Quarta Generazione


Alla fine fu la normale evoluzione della tecnologia a venire in aiuto al settore. Le capacità di RAM e ROM aumentarono a livelli sempre maggiori con costi sempre più bassi. L'industria del silicio abbassò anche i prezzi dei vari processori a 8-bit. Questa ventata portò alla nascita tra il 1985 e il 1989 di una moltitudine di nuove case che crearono giochi a ripetizione per i vari tipi di PC che cominciavano a prendere sempre più piede tra la popolazione.

E' in questa era che nasce il mitico scisma tra le due grandi case nipponiche del settore: Sega e Nintendo.

Sega (Service Games), per decisione del presidente Hayao Nakayama, fu la prima a lanciarsi nel vuoto lasciato dalla morìa delle case che avevano puntato sulla terza generazione con una console economica e con grandi potenzialità: il Sega Master System. In questa console c'era un concentrato di innovazione. I medium utilizzati erano di due tipi: una cartuccia standard e una piccola di dimensioni pari a quella di una carta di credito. Questa differenziazione permetteva la produzione di prodotti a basso costo per giochi leggeri e quindi un'ottimizzazione della produzione stessa. Il processore era estremamente veloce: 3.58MHz e visualizzava 48 colori, un mostro di potenza.

Furono lanciati diversi arcade come Frogger, Buck Rogers, Congo Bongo. Anche gli accessori non mancavano come gli occhiali 3D con il noto sistema che oscura altenativamente le due lenti in sincronia alle immagini leggermente sfasate per dare l'illusione della profondità su uno schermo piatto. Questo accessorio funzionava proprio grazie alla presenza di due slot diversi per i due tipi di cartucce.

La diffusione sul mercato del MasterSystem fu buona in Giappone e in Europa, ma non troppo convincente in America.
Sega Mastersystem
L'altra casa era, come detto, la Nintendo, che per la verità aveva già assaggiato il mercato negli anni '70 in collaborazione con Coleco e aveva già prodotto gli storici Donkey Kong e Mario Bros oltre che ai vari 'Game & Watch'. Il fallimento di Coleco sembrava però segnare anche il ritiro della casa di Kyoto dal settore. I successi di Sega però convinsero Hiroshi Yamauchi a tentare la fortuna e impartì l'ordine agli ingegneri di sviluppare una console casalinga. La console riuscì a vedere la luce del mercato dopo soli sei mesi dal MasterSystem. Yamauchi però aveva impartito l'ordine di fare una console molto semplice e senza fronzoli per permettere grandi produzioni. La cosa causò qualche problema all'inizio in quanto i tempi strettissimi di sviluppo e le restrizioni economiche fecero si che le prime versioni dell'hardware avesse qualche difetto. I soldi servivano però a Nintendo per una campagna pubblicitaria a tappeto che permise al 'Family Computer', alias 'Famicom', alias 'Nintendo Entertainment System', alias 'NES', alias 'Nintendo', di prendere il controllo del mercato in America e in Giappone. In Europa le cose andarono un pò peggio e il NES si trovò a inseguire il MasterSystem tanto che Nintendo of Europe dovette concedere alcune licenze alla Sega per evitare il fallimento. Il NES era palesemente inferiore: un processore a soli 1.79MHz e 16 colori non avrebbero lasciato scampo se non fosse stato per il fatto che per il NES si arrivò a produrre oltre 500 giochi differenti, contro solo circa 120 giochi per il MasterSystem.

Il NES vendette come mai nessuno aveva fatto e superò di gran lunga le vendite del 2600 nel 1982, arrivando a quota 19 milioni nel 1990 nella sola America (1 famiglia su 3). Il solo 'Super Mario Bros' fece incassare a Nintendo ben 500 milioni di dollari solo in America. Nel settore nell'intrattenimento fu superato solo dal film ET. Furono vendute 7 milioni di copie del gioco in America e 4 in Giappone.

Il giro d'affari di Nintendo fu increbilie. Nel 1990 superò la Toyota come azienda Giapponese di maggior successo. I soldi guadagnati furono più di quelli di tutte le case cinematografiche americane messe assieme e più dei guadagni degli ultimi due anni dei 3 maggiorni network televisivi americani.
NES
Sega se la passò meno bene e finì addirittura per vendere i diritti del MasterSystem alla Tonka, ma gli avrebbe riacquistati in seguito.

Nella categoria PC comanda ancora la Commodore che mette a segno un bel punto: nel 1986 acquista i diritti per produrre Amiga. L''Amiga 500' vantava una grafica pari a quella della generazione successiva ed era nato come console, salvo poi ripiegare su un settore leggermente diverso. Seguì poi il '1200'. Il mio primo ricordo dell'Amiga risale al 1990, quando avevo già da tempo il C64. Ci vidi la prima volta i floppy da 3"1/2 e ci giocavo sempre a Pang, quel gioco dove l'omino lancia un arpione nel soffitto con l'obiettivo di far scoppiare delle bolle rimbalzano qua e là.
Amiga 1200
L'Atari lanciò l'XE con un certo successo nel 1987.

In ogni caso in questo periodo vediamo come da un periodo di incertezze si sia ritornati a una situazione in cui uno solo domina (NES) uno rincorre (MasterSystem) e gli altri stanno a guardare. La quarta generazione è rappresentata in tutto e per tutto dal NES a 8-bit che di fatto rilanciò tutto il settore attraverso le avventure di Mario dopo la crisi nera Atari.

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