C'è un momento preciso in cui Nintendo ha smesso di parlare con la stampa per iniziare a parlare con i suoi fan: è l'autunno del 2011, quando sul canale ufficiale dell'azienda compare per la prima volta un video chiamato Nintendo Direct. Sullo schermo, un uomo in maglione nero con la voce pacata e lo sguardo ironico: Satoru Iwata, allora presidente, che spiega in prima persona novità e annunci. L'idea era semplice e allo stesso tempo sovversiva — se l'attenzione dei giocatori era ormai tutta concentrata sui video online, perché passare attraverso i filtri delle riviste e delle conferenze stampa? Meglio costruire un palcoscenico digitale tutto proprio, dove ritmo, tempistiche e sorprese fossero gestiti direttamente da Kyoto.
Fu una scelta anticipatrice, che nel giro di due anni divenne strategia: dal 2013 Nintendo abbandona la classica conferenza stampa all'E3, sostituendola con i propri eventi in streaming. Mentre i competitor affittavano teatri e chiamavano celebrità, Nintendo teneva a casa — letteralmente — presentazioni girate anche negli uffici della sede centrale, tra puppet di feltro,skit comici e quell'inconfondibile mix di professionalità e assurdità che solo l'azienda dei Mario può permettersi. Iwata e Reggie Fils-Aimé divennero volti pop, meme spontanei ("please understand", il mitico scontro di sguardi tra i due) — una vicinanza al pubblico che nessun'altra major aveva mai costruito con tanta naturalezza.
I Direct entrati nella storia
Alcune puntate sono diventate tappe assolute della cultura videoludica. Il Direct di settembre 2018 consegnò al mondo Isabelle in Super Smash Bros. Ultimate e il primo vero sguardo a Animal Crossing: New Horizons, accompagnato però da un annuncio tanto atteso quanto doloroso — lo slittamento al 2020 — che trasformò la delusione in hype lungo un'attesa di quasi due anni. Quattro anni dopo, il Direct di settembre 2022 fece qualcosa di raro: pose fine a un mistero durato tre anni, svelando che il sequel di Breath of the Wild si sarebbe chiamato Tears of the Kingdom. Basta quel titolo, in cima alla schermata, per far esplodere il web — è il potere di suspense che solo Nintendo sa dosare.
E poi c'è il Direct che ha definito un'epoca: quello del 2 aprile 2025, dedicato interamente alla Switch 2. Prezzo, data d'uscita, il sorprendente Mario Kart World: un appuntamento atteso per mesi, seguito in simultanea da milioni di persone e diventato il vero atto di nascita pubblico della console attuale di Nintendo. Non era solo un video — era un evento globale.
Un formato ancora vincente
Oggi, tra Partner Showcase, Indie World e presentazioni dedicate a singoli titoli, il Direct ha generato un intero ecosistema, imitato da quasi tutti gli editor. Ma la lezione originale resta quella del 2011: niente intermediari, solo un'azienda, i suoi creatori e i suoi appassionati — faccia a faccia, con lo stesso entusiasmo di chi guarda e di chi presenta.