Giochi della serie Pikmin
Le avventure spaziali di Olimar e i suoi amici e collaboratori Pikmin, una delle serie più amate di Nintendo
La serie Pikmin è una di quelle perle Nintendo che nascono quasi per caso e finiscono per diventare cult tra chi ama mescolare strategia in tempo reale, puzzle ambientali e un velo di malinconia poetica. Tutto parte da Shigeru Miyamoto, che alla fine degli anni '90 stava trafficando con prototipi per GameCube: da un'idea primordiale chiamata "Adam & Eve" – una sorta di simulatore preistorico in cui guidavi una coppia e i loro figli per sopravvivere – Miyamoto evolve il concetto osservando il suo giardino. Immaginate centinaia di esserini minuscoli che lavorano insieme: ecco i semi di Pikmin.
Il primo capitolo esce nel 2001 e ci catapulta nei panni del capitano Olimar, un omino spaziale crashato su un pianeta misterioso (che somiglia tantissimo alla Terra vista da formiche giganti). Ha solo 30 giorni per riparare la sua navicella S.S. Dolphin prima che l'atmosfera lo uccida. Qui incontriamo i Pikmin: esserini vegetali adorabili, rossi resistenti al fuoco, gialli che volano con le foglie e blu che nuotano. Li "pianti", li lanci, li fai trasportare pezzi di nave o combattere mostruosi insetti. Il tempo scorre inesorabile al calar del sole, e perdere Pikmin fa male al cuore – Miyamoto stesso ha confessato che voleva trasmettere il senso di responsabilità verso questi piccoli aiutanti.
Pikmin 2 (2004) allarga l'orizzonte: Olimar torna con il collega Louie (nomi palesemente ispirati a Mario e Luigi), mandati dalla Hocotate Freight per raccogliere tesori e ripagare un debito assurdo causato da conigli spaziali affamati di carote Pikpik. Sparisce il limite di 30 giorni, arrivano i Pikmin viola e bianchi (velenosi e scavatori), si esplora sotterranei infiniti e si gestisce un esercito fino a 100 unità. Diventa più rilassato e caotico, con un umorismo sottile e boss epici.
Dopo una lunga attesa, Pikmin 3 (2013, poi Deluxe nel 2020) cambia prospettiva: tre esploratori di Koppai – Alph, Brittany e Charlie – arrivano per cercare cibo per il loro pianeta affamato. Introducono Pikmin di pietra (Rock) e alati (Wing), un sistema di cooperazione a tre e un multiplayer asimmetrico delizioso. La storia tocca temi di esplorazione e sopravvivenza con tocchi leggeri ma profondi.
Pikmin 4 (2023) è il capitolo che ha fatto esplodere di nuovo la passione: un customizable rescuer atterra sul pianeta, accompagnato dal fedele cane spaziale Oatchi che porta, nuota e combatte al nostro fianco. Nuovi tipi come i Pikmin di ghiaccio e i luminosi notturni, un hub vivace con castaways da salvare, sfide Dandori e un'atmosfera ancora più accogliente. Miyamoto ha supervisionato da lontano, ma il team ha preso il meglio di tutto ciò che era venuto prima.
Ci sono stati spin-off come Hey! Pikmin (3DS, platform 2D) e Pikmin Bloom (mobile AR per camminare e piantare fiori reali), ma il cuore resta nei giochi principali: un mix unico di tenerezza e strategia spietata. Perdere un plotone di Pikmin al tramonto, sentire il rintocco della sirena mentre corri verso l'astronave… è un'esperienza che resta dentro. La serie conta oggi quattro episodi principali, ognuno con la sua personalità, eppure tutti uniti da quel senso di meraviglia per il piccolo, il fragile e il collaborativo. Se non l’avete ancora provata, fidatevi: è come curare un orto che ti combatte contro i ragni giganti. E vi innamorerete.