Pokèmon, nostalgia portami via

Pokèmon, nostalgia portami via

Ovvero, un paio di riflessioni condite di nostalgiche esperienze personali su questa saga.

Premessa metodologica, fondamentale: a me non è mai piaciuto scrivere articoli eccessivamente personali, cerco sempre di inseguire l’oggettività quantomeno dell’argomento trattato secondo il buon vecchio metodo hegeliano di “tesi-antitesi-sintesi” sul modello dei saggi brevi scolastici, i maturandi, o maturati che siano, capiranno. Questa volta farò un strappo alla regola.
Altra premessa, che viene dopo ma non meno importante: non sono un grandissimo appassionato della saga, dopo Smeraldo (2005) ho un po' mollato soprattutto per motivi anagrafici, non facendomi mancare però di giocare, come giochi normali e non come pensiero fisso indelebile, alcuni capitoli per NintendoDS. Tenete presente quindi il soggetto umano che scrive.
La saga che più di tutte ha marchiato un timbro indelebile nel cuore di un’intera generazione di videogiocatori è questa qua, Pokèmon, quella generazione di videogiocatori è la mia, ovvero quella a cavallo fra i Novanta e i primissimi Duemila. Che poi la saga abbia continuato a mietere successi anche dopo, il mercato mi dà ragione, è un dato di fatto, ma all’epoca dei fatti i videogiocatori occidentali furono letteralmente travolti da questo boom. Allora erano 151 mostriciattoli, oggi si viaggia verso i 700, ma l’essenza dei giochi Pokèmon non è cambiata. Merito di una struttura di gioco che, nonostante sia trita e ritrita allo sfinimento, non smette mai di stupire. Ma merito soprattutto del fatto che sia stata una saga coraggiosa, in principio.
Per intendere bene ciò, risaliamo alla notte dei tempi de Pokèmon. Correva il 1995, il GameBoy fece la sua comparsa nel mondo anni prima, all’inizio del decennio, ma nessuno aveva ancora avuto il coraggio di far partire una saga su questa console. Tutti i principali giochi per GB, principalmente quelli Nintendo, erano riproposizioni in altre salse di saghe già note, vedasi Super Mario Land o Donkey Kong Land, o continuazioni  “geneticamente modificate” di saghe già note, che garantivano quindi il successo del marchio sul solco già tracciato, si pensi a Wario Land, anche detto Super Mario Land 3, che coraggiosamente pose Mario come un avversario, esperimento tentato solo una volta, dieci anni prima, con Donkey Kong Jr.: Wario e Dk Jr., poi diventato cravattone, sarebbero stati i due protagonisti preferiti da Nintendo dell’universo di Mario, ma questa è un’altra storia, torniamo ai mostriciattoli. Dopo un inizio stentato, l’originale Pokèmon Verde giapponese non era il massimo, con la revisione in Pokèmon Blu e l’esportazione in Europa anni dopo il successo fu assicurato, ne uscirono fuori cartoni animati, gadget, merchandising di ogni sorta, film e una saga di videogiochi che continua ad essere il motivo principale di vendita dei portatili Nintendo (non si vergogni il lettore ad ammetterlo, se comprerà il 3DS solo per giocare a X o Y).

Non vorrei scendere troppo nel tecnico, ma mi sto rendendo conto solo ora di averlo fatto, passiamo al dunque. Ho finito da poco Nero 2, ho battuto la Lega Pokèmon con una squadra mista di New Entry di quinta gen. (Emboar, Swanna, Zoroark) e Oldcomers (Flygon e Ampharos), cogliendo al volo l’opportunità offertami dal gioco di ripescare Pokèmon di altre regioni. Siccome non avevo gran voglia di completare il Pokèdex, divenuta ormai un’impresa impossibile se non supportati dagli strumenti giusti, ma volendo comunque continuare a giocare a questa saga, ho provato a recuperare un po’ di Pokèmon delle prime tre gen. e a girare per Unima con una squadra che è più un misto di gente di altrove: ho recuperato Aggron (già vincitore delle gare di Bellezza di Hoenn), Metagross (fondamentale per la sconfitta della Lega in Rubino, correva l’anno 2003), il già citato Flygon (notare il legame particolare con Hoenn), Dragonite (chi non lo ama?), Tyranitar (perché il Monte Argento di Johto sarà sempre la località più bella della saga, o quantomeno una delle migliori, sempre pensato) e Zapdos (presente nelle mie squadre in saecula saeculorum, dai tempi di Rosso), insomma, un’armata Brancaleone degna del peggior niubbo che gioca ancora per iperraggiare gli avversari, non avendo capito che negli ultimi dieci anni le dinamiche delle battaglie Pokèmon sono un po’ cambiate. Ma, insomma, raccolta in giro quest’accozzaglia di gente, mi son messo a vagare per Unima per il piacere di sconfiggere un po’ di gente di qua e un po’ di là, allenando un poco questa squadra. Poi arrivò il momento tristissimo, quello del Tyranitar (doppia debolezza al tipo Lotta) sconfitto da un vomitevole Zuffa di uno di quegli uccellacci al terzo stadio evolutivo che sono comparsi di recente (Ah, Pidgeot…). Inutile dire che Tyranitar, non un campione di velocità, mi salutò velocemente. A vendicarlo di pensò Fulmine di Dragonite, ma ormai era troppo tardi, e capì che quella che doveva essere una rimpatriata fra amici, insomma una partita a Briscola fra compagni del Liceo che magari non vedi da anni, si è trasformata ad opera del Turbopollo a reazione nella consapevolezza che, insomma, non è mondo per niubbi sterminatori, quello di Unima. Così, con la coda fra le gambe, ho salvato la partita senza neanche andare al Centro Pokèmon, ho staccato il DS. Ma il pensiero primo fu sempre quello: serve una squadra micidiale con cui sterminare gli avversari, in pieno stile Old School. Altro che tutti quei nomignoli strani che si inventano per classificare i Pokèmon secondo la strategia cui sono più consoni in battaglia, altro che tutte queste specie di pianificazioni antecedenti la battaglia che trasformano una sfida Pokèmon in qualcosa che manco Monster Hunter, io voglio il mio vecchio bellissimo Feraligatr con Idropompa, Bora, Iper Raggio e Dinamipugno. Così, ripreso fra le mani il sempreverde GameBoy Advance, custodito gelosamente, presi Pokèmon Oro e ci giocai un po’. Inutile dire che la sensazione fu, come dire, di latte alle ginocchia, di farfalle nello stomaco e di brividi sulla pelle. Tutte cose assieme. Girai un po’ per il Box, un po’ stressato dal continuo salvataggio necessario per cambiarlo, e recuperai la buona vecchia squadra. Mewtwo al 100 (Psichico, Bora, Fuocobomca, Tuono), Charizard al 100 (Lanciafiamme, Fuocobomba, Fossa, Terremoto), Feraligatr al 97 (gli attacchi già detti), Lugia all’86 (Aerocolpo, Surf, Psichico, Bora), Venusaur all’86 (non mi ricordo i suoi attacchi) e Oh-Ho al 71 (sfigatello quest’ultimo, ma si rifarà), insomma, roba da sconfiggere la scarsissima Lega Pokèmon di Oro una volta con ciascun Pokèmon. Annientata la Lega, mi son detto, diamine, mancano 12 Pokèmon all’appello! Dopo aver controllato il Pokèdex. Infatti, i Pokèmon ottenuti erano 239, contro i 251 totali. Gli assenteisti sono: Chikorita, Meowth, Charmender, Charmeleon, Umbreon, Jolteon, Vaporeon, Delibird, Kabuto, Kabutops, Mew e Celebi (gli ultimi due irrecuperabili, credo). Messomi all’opera per colmare le lacune, la prima operazione fatta è stata mettere in squadra tre uova che, in tempi immemori, avevo probabilmente fatto creare, per poi sbolognare nel box senza tanta confidenza. Così, le tre uova sono rimaste per probabilmente un decennio e anche più posizionate là, senza che mi ricordassi più chi fosse il genitore. Intenzionato a completare il Pokèdex, e considerato che molto probabilmente qualcuno dei pargoli sarebbe stato uno dei necessari (avevo Meganium ma non Chikorita, Persian ma non Meowth e Charizard ma non Charmender), posizionai le tre uova in squadra e partì con loro, Lugia, Oh-Ho e Feraligatr alla volta di Kanto, le cui pianure e i cui percorsi, molto più omogenei di quelli di Johto, mi sarebbero stati di grande aiuto per compiere i passi necessari al fine di fare schiudere le uova. Così, varcato, con il treno, il confine fra le due regioni, appena messo piede a Zafferanopoli, l’effetto fu ancora più…da brivido: già all’epoca, quando giocai Oro, la sensazione, come dire, di nostalgia velata di tristezza mi pervadeva a visitare le città frequentate anni ancora prima in Blu, figuratevi ora, che ci metto piede dopo almeno un decennio che non vado a Kanto (non ho giocato i remake di Blu/Rosso per GBA, né i remake di Oro/Argento per DS, ma dovrei rimediare). Insomma la sensazione è stata di quelle che ti lasciano di sasso, poi mettete la musica di Zafferanopoli che non è il massimo della felicità (infatti l’hanno recuperata per Super Smash Bros. Brawl), e la frittata è fatta, nostalgia portami via, come titola l’articolo, ringraziando Nintendo che a suo tempo non riuscì a fare in modo di mettere in comune prima e seconda gen. con la terza, isolandole di fatto nello spazio-tempo. Chissà, a quest’ora Feraligatr lo avrei in squadra ad Unima, quello stesso Feraligatr, anche se non si troverebbe bene con switch, wall etc. etc…
A condire il tutto sta la parte finale di questa narrazione: dopo un po’ di viaggi per la regione, mentre passavo per il centro di Azzurropoli, il classico “Eh?” mi indica che uno de tre sta per venire al mondo. Parte la musichetta delle Evoluzioni, l’uovo si schiude ed un piccolo Charmender esce fuori, armato di Fuocobomba come vuole il padre ma soprattutto come vogliono le leggi del mondo dei Pokèmon. Emozione notevole anche ad anni di distanza. Salvata la partita, posai il GBA nel cassetto più soddisfatto.
Forse sta qui uno dei motivi del successo della saga, riuscire ad emozionare con le stesse formule anche ad anni di distanza, nonostante tutto. Ora, torniamo seri.

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Commenti

Re:Pokèmon, nostalgia portami via

ColorFun 19/03/2013 alle 15:20

Bellissimo articolo, Banjo! :occasion14:

Dopo averlo letto mi è quasi scesa la lacrimuccia, quando si parla di Pokémon in questi termini mi viene una nostalgia assurda, mi ritornano in mente i tempi di quando andavo alle elementari e con i miei compagni cazzeggiavamo su Rosso Fuoco/Verde Foglia e credevamo che Doxys vivesse sulla luna... Ma ora sto divagando, basta così :laughing7:
tu non hai idea di quello che facevamo noi per catturare i regi in rubino e zaffiro asd

eravamo tipo 5, arrivavamo tutti allo stesso punto contro il re di turno, mettevamo il cursore su si, voglio davvero lanciare questa ultra ball, giravamo il game boy faccia in giù su un banco e tutti insieme premevamo A e iniziavamo a correre come dei dannati intorno al tavolo...sai, aiutava a catturarlo! poi c'erano in palio delle caramelle e il primo che lo catturava se ne prendeva 3, il secondo 2 e il terzo 1...quelli si che erano bei tempi :')

Re:Pokèmon, nostalgia portami via

WaluigiRacer 19/03/2013 alle 15:09

Bellissimo articolo, Banjo! :occasion14:

Dopo averlo letto mi è quasi scesa la lacrimuccia, quando si parla di Pokémon in questi termini mi viene una nostalgia assurda, mi ritornano in mente i tempi di quando andavo alle elementari e con i miei compagni cazzeggiavamo su Rosso Fuoco/Verde Foglia e credevamo che Deoxys vivesse sulla luna... Ma ora sto divagando, basta così :laughing7:

Re:Pokèmon, nostalgia portami via

ERap320 18/03/2013 alle 20:32

*FEELS*
Lo ammetto, sono tra quelli che si è appena comprato il 3DS, laciato lì senza giochi, solo per X e Y  :laughing7:

Comunque ti consiglio di provare Fire red o Leaf green se ne hai la possibilità, i migliori della saga IMHO (forse perchè mi ci sono affezzionato da piccolo, ma vabbè)

Re:Pokèmon, nostalgia portami via

ColorFun 18/03/2013 alle 20:14

ho riletto questo articolo qualcosa come 3 volte, è bellissimo. mi hai fatto ripensare a quelle 200 ore della mia vita spese su rubino :crybaby2:
e ora i miei pokemon sono lì ad aspettarmi in platino, pronti per essere trasferiti su 5° gen

Re:Pokèmon, nostalgia portami via

ShikaSoge 18/03/2013 alle 19:37

 :crybaby2:
la mia fortuna è stato scoprire i pokemon con verdefoglia, che essendo remake di rosso e blu, alla fine credo mi abbia dato le stesse emozioni di un giocatore ancora più vecchio di me. Fortuna perchè ciò mi ha permesso di portare la mia intera squadra nelle varie cartucce che ho posseduto, fino ad arrivare a Pokemon Bianco.
beh credo sia noto che anche io non sono un grande esperto di battaglie a pokemon, fin dai primi momenti infatti mi importava solo di completare il dex (cosa fatta tre volte!), fanculando il battling competitivo e la squadra pompata e uberosa dei miei amici.
quello che mi piace davvero tanto di pokemon è che ogni avventura è diversa, e ogni giocatore ha una squadra che rispecchia i suoi gusti (la mia è piena di tizi con le ali  :laughing7:). ecco perchè non sopporto più di tanto il battling competitivo, sembra di vedere sempre gli stessi volti, dragonite, garchomp e soprattutto Blissey (dio se lo odio  :laughing7:)
ecco perchè amo le sfide con chi la pensa come me, perchè ci ritroviamo a usare un yanmega (allenato fino al 67 in verdefoglia, perchè credevo che Yanma si evolvesse, cosa che non accadeva all'epoca) e il classico Charizard (fuocobombato e tutto) contro un idiota Omastar o Vanilluxe  :laughing7:
mi scuso per la lunghezza del commento che alla fine non dice nulla di concreto se non condividere il pensiero di Banio, ma dopo una lettura così nostalgica, non potevo fare diversamente  :laughing7:

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