato della vergine designata al sacrificio, si fa avanti per ucciderlo...ma Orochi è troppo forte. Nagi sarebbe morto se in suo aiuto non fosse accorso Shiranui, una divinità benigna dalle fattezze terrene di lupo bianco. Shiranui morì per distruggere Orochi e salvare Nagi, e allora il villaggio di Kamiki costruì una statua per venerare il lupo. Tuttavia Orochi non era morto, e 100 anni dopo torna a ricoprire la terra con oscurità e fiamme: Sakuya, una fata dei boschi, riesce a salvare il villaggio dai poteri del male e usa le sue ultime forze per chiamare in aiuto Amaterasu, la divinità del sole. Amaterasu, che a causa dei poteri di Orochi si era scissa in 13 parti, si reincarna nella statua di Shiranui e parte per recuperare le 13 parti che compongono la sua anima: solo così potrà recuperare del tutto i suoi poteri, tra i quali la capacità di usare un sacro pennello divino, e distruggere il mostruoso Orochi una volta per tutte.
 
Okami (3)

IL GIOCO



 Okami è fondamentalmente un gioco d'avventura, il cui gameplay mostra più di un'analogia con Zelda. Si compone di fasi esplorative, dove dovremo vagare per terre selvagge e bellissime ed interagire con le persone, e di combattimenti all'ultimo sangue con demoni e mostri mitologici. Nei panni di Amaterasu dovremo estirpare la maledizione di Orochi sottraendo la terra alla desolazione. Le lande che esploreremo saranno sotto un potente maleficio, coperte da ombre e fiamme: distruggendo le fonti del male e restituendo la vita ai santuari di Sakuya, la fata dei boschi, la terra tornerà a vivere e a fiorire in un tripudio di colori e di petali di ciliegio. Per fare ciò avremo bisogno del pennello degli dei, un sacro strumento che permette di compiere miracoli: disegnando figure e forme con la sua punta, saremo in grado di far rifiorire un albero secco o bruciato, modificare il paesaggio a nostro vantaggio (disegnando per esempio un ponte laddove manca) e combattere colpendo i nemici a colpi di inchiostro sacro. Man mano che procederemo con la nostra avventura dovremo anche parlare con le persone ed interagire con gli animali, ed esaudendo i loro desideri (siamo pur sempre un dio, no?) essi ci rinforzeranno con le loro preghiere, che potranno essere usate per migliorare le nostre abilità. Insomma, più saremo un bravo dio e più diventeremo potenti. Ovvia la presenza di mercanti (da cui comprare merci, potenziamenti e oggetti assortiti), oggetti preziosi, scrigni e segreti cosparsi qua e là.
 Il gioco è un porting piuttosto schietto della versione PS2, ma con l'implementazione del Wiimote: si gioca col nunchuk collegato al suddetto, ed esso andrà brandito per assestare colpi ai nemici, in maniera simile a ciò che abbiamo fatto in Zelda: Twilight Princess, e andrà ovviamente usato come un pennello per "disegnare" sul paesaggio. Nulla di forzato, insomma: va benissimo così.

LATO TECNICO



 Ciò che colpisce subito di Okami è la sua inconfondibile veste grafica, che ai più potrebbe inizialmente risultare addirittura traumatica. Lo stile è unico, e costruisce una meravigliosa e superba ambientazione tridimensionale usando elementi in 2D e cell-shading; il risulato è assai evocativo, e ricorda i dipinti medievali giapponesi: tutto sembra davvero disegnato da un pennello dalla punta nemmeno troppo fine, i tratti e i contorni sono spessi e marcati, i colori sono forti, senza vie di mezzo, come se il pittore avesse davvero esagerato con le dosi di vernice. Davvero uno stile egocentrico, ma ciò ben si adatta alla situazione di gioco: Okami rivive antiche leggende, ci trasporta nel Giappone affascinante e fantastico di mille anni fa, il suo stile è quanto di più adatto ci possa essere; e quante volte strabuzzeremo gli occhi! Paesaggi che si perdono a vista d'occhio, caverne buie e oscure, santuari mistici e scintillanti, praterie ventose, aquile che si librano nel cielo stridendo, ciliegi che fioriscono e riempiono l'aria con i loro petali bianchi e rosa, foreste rigogliose e romantiche...c'è una continua ricerca dell'arte, del bello fine a sè stesso.
 Il lato sonoro non è da meno: le musiche, arricchite da strumenti a fiato, ci riportano con la mente a quei tempi e si rivelano essere adatte ad ogni occasione: ora tristi, ora inquietanti, ora spensierate. Buoni anche gli effetti sonori.
 La giocabilità è ottima: per imparare a giocare bene non ci vuole molto, specie se si ha già esperienza con altri giochi del genere, e manovrare il pennello è semplice ed intuitivo. Okami risulta divertente, rilassante e mai frustrante. La longevità è su livelli molto alti: l'avventura è lunga il giusto, i paesaggi esplorabili sono vastissimi, e molte le cose da fare; inoltre, a gioco finito, presto o tardi vi tornerà la voglia di giocarci di nuovo per riassaporare le emozioni che questo titolo sa donare. Quando restituirete la vita a un ciliegio sacro, e tutta la terra intorno tornerà a rifiorire fra petali e colori spazzando via le ombre, un brivido di emozione vi percorrerà la schiena: oggi sono pochi i giochi in grado di dare tanto. L'unica vera pecca del gioco è il mancato adattamento nella nostra lingua: l'unico testo a schermo disponibile è in lingua inglese, e purtroppo non è nemmeno un inglese così semplice. Davvero incomprensibile come mai, trattandosi di un gioco uscito 2 anni orsono, nessuno si sia preso la briga di tradurlo in italiano, contando anche che non si tratta certo di un gioco qualsiasi. Okami è un gioiello che avrebbe meritato ben altro trattamento, per poter così essere gustato da tutti; tuttavia è consigliato anche a chi non conosce l'inglese in maniera perfetta: non potete perdervi questo gioco per un motivo del genere, merita indubbiamente uno sforzo per capirlo...non ve ne pentirete.
 Non ci resta che ringraziare la Capcom per averci dato una seconda possibilità di giocare a questa perla riproponendola su Wii, e non importa se esclusa l'implementazione del Wiimote resta un porting nudo e crudo: ciò non inficia minimamente il giudizio e il voto finale, i capolavori non hanno età.
Okami (4)

CONCLUDENDO



 Su Okami ci sarebbe da scrivere un libro, ma per comprendere questo titolo dovrete giocarci. Certe emozioni non si possono descrivere, bisogna provarle: Amaterasu, il lupo bianco, ci porta in groppa a fare un viaggio in un paese lontano, fantastico, fatto di poesia, colori sgargianti, miti e leggende senza tempo. Un paese in cui tutti noi vorremmo vivere, un paese a cui donare vita in punta di pennello, un paese profumato di cilegie ed accarezzato da aria fresca e ruscelli limpidi. Okami è l'ennesima prova che i videogiochi possono essere una forma d'arte.

Scheda tecnica


Valutazione

Divertimento — 9.5
  • Coinvolgente all'ennesima potenza, ci si dimentica ben presto della realtà!
Sonoro — 9
  • Musiche maiuscole, sempre adatte ad ogni situazione, epiche e mai ripetitive o noiose
  • Effetti sonori più che buoni
Grafica — 9.5
  • L'impatto è forte, ma l'effetto è assicurato
  • Stile unico, sembra di giocare a un dipinto
Giocabilità — 9
  • Ci si abitua subito ai controlli, e il Wiimote è implementato senza forzature
Longevità — 9.5
  • Paesaggi vastissimi e pieni di segreti da scovare
  • Il gioco è lungo, e prima o poi viene anche voglia di rigiocarlo.

Totale 9.5


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