Hoenn, dove il mare incontra il vulcano
Tra le regioni del mondo Pokémon, poche suscitano una nostalgia e un attaccamento paragonabili a quelli che la community riserva a Hoenn, teatro di Pokémon Rubino e Zaffiro su Game Boy Advance nel 2002. Ispirata chiaramente al Kyūshū, l'isola giapponese cara a Jun'ichi Masuda — che per l'occasione si mise alla guida della direzione del progetto — Hoenn è una regione che vive di contrasto geografico: qui la terraferma è una distesa quasi tropicale di spiagge, giungle e vulcani, letteralmente divisa in due da un mare interno che ne attraversa il cuore.
Proprio questa vocazione "all'acqua" è il tratto distintivo del design di Hoenn. Il ciclo HM e le acque aperte hanno reso celebre — e per qualcuno leggendariamente frustrante — l'atto stesso di esplorare la regione: navigare con la Marea e le correnti sottomarine, raggiungere le isolette sparse, immergersi col Sottomarino verso la Tana dei Team Magma e Team Aqua. Perché sì, in Hoenn i cattivi sono due, e questa doppia minaccia resta una delle idee narrative più riuscite della serie: Magma sogna un'espansione della terraferma, Aqua il ritorno degli oceani, e in mezzo sta l'equilibrio stesso del mondo, incarnato da Groudon e Kyogre.
L'eredità di una regione
Hoenn ha introdotto 135 nuovi Pokémon — il leggendario trio dei golem antichi, Rayquaza, le eleganti evoluzioni degli starter — e meccaniche diventate pietre miliari: le lotte in doppio, il sistema delle abilità speciali, le gare di bellezza e le basi segrete. Remake di culto nel 2014 con Rubino Omega e Zaffiro Alpha, che aggiunsero il Megaevoluzione e un post-game magnifico, la regione gode oggi di una specie di culto trasversale che pochi luoghi di gioco possono vantare. C'è chi la ama per l'estetica quasi onirica, chi per i suoi segreti nascosti tra le correnti: in entrambi i casi, Hoenn incarna il momento in cui Pokémon ha smesso di essere solo un gioco per diventare un mondo.