The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom
L’eredità di Hyrule che ha ridefinito il cielo, la terra e le profondità
- Data distribuzione
- Console
- Switch
- Genere
- Action RPG
- Serie
- The Legend of Zelda
- Giocatori
- 1
- Editore
- Nintendo
- Sviluppatore
- Nintendo EPD Production Group No. 3
The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom non è semplicemente un seguito di Breath of the Wild. È il culmine di un’ambizione che Nintendo ha coltivato per anni, un’opera che ha preso il mondo aperto più amato della serie e lo ha espanso in verticale, rendendolo più vivo, più creativo e più emozionante che mai. Uscito nel 2023 su Nintendo Switch e ripubblicato nel 2025 come Nintendo Switch 2 Edition, il gioco continua a rappresentare uno dei picchi assoluti della saga, capace di far sognare ancora oggi milioni di giocatori sulla console attuale di Nintendo.
La genesi di un’ambizione senza confini
Lo sviluppo di Tears of the Kingdom è iniziato subito dopo il completamento di Breath of the Wild, nel 2017, sotto la guida di Hidemaro Fujibayashi alla direzione e Eiji Aonuma alla produzione. Il team principale, Nintendo EPD (Entertainment Planning & Development) – ex EAD –, aveva accumulato talmente tante idee per espandere il predecessore che ciò che doveva essere un DLC si è trasformato in un sequel completo. Takashi Tezuka, figura storica della serie fin dai tempi del primo Zelda, ha contribuito alla supervisione creativa, mantenendo quel filo invisibile che lega ogni capitolo alla visione originaria di Shigeru Miyamoto. Il progetto ha attraversato ritardi e rifiniture maniacali, con il team che ha dedicato un anno extra alla polish dopo aver già completato il gioco di base. L’obiettivo era chiaro: non replicare Breath of the Wild, ma spingerne le potenzialità fino al limite, introducendo meccaniche di costruzione e di esplorazione verticale che sfruttassero al massimo l’hardware Switch.
Una storia di lacrime, sacrifici e origini perdute
La narrazione si colloca pochi anni dopo gli eventi di Breath of the Wild. Link e Zelda esplorano i sotterranei di Hyrule Castle, dove un’oscura sostanza chiamata Gloom sta corrompendo il regno. Lì scoprono un antico male imprigionato: Ganondorf, il Re Demone, risvegliato da secoli di sonno. L’incontro scatena il caos: la Master Sword si frantuma, Link perde un braccio e Zelda scompare nel passato, catapultata nell’era della fondazione di Hyrule e della Guerra di Imprigionamento. Link, salvato dall’arto di Rauru (un re Zonai), si sveglia su un’isola celeste e intraprende un viaggio alla ricerca di Zelda, traendo forza dai Saggi moderni – Tulin, Yunobo, Sidon, Riju e Mineru – e scoprendo il legame tra la civiltà Zonai, le Lacrime Segrete e il destino del regno. È una storia di cicli temporali, di eredità e di redenzione, narrata con cutscene evocative e dialoghi che premiano chi ha amato Breath of the Wild. Senza spoiler eccessivi, il gioco intreccia passato e presente in modo magistrale, regalando uno dei finali più emozionanti della saga.
Gameplay: creatività senza limiti in un mondo tridimensionale
Il cuore pulsante di Tears of the Kingdom sono le nuove abilità di Link, che sostituiscono le rune di Breath of the Wild con un toolkit di creazione quasi illimitato. Ultrahand permette di assemblare oggetti e dispositivi Zonai in veicoli, ponti o macchine volanti; Fuse combina armi e materiali per creare equipaggiamenti unici; Ascend fa attraversare soffitti e piattaforme; Recall inverte il tempo su oggetti in movimento. Queste meccaniche trasformano Hyrule in un gigantesco laboratorio: il cielo è punteggiato da isole fluttuanti, la superficie è più ricca di grotte e rovine, mentre le Profondità offrono un underdark vasto e minaccioso. L’esplorazione verticale è rivoluzionaria: si sale, si scende, si costruisce per superare ostacoli in modi che il giocatore inventa sul momento. I santuari sono più vari, i combattimenti più dinamici grazie alle fusioni, e il mondo reagisce in tempo reale alle creazioni del giocatore. È un gameplay che premia la curiosità e la sperimentazione, rendendo ogni run diversa.
Grafica e audio: un’immersione che toglie il fiato
Visivamente, Tears of the Kingdom conserva lo stile cel-shaded iconico di Nintendo, ma lo arricchisce con effetti atmosferici straordinari: nuvole volumetriche, illuminazione dinamica e dettagli ambientali che fanno sembrare Hyrule viva come non mai. Su Switch originale la risoluzione dinamica (fino a 900p docked, 720p portatile) e qualche calo di frame rate in situazioni complesse non hanno mai compromesso l’incanto, grazie alla direzione artistica magistrale. L’audio è un altro trionfo: mix surround 5.1, effetti ambientali realistici (dal fruscio del vento al rombo di una tempesta) e una colonna sonora che evolve quella di Breath of the Wild, con temi orchestrali memorabili e musiche ambientali che si adattano al momento. Il risultato è un’immersione totale, dove ogni passo in Hyrule diventa un’esperienza sensoriale.
La versione Nintendo Switch 2 Edition: il definitivo viaggio a Hyrule
Con l’arrivo della Switch 2 nel 2025, Nintendo ha offerto una Switch 2 Edition gratuita per chi possedeva il gioco originale (con trasferimento dei salvataggi e slot aggiuntivo). I miglioramenti sono sostanziali: risoluzione spinta fino al 4K docked (con upscaling intelligente), frame rate stabile a 60 fps – e in alcuni casi fino a 120 fps – che eliminano completamente i cali dell’originale, HDR che trasforma le Profondità in un’esperienza notturna mozzafiato e tempi di caricamento fulminei. Il gioco sfrutta al meglio l’hardware potenziato, rendendo le costruzioni complesse fluide come mai prima. Aggiunta imperdibile è Zelda Notes, un’app companion che permette di condividere creazioni, consultare mappe, ricevere suggerimenti e persino ascoltare “voci della memoria” attivando marcatori nel mondo. È la versione definitiva, quella che molti fan aspettavano per rivivere l’avventura con la potenza che meritava.
Il coro della community: un capolavoro che non invecchia
La comunità ha accolto Tears of the Kingdom come uno dei migliori giochi di sempre, spesso superando Breath of the Wild nelle classifiche personali. Su forum, Reddit e social, i giocatori celebrano la libertà creativa: video di macchine assurde, speedrun di santuari impossibili e teorie sulla lore riempiono ancora oggi i feed. Le opinioni convergono su un punto: è un sequel che non si limita a espandere, ma reinventa. Qualche voce critica nota che alcune isole celesti sembrano meno sfruttate o che certi santuari seguono schemi simili, ma questi appunti impallidiscono di fronte all’unanime entusiasmo per l’esplorazione, la narrazione e la rigiocabilità. Sulla Switch 2 l’entusiasmo è esploso di nuovo: “trasformativo” è la parola più usata, con il 60 fps e l’HDR che rendono l’avventura ancora più fluida e spettacolare. Nel 2026, tre anni dopo il lancio originale, il gioco rimane un punto di riferimento: community guide, build condivise e discussioni sulla timeline dimostrano che Hyrule non ha smesso di ispirare.
Tears of the Kingdom è molto più di un videogioco. È la dimostrazione che Nintendo, con il suo team EPD, sa ancora stupire il mondo intero. Sulla Switch 2, dove corre in tutta la sua gloria tecnica, rappresenta il modo ideale per chi non l’ha ancora vissuto o per chi vuole riscoprirlo. Un’avventura che, come le lacrime di Zelda, continua a brillare nel cielo di Hyrule. Se non l’avete ancora fatto, il momento è adesso: Link vi aspetta, e il regno non è mai stato così vivo.
Recensioni
Non ci sono recensioni per questo gioco
Consigli e soluzioni
Non ci sono consigli o recensioni per questo gioco
Minirecensioni
Non ci sono minirecensioni per questo gioco