The Legend of Zelda: Ocarina of Time

Un titolo che non si limita a celebrare un’icona del passato, ma la fa vivere pienamente nel presente della Switch 2.

The Legend of Zelda: Ocarina of Time
Data distribuzione
Console
Switch 2
Giocatori
1

The Legend of Zelda: Ocarina of Time torna su Nintendo Switch 2 come un remake completo, ricostruito da zero. Non si tratta di un semplice aggiornamento grafico, ma di una rivisitazione fedele e al tempo stesso contemporanea di uno dei titoli più influenti della storia dei videogiochi, nato nel 1998 sul Nintendo 64.

La genesi del progetto e il team di sviluppo

L’idea prende forma dopo l’uscita di Tears of the Kingdom. Eiji Aonuma, produttore storico della serie e direttore del gioco originale, riflette su come celebrare i 40 anni di The Legend of Zelda. Si rende conto che molti membri del team attuale, cresciuti con Breath of the Wild e i suoi successori, conoscono solo superficialmente le strutture e il ritmo dei titoli più classici. Decidere di ricostruire Ocarina of Time diventa un modo per far loro assimilare a fondo le fondamenta della serie e, magari, generare nuove intuizioni per i titoli futuri.

Il progetto viene affidato interamente a Nintendo EPD Production Group No. 3, lo stesso nucleo interno che ha lavorato agli open-world più recenti. Alla regia c’è HokWai Ng (al suo primo incarico come direttore), affiancato da Aya Shida alla direzione artistica, Hiroki Taguchi alla programmazione e Masato Ohashi alla direzione musicale. Aonuma e Hidemaro Fujibayashi (regista di Breath of the Wild e Tears of the Kingdom) restano in veste di produttori, lasciando però ampio margine decisionale al team più giovane. Il risultato è un remake costruito da zero, senza basarsi sul codice o sugli asset dell’originale, e senza l’inclusione della Master Quest.

La data di rilascio

Il gioco è uscito in esclusiva su Nintendo Switch 2 il 5 novembre 2026. È stato annunciato nel corso di un Nintendo Direct a giugno e ha ricevuto la data definitiva durante il Direct dedicato al 40° anniversario della serie a settembre. Il prezzo è di 59,99 dollari in digitale e 69,99 per la versione fisica (con cover in foil per le prime tirature).

La storia raccontata nel gioco

La trama resta quella classica, senza stravolgimenti. Link, un ragazzo senza fata nella Foresta Kokiri, viene chiamato dal Grande Albero Deku a recuperare la Pietra Spirituale della Foresta. L’incontro con la Principessa Zelda e la scoperta dei piani di Ganondorf lo spingono a raccogliere le altre due Pietre Spirituali. Tirando fuori la Master Sword dal Tempio del Tempo, Link viene sigillato per sette anni. Al risveglio è adulto e Hyrule è ormai sotto il dominio del re Gerudo. Dovrà risvegliare i Saggi, viaggiare avanti e indietro nel tempo e affrontare finalmente Ganondorf, prima che questi possa completare il suo piano di conquista del Triforce. Il viaggio di Link e Navi resta un racconto di crescita, di tempo perduto e di responsabilità che ancora oggi mantiene tutta la sua forza emotiva.

Le caratteristiche di gameplay

Il cuore dell’esperienza resta l’avventura in terza persona tra esplorazione, dungeon, enigmi e combattimenti. Si controlla Link (bambino e adulto) mentre si affrontano i templi, si raccolgono oggetti e si usano melodie dell’ocarina per manipolare il tempo e lo spazio. Le novità più rilevanti riguardano i controlli: ora esiste un pulsante dedicato per il salto (non più contestuale), un’azione di corsa dopo il rotolamento, una telecamera completamente libera e un sistema di selezione oggetti più fluido, ispirato ai titoli più recenti. Alcune aree, come la Città del Castello di Hyrule, sono state ampliate e rese pienamente esplorabili. È presente un sistema di tracciamento degli obiettivi chiamato “Threads of Time”, e il microfono della Switch 2 permette di intonare le melodie dell’ocarina canticchiando. C’è anche la nuova Sala dei Nemici Caduti, dove si possono rivedere le statue dei boss sconfitti e sfidarli di nuovo.

Grafica e audio

L’aspetto visivo è il cambiamento più evidente. Il team ha optato per uno stile che mescola realismo stilizzato e un’atmosfera quasi da teatro di burattini, con ambienti straordinariamente dettagliati, vegetazione viva, illuminazione atmosferica e materiali ricchi. Hyrule Field, le foreste e i templi acquisiscono una presenza fisica e una profondità che l’hardware del 1998 non poteva permettere. Il framerate si attesta stabilmente a 60 fps, con risoluzioni che arrivano fino a 1440p in modalità docked. L’audio è stato completamente riorchestrato in forma sinfonica e le cutscene principali sono doppiate (Link resta silenzioso). Il risultato è un’esperienza sensoriale che riesce a essere contemporanea senza tradire il fascino misterioso e fiabesco dell’originale.

Le voci della community

La ricezione critica è stata trionfale: il gioco ha raggiunto un Metascore intorno a 96, posizionandosi tra i titoli più acclamati del 2026. La stampa ha elogiato quasi all’unanimità la qualità della ricostruzione, la cura nei dettagli, i miglioramenti di comfort e la fedeltà allo spirito del classico. Alcune critiche ricorrenti riguardano l’assenza della Master Quest e una difficoltà complessiva percepita come più accessibile rispetto all’originale, soprattutto per chi ha già vissuto l’avventura più volte. Sul fronte grafico, prima dell’uscita, il nuovo design dei personaggi ha polarizzato: c’è chi lo ha trovato affascinante e chi lo ha giudicato troppo “realistico” o artificiale. Una volta in mano, però, la stragrande maggioranza dei giocatori e dei recensori ha riconosciuto che l’insieme funziona e che questo è, per molti, il modo migliore di (ri)scoprire Ocarina of Time.